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Chiede sempre perché

Quella che va dai 3 ai 6 anni è per il bambino una fase contraddistinta da un forte desiderio di conoscere, scoprire e chiedere spiegazioni su tutto quello che lo circonda e che attira la sua instancabile curiosità.

Ecco perché questi anni vengono anche classificati come l’età dei perché.
Le domande poste dal piccolo in genere molto insistenti hanno due diversi obiettivi.
Il primo corrisponde proprio a quella di soddisfare un bisogno di sapere o di imparare che rappresenta una componente tipica dell’essere bambini.
Il secondo si connette, invece, all’esigenza di ottenere attenzione da parte dei genitori:
il bambino, infatti, tende a valutare il livello di disponibilità nei suoi riguardi anche in base a quantità e qualità delle loro risposte.
L’istinto esplorativo, prima dell’acquisizione del linguaggio, si manifestava soprattutto tramite l’osservazione, la manipolazione, il contatto diretto con gli oggetti.
A partire dal 3 anno, età in cui il piccolo inizia a parlare con più disinvoltura, scopre invece questa nuova potente, modalità di espressione.
La possibilità di soddisfare la sua sete di conoscere semplicemente chiedendo diventa per lui una tentazione irresistibile, tanto che il piccolo non riesce a trattenersi dal fare domande.
Indipendentemente dal contenuto e dalla corretta delle risposta un atteggiamento insofferente e o evasivo verrà letto dal bimbo come un segnale di disinteresse, mentre un disposizione all’ascolto gli infonderanno sicurezza ponendo le basi del dialogo futuro con la mamma e il papà.
Le domande più frequenti
In base all’età, l’interesse del bambino si concentra soprattutto su alcune tematiche in particolare.
- L’ambiente che lo circonda
- La sfera personale e intima
- La morte e il dolore

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