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Corpo: Frutta e verdura fanno bene al cuore

Dalla collaborazione con il sito "Buone notizie", ecco il primo articolo della selezione delle conoscenze che possono aiutarci a realizzare il nostro benEssere integrale attenzionando anche il corpo.

L’effetto è dovuto all’azione sulla pressione arteriosa, più che sul colesterolo.

Frutta e verdura riducono di 5 volte il rischio di malattie cardiovascolari, se consumate con regolartità. Sulle virtù di frutta e verdura si parla ogni giorno ma c’era bisogno di conferme sul meccanismo attraverso il quale esse avessero un effetto protettivo per il sistema cardiovascolare. Ebbene uno studio inglese pubblicato su Lancet, rivela come frutta e verdura hanno questo effetto non tanto sul livello di colesterolo ma attraverso un effetto sulla pressione arteriosa.

Dallo studio emerge infatti che l’abbassamento è significativo.

Per confermare le teorie che già in passato avevano dato risultati in questo senso gli specialisti dell’Universita’ di Oxford hanno messo a dieta a base di frutta e verdura (80 grammi 5 volte al giorno) 690 persone per 6 mesi.
Successivamente hanno studiato l’effetto della dieta sulla concentrazione plasmatica e sulla pressione arteriosa di vitamine antiossidanti. Gli studiosi hanno rilevato una riduzione della pressione arteriosa pari a 4 mmHg (1,5 mmHg per la sistolica) e un aumento della concentrazione di a-carotene, b-carotene, luteina, b-criptoxantina e acido ascorbico.

Non e’ stato notato invece alcun cambiamento di rilievo del peso corporeo o della concentrazione di colesterolo. Secondo gli specialisti questo indica che l’effetto contro il rischio cardiovascolare ”deve essere dovuto alla riduzione della pressione arteriosa osservata”. L’effetto positivo della riduzione della pressione arteriosa sul sistema cardiovascolare è già ampiamente dimostrato. Una riduzione di 2 mmHg della pressione diastolica riduce del 17% il rischio di ipertensione, del 6% il rischio di coronaropatie ischemiche e del 15% il rischio di ictus.

Articolo a cura di Buone notizie

Fonte: Italiasalute.it


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