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L'INTELLIGENZA PREOPERATORIA

L'intelligenza preoperatoria, si sviluppa nel bambino dai 2 ai 6 anni è caratterizzata dall'ingresso delle funzioni simboliche, anche se manca ancora di alcune importanti forme di comprensione logica...

Dai 2 ai 7 anni, il bambino entra nello stadio preoperatorio. Questo periodo oltre ad essere segnato dalla rappresentazione mentale (che permette al bambino di pensare ad oggetti ed eventi che non sono presenti nell’ambiente), segna l’inizio della capacità di usare e manipolare i simboli.
Il bambino arriva cioè a comprendere che un’immagine o un’idea mentale può essere il simbolo di un oggetto o di un’esperienza. Un esempio lo troviamo in alcuni giochi, dove una scatola può fungere da automobile, un coperchio di una pentola da volante ecc. Il linguaggio, naturalmente, è la forma di rappresentazione simbolica più importante e, in questo periodo, il bambino passa dalla parola frase ad un utilizzo dei termini più appropriati.

Nonostante queste conquiste, l’intelligenza preoperatoria manca di alcune importanti forme di comprensione logica: il bambino assume un punto di vista “egocentrico”, non si rende cioè conto che le persone possono avere punti di vista o prospettive diversi dai suoi. Si esprime quindi come se l’interlocutore già sapesse quello che sta dicendo e in questo modo omette importanti parti del discorso. L’egocentrismo si riflette anche nella valutazione logica di eventi fisici: se si mostrano ad un bambino di 5-6 anni due bastoncini di uguale lunghezza, li riconoscerà come uguali ma se si cambia loro posizione non sarà più in grado di farlo. Anche due oggetti uguali dal punto di vista del peso e del volume non verranno più ritenuti tali se si cambia loro forma. La conoscenza degli oggetti e degli eventi si ferma quindi di fronte alla loro evidenza percettiva.

In questa fase il bambino ritiene gli oggetti e gli elementi naturali dotati di una propria volontà e coscienza: il mare si agita perché è arrabbiato, la luna si sposta e “ci segue” , le montagne, i laghi, i fiumi sono invece frutto dell’opera di spostamenti o ammucchiamenti dell’uomo.

Questa teoria di base, è stata comunque messa in discussione da diversi esperimenti da cui sembra emergere che in realtà i bambini in età prescolare sono capaci di eseguire operazioni tipiche del periodo dello STADIO CONCRETO, sempre che i problemi vengano formulati in un modo adeguato, cioè in una forma molto semplice magari attraverso un gioco. In questo modo talvolta i bambini dimostrano di comprendere i concetti di conservazione, per esempio. Quello che sembra mancare ai bambini di età prescolare, rispetto a quelli dai 6 agli 11 anni, è la capacità di saper spiegare correttamente questi principi, queste regole. Anche l’egocentrismo del bambino è stato messo in discussione: diverse ricerche dimostrano che anche un bambino di tre anni può assumere il punto di vista e la prospettiva dell’altro.

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