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A che cosa appartiene la frustrazione

La frustrazione infatti appartiene ad una situazione composta da tre aspetti: il soggetto, l’ostacolo frustrante, e la meta da raggiungere.

La capacità di rinunciare momentaneamente ad un bisogno nel tentativo di raggiungere la meta attraverso strade alternative o di sostituirla con un’altra meta adeguata comportano la capacità di agire in maniera corretta nella realtà.
Questo permette infatti la possibilità di realizzare e di soddisfare un desiderio attraverso modi diretti.
La tolleranza alla frustrazione può così essere intesa come la capacità acquisita da un individuo di sopportare un evento frustrante senza perdere l’equilibrio.
Il grado di tolleranza non è uguale in tutti gli individui e cambia da momento a momento nella storia del singolo in base ai fattori somatici e all’influenze psichiche e ambientali operanti (la mancanza di sonno, la fatica ).
La tolleranza alla frustrazione è l’espressione della forza dell’IO.
Questa si fonda sulla sicurezza, nella possibilità di conservare la propria integrità ed identità quando la realtà sembra travolgere tutto poiché si configura come minacciosa e non gratificante.
Il grado di tolleranza all’evento frustrante permette all’Io di affrontare gli ostacoli con la forza richiesta.
A tale proposito A. Freud afferma che la tolleranza alla frustrazione appartiene alle caratteristiche che caratterizzano il comportamento di un determinato individuo e svolge un ruolo determinante nel mantenimento dell’equilibrio interno.
La capacità di tollerare la frustrazione e di realizzare reazioni costruttive rappresenta la dimostrazione di poter contare sulle proprie capacità e di poter superare le situazioni dolorose.
La capacità di tollerare la frustrazione è, un’espressione della specificità ed identità dell’individuo.
Pertanto rimane piuttosto difficile formulare per essa dei modelli adattabili all’adolescenza.
Molta importanza ha la madre per la tolleranza alla frustrazione.
Esistono due tipi di madre idonei e non a ciò.
La cosiddetta madre fata permette allo sviluppo di procedere attraverso un percorso a stringa di scarpa che si sposta dalla linea narcisistica a quella per appoggio fino a raggiungere la possibilità di un investimento oggettuale.
Questo tipo di madre sufficientemente buona sottopone il bambino ad una frustrazione ottimale, gli pone cioè davanti ostacoli proporzionati alla soglia di tolleranza ed all’età.
I primi ostacoli che la madre oppone al figlio consistono nella richiesta di imparare a posporre nel tempo il soddisfacimento di un bisogno oppure di imparare a deviarlo su di meta più adeguata insegnandoli i limiti entro i quali può chiedere e può raggiungere da solo la sua meta.
Un bambino abituato gradatamente a saper affrontare in maniera adattiva e creativa la frustrazione diventerà l’adolescente capace di ristrutturare o propri comportamenti e di cambiare eventualmente le mete in modo da superare gli ostacoli.

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