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Fase neonatale

Situazioni frustranti e reazioni

Nella fase neonatale il bambino acquisisce gradualmente sempre maggiori abilità che lo preparano ai primi rapporti sociali; tuttavia occorre arrivare ai sei otto mesi perché egli cominci a riconoscere le persone del suo ambiente e in particolare la madre.
Nei primi mesi di vita, dunque, i suoi bisogni principali sono di essere sfamato ed accudito, in modo che sia garantita la sua sopravvivenza.
Questi bisogni , però, possono essere non adeguatamente soddisfatti e di conseguenza divenire fonti di frustrazioni per il bambino in questa fase: infatti, le frustrazioni che il piccolo subisce sono quelle che minacciano la sua vita e possono essere identificate, ad esempio, in cure non adatte o in un tipo di nutrizione non corretto.
Il neonato si trova infatti in uno stato di dipendenza impotente, impossibilitato sia fisicamente che psicologicamente e trovare soluzioni positive agli eventi frustranti, dunque più solo esprimere uno stato di disagio o di dolore attraverso il pianto, che tuttavia costituisce un segnale inconsapevole che stimola la figura materna ad occuparsi di lui.
Per fronteggiare le situazioni frustranti che minacciano la sua sopravvivenza, il bambino deve mettere in atto delle difese.
In questo periodo della vita, però, non ha ancora elaborato un IO autonomo, che è la struttura psichica che mette in atto le difese individuali.
L’IO infatti fa ricorso alle attività difensive quando il soggetto si trova in uno stato di pericolo, segnalato dalla sperimentazione, a livello emotivo di angoscia e della depressione.
Sulla linea della depressione, con l’aumento della capacità del bambino, si ha la reazione alla frustrazione di tipo emotivo, paragonabile alla rabbia impotente di un bambino che non conduce alla risoluzione del problema, anzi, lo aggrava, portandolo a volte a conseguenze estreme.
Negli adulti il ricorso frequente a queste modalità di risposta, e quindi la mancata ricerca di soluzioni costruttive agli eventi frustranti, può essere conseguenza di uno sviluppo psicosessuale non armonioso, durante il quale si sono verificati eventi negativi che hanno impedito il soddisfacimento dei bisogni primari, dando luogo ad arresti nella maturazione primitiva.

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