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L’aggressività auto correttiva

Che cos'è l'aggressività.

Senza aggressività non c’è dignità, né orgoglio, né ambizione, né amor proprio.
E senza questi ingredienti non ci può neppure essere buona tenuta della personalità. Dunque non ci può essere progressione o anche solo conservazione di ciò che si è costruito.
Prova ne è che la situazione più avvilante che possa capitare ad uno psicologo che si occupa di bambini svantaggiati è di trovarne uno privo di amor proprio.
Come si fa a smuovere chi non ha narcisismo, chi non sa disprezzare le proprie manchevolezze, chi non usa l’artiglio auto correttivo? Su cosa si può far leva per orientarlo all’azione affermativa, all’aggressione delle parti deteriori di sé ? Dunque, alla crescita personale.
E allora, benvenuta aggressività. Solo bisogna far sì che non sia mal diretta, che sia progressività e non regressiva: cioè che sia sostanziata dall’intelligenza e dell’autodisciplina, in modo che possa operare chirurgicamente sull’area da asportare, e che non porti via anche i tessuti sani.
Invece quanti genitori, che pur non sbraitano come gli allenatori, sono poi subdolamente distruttivi nei riguardi dei loro figli.
E quando parlano con loro, o parlano di loro, rivelando direttamente o indirettamente la propria estraneità, la propria sfiducia, il proprio non esserci.
E allorché si rapportano più energicamente con essi, non si sforzano mai d’isolare la parte da correggere, l’unica che va aggredita ed estirpata, mentre si deve valorizzare la parte sana, la parte solare.
Così tutto si copre di una coltre crepuscolare di delusione, di rinuncia, di distanza; di sostanziale, anche se non manifesta, trascuratezza.
Tutto questo conferma che essere genitori richiede un atto di volontà, d’impegno e di responsabilità.
Perché si tratta di riprendere il proprio cammino evolutivo, perfezionare la proprio natura, ed anche recuperare ogni giorno la determinazione e la solidità interiore che alle volte le circostanze della vita fanno veni meno.
Essere genitori, infatti, significa assumere il ruolo che è proprio dei vari capi, i quali si ottengono ad un giuramento di responsabilità verso chi ha necessità di essere protetto e guidato. E quando si assume un incarico delicato come quello di assistere una vita formazione, con tutte le difficoltà che la sua crescita comporta, oltreché capi, è come aver deciso di essere anche degli artisti, e di essersi impegnati a fondo per diventarlo.
Perché plasmare una vita è, giorno dopo giorno, l’esercizio di una vera arte.

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