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La frustrazione

Cosa viene inteso per frustrazione

Tra i vari problemi affrontati dalla psicologia dinamica, quello della frustrazione costituisce da vari anni uno degli interessi fondamentali particolarmente fecondo di ricerche e di dibattiti.
La frustrazione agisce tanto a livello della coscienza quanto nel comportamento manifesto e i suoi effetti variano in funzione di tre fattori:
1) natura dell’evento frustrante
2) forza della motivazione sottostante allo scopo frustrato
3) personalità del soggetto frustrante
Nella frustrazione primaria l’evento frustrante è rappresentato dalla mancanza di stimoli necessari al soddisfacimento della condotta motivata come nel caso della mancanza di libertà di movimento per il prigioniero, nelle frustrazioni secondarie invece un ostacolo, si frappone fra il soggetto e il suo scopo.
Tale ostacolo può essere di varia natura: passivo ed esterno come la griglia che separa un topo affamato dal cibo negli esperimenti di psicologia animale, passivo e interno quando due tendenze relative al medesimo oggetto sono fra loro antagoniste.
Infine attivo e esterno come quando, in una situazione sperimentale un topo affamato è costretto ad attraversare una superficie metallica elettrificata per procurarsi il cibo, o come quando in psicologia umana genitori proibiscono al bambino una determinata cosa sotto la minaccia di un castigo.
Parlando della frustrazione vanno considerati anche gli ostacoli posti dell’ambiente.
Gli ostacoli che si incontrano sono molteplici sia per la varietà degli stessi che per la loro durata ed intensità.
Spesso essa rappresenta, essendo legata alla condizione umana, la possibilità di una evoluzione continua della cultura, però se adeguata serve da stimolo e produce reazioni dirette a superare la situazione frustrante.
La vita umana è segnata dalla presenza di ostacoli. Nei primi anni di vita essi sono esterni, con la crescita diventano interni.

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