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Genitori come educatori

In pratica, ai propri figli i genitori devono spiegare tutto quello che si può spiegare, sistematicamente; offrendo loro, però, non soltanto informazioni, ma soprattutto un metodo maturo di riflessione.

E lo devono fare con allegria, stimolandoli al piacere della conoscenza.
Per far ciò, è di fondamentale importanza che le cose siano esemplificate il più possibile, e non esposte in modo astratto , impersonale.
Come purtroppo continuano a fare perfino molte maestre di scuole elementare che, per indolenza, non si sforzano di mettersi nei panni dei loro alunni, in particolare di quelli meno aiutati in famiglia.
Ma soprattutto, è essenziale che il bambino sia reso protagonista del sapere che gli viene offerto, e non trattato come un contenitore da riempire.
E’ quindi opportuno, ad esempio, che egli sia programmaticamente invitato a completare le descrizioni che gli vengono proposte e a rispondere a semplici domande, in modo che si possa sentire sempre, artefice dell’atto di comprensione, soggetto attivo e orgoglioso della propria conoscenza.
Oltre a ciò i genitori hanno anche il compito di maturarlo al rispetto del prossimo e, per ottenere questo risultato, essi devono controllare e correggere la sua impulsività e le sue inclinazioni manifestamente egoistiche ed egocentriche.
Va da sé che, per essere credibili, non possono sottrarsi al dovere di essere loro stessi autodisciplinati e rispettosi delle esigenze legittime del bambino.
Il che significa cercare di gratificarlo ogniqualvolta possono, escludendo ovviamente le concessioni disutili per la sua maturazione.
Svantaggiati si diventa.
Per lo più , un bambino che non riceve continue e dettagliate spiegazioni, addestramenti, disciplina, affetto, partecipazione emotiva e cordialità sincera è facilmente esposto al rischio di diventare svantaggiato: o lento d’intelletto, bizzarro, o sgradevole col prossimo.
A meno che non sia un invulnerabile, uno di quelli che, a fatica naturalmente , passano indenni attraverso ogni tipo di carenza, riuscendo tuttavia a conservare l’equilibrio interiore e l’efficienza.
Questi individui particolari rappresentano, poi il corrispettivo statico di coloro che nascono psichicamente fragili o poveri d’ingegno.
E quanto a questi ultimi appaiono solidi e pieni di risorse spirituali.
Ma la gran parte dei bambini la consistenza del Sé e l’efficienza dell’Io rappresentano, di fatto, un vero e proprio dono che i loro genitori possono o meno offrire.

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