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Il concetto di frustrazione

Il problema che emerge è quello della definizione di ciò che può essere considerato un evento frustrante.

Dire mi sento frustrato potrebbe infatti riferirsi a sentimenti di ansia, di depressione o di rabbia o tutto questo messo in insieme.
Diventa allora evidente che il termine frustrazione ha diversi riferimenti interni e rappresenta quindi un compito quanto mai arduo per chiunque il tentare di descrivere accuratamente il fenomeno stesso o il quantificare quello che comunemente viene indicato come senso di frustrazione; lo stesso vale anche per il termine frustrazione , che è la più consueta traduzione del termine tedesco “versagung” utilizzato da Freud per circoscrivere il concetto di uno o più ostacoli interni ed esterni all’individuo che si frappongono al soddisfacimento di una domanda pulsionale e generano la nevrosi.
L’etimologia di frustrazione riconduce ovviamente al latino frustra = invano.
La traduzione versagung con frustrazione non è così scontata.
Infatti, Janes (1924) aveva tradotto il freudiano versagung con privation riservando il termine frustrazione alla descrizione soggettiva che risulta dalla privazione.
Si può dire insomma che Freud parla di versagung per definire qualsiasi ostacolo esterno o interno al soddisfacimento libidico , vedendo appunto nel concetto versagung il concetto capace di esprimere sia il caso in cui la nevrosi è stata scatenata da una privazione imposta al soggetto che rifiuta a se stesso un soddisfacimento pulsionale ottenibile nella realtà a causa di propri conflitti.

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