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Tolleranza alla frustrazione

Come si tollera la frustrazione

In altre ricerche il concetto di frustrazione è stato definito molto dettagliatamente perché si riteneva che con tale termine venissero spesso indicati due fenomeni distinti generando confusione: l’operazione di un evento o di una condizione esterna o interna di intensità e di durata variabile che ostacola o impedisce il soddisfacimento di bisogni e desideri della condizione psicologica che si determina nell’individuo in conseguenza dell’ostacolo posto al tendere verso la meta.
Dunque un evento esterno o interno può essere definito frustrante se possiede una o più delle seguenti caratteristiche:
1) è superiore alla soglia di tolleranza del soggetto
2) è rientrato o protratto nel tempo
3) è sentito dall’individuo come arbitrario cioè imposto ingiustamente da una persona in posizione di potere.
L’esperienza della frustrazione è di fondamentale importanza nel processo educativo soprattutto se si tiene conto che nel reagire a una situazione frustrante l’individuo mobilità totalmente se stesso e non solo alcuni aspetti marginali della sua personalità.
Proprio per la rilevanza del fenomeno particolarmente nella età evolutiva il problema delle razioni alla frustrazione è il grande importanza per le sue implicazioni pratiche.
Stabilire il valore e le conseguenze che le situazioni frustranti hanno nel processo di socializzazione e nello sviluppo psichico dell’individuo è di fondamentale importanza per impostare una prassi educativa valida.
Sotto questo aspetto il problema delle reazioni alla frustrazione è essenzialmente quello di stabilire se la frustrazione abbia sempre degli effetti disorganizzati nel comportamento dell’individuo o non possa invece costituire il punto di partenza per un adattamento più maturo con una più chiara consapevolezza dei limiti che la realtà fisica e sociale impongono al soddisfacimento delle esigenze individuali.
La frustrazione e cioè sempre e solo un male, un evento che provoca nell’individuo degli effetti negativi o non può costituire invece dinamicamente uno stimolo per una maggiore creatività?
Soprattutto nell’età evolutiva la frustrazione non potrebbe agire come importante elemento nel superamento dell’egocentrismo e del narcisismo?
Poter rispondere a questi interrogativi chiarendo quali sono i limiti e le condizioni che possono fare della frustrazione un positivo elemento dinamico è molto importante.

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