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Felicità? E' un'equazione: P+(5*E)+(3*H)

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06/01/03 - FELICITA’? E’ UN’EQUAZIONE: P+(5*E)+(3*H)
Ad affermarlo è
la psicologa britannica Carol Rothwell, che ha elaborato l’espressione algebrica
attraverso la quale è possibile misurare il livello della propria contentezza.
«Questa è la prima equazione che permette di quantificare con un numero il
proprio stato emotivo», ha dichiarato la Rothwell al tabloid Daily Mirror. ‘P’
sta per «caratteristiche personali» come la visione della vita, l’elasticità ed
l’adattabilità. ‘È indica i «bisogni esistenziali» come la salute, il denaro e
gli amici. ‘H’, infine, denota i «bisogni di ordine superiore» come il senso
dell’umorismo, l’ambizione e l’autostima.

La formula della felicità
è racchiusa in una semplice equazione: P + (5 x E) + (3 x H). Ad affermarlo è la
psicologa britannica Carol Rothwell, che ha elaborato l’espressione algebrica
attraverso la quale è possibile misurare il livello della propria contentezza.
«Questa è la prima equazione che permette di quantificare con un numero il
proprio stato emotivo», ha dichiarato la Rothwell al tabloid Daily Mirror.

‘P’ sta per «caratteristiche personali» come la visione della vita,
l’elasticità ed l’adattabilità. ‘È indica i «bisogni esistenziali» come la
salute, il denaro e gli amici. ‘H’, infine, denota i «bisogni di ordine
superiore» come il senso dell’umorismo, l’ambizione e l’autostima.

La formula, ideata per un sondaggio commissionato dalla compagnia di
viaggi Thomson eseguito su un campione di 1.000 persone, funziona nel modo
seguente. Per definire il valore di ciascuna incognita, occorre esprimere un
giudizio in relazione ad ogni variabile con un voto da uno a dieci. Per fare
questo, bisogna rispondere a quattro gruppi di domande: 1) Quanto ti consideri
socievole, energico e aperto al cambiamento? 2) Fino a che punto ritieni di
avere una visione positiva della vita, di riprenderti velocemente dalle
situazioni difficili, e di sentire che a governare la tua vita sei tu, e non il
destino? 3) Fino a che punto ritieni che i tuoi bisogni primari di vita siano
appagati in relazione a salute, situazione finanziaria, sicurezza personale,
libertà di scelta, senso di appartenenza alla comunità e accesso a istruzione e
conoscenza? 4) Fino a che punto puoi ricorrere al sostegno delle persone a te
vicine, immergerti in quello che stai facendo, realizzare le tue aspettative,
impegnarti in attività che ti danno uno scopo e ti fanno sentire chi sei
veramente? Il valore di ‘P’ si ottiene dalla somma del punteggio delle risposte
alle prime due domande, mentre il valore di «E» è dato dal punteggio delle
risposte alla terza domanda e quello di ‘H’ dal punteggio delle risposte alla
quarta domanda. Se si assegna il voto dieci a tutte le domande, si ottiene il
quoziente di felicità massimo, che è pari a 100.
Il sondaggio ha rivelato
una profonda diversità tra uomini e donne. Le signore hanno individuato nella
famiglia la più importante fonte di felicità. A seguire nella lista, una bella
vacanza, il sole e la perdita di peso.

Secondo l’indagine, l’esistenza maschile invece è tendenzialmente allietata
dalle vacanze, da una vita sessuale soddisfacente e dai successi sportivi. Se il
pesoforma è un traguardo di felicità per il 25% dell’universo femminile, la
linea e il dimagrimento sono fattori di gioia solamente per l’8% degli uomini.

Infine per i maschi l’amore è foriero di felicità molto più che per le
appartenenti all’altro sesso. Addirittura il 20% degli uomini indica
l’innamoramento come fonte di contentezza a fronte dell’esiguo 14% dell’altra
metà del cielo.

Fonte: GdS

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