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Culturizzare l’esperienza quotidiana

Anche l'esperienza quotidiana è importante.

La determinazione di ricorrere ai film e ai telefilm, allo scopo di organizzare una didattica più intelligente, presenta un altro vantaggio importante.
Sono infatti proprio questi i canali conoscitivi e suggestivi abituali.
Per questo motivo è del tutto inopportuno non impiegarli come uno strumento didattico strategico proprio allo scopo di culturalizzarli, ossia per esaminarli con spirito critico e accortezza analitica.
Il che vuol dire che i valori che vi sono racchiusi, le suggestioni e il significato nascosto di tutto quanto vi è descritto può essere oggetto di una partecipata e produttiva investigazione e dissertazione, che in classe andrebbe sempre condotta sia collettivamente sia a livello di piccoli gruppi.
Ed è anche chiaro che il compito dell’insegnante deve consistere non già nell’imporre rigidamente il proprio punto di vista, bensì nel favorire la maturazione intellettuale e dialettica degli alunni.
Purtroppo, allo stato attuale delle cose, contenuti i questi prodotti d’intrattenimento, film, fumetti e riviste giovanili, che, a certi livelli d’involutezza mentale del bambino e di negligenza educativa da parte dei genitori, diventano anche una fonte di modellamento attitudinale, sono per il mondo della scuola come un materiale contaminante e culturalmente improprio.
Tuttavia, ignorandoli, non si rafforza lo spirito critico dell’alunno, che rischia di diventare col tempo un bambino bidimensionale sotto l’aspetto ragionativo: intendendo con questo che egli si abitua ad impiegare la sua intelligenza analitica quasi esclusivamente nelle attività di scuola.
Fresco o stanco mentalmente che sia, la sua capacità di concentrazione, ossia di attenzione intensa e focalizzata, è sempre labile.
Per conseguenza si fatica a pretendere da lui un ragionamento articolato e sequenziato in successioni precise di causa e di tempo.
In poche parole: manca il combustibile mentale.
Dobbiamo tenere presente che l’efficienza attentiva non è qualcosa di ineluttabilmente statico, sulla cui durata e intensità si possa lavorare in modo produttivo.
Si tratta, invece, di una facoltà duttile che, al pari di un muscolo, può essere rafforzata per mezzo di un esercizio progressivo.

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