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La Casa di Adamo in Paradiso: prima parte

Armonia e struttura dei campi di coscienza nella visione della Mistica Marziale, a cura di Bruno Di Loreto Würms

I Corpi Gloriosi

L’Arte Marziale delle origini era essenzialmente una funzione osmotica e adattativa, poiché permetteva di mutare la frequenza vibratoria dell’Essere regolandola in relazione alle “condizioni al contorno” (spazio) e alle necessità del momento (tempo). Questo aveva la funzione di mantenere lo stato di armonia secondo il processo naturale di crescita ed evoluzione degli organismi viventi.

In altre parole, ciò che ora noi denominiamo Arte Marziale, è il rudere archeologico di una vastissima struttura del sapere avente lo scopo di proteggere e favorire le funzioni vitali di tutti gli esseri viventi nell’ecosfera terrestre, garantendo in tal modo il mantenimento delle condizioni ideali per la realizzazione del progetto divino sul pianeta.

Questo nell’Età dell’Oro.

Può non essere immediato comprendere la relazione fra l’arte del combattimento e l’evoluzione planetaria, ciò non di meno cercheremo di osservare gli elementi principali di questa connessione descrivendone struttura e funzionamento. L’armonia dell’habitat, di qualsiasi habitat, è il risultato diretto della tutela evolutiva di esseri, che potremo definire Custodi, cui l’ecosistema viene affidato. Come a dire che le funzioni di proteggere (guerriero) e nutrire (cacciatore), in una comunità di viventi, sono affidate ad una figura e ad un ruolo che potremmo denominare “guerriero spirituale”. Faremo più avanti dei paralleli chiarificatori con l’epica cavalleresca, ma torniamo a noi. Iniziamo ad esaminare l’origine e la struttura del sapere giunto fino a noi in forma di narrazione epica, partendo proprio dai primi antenati: gli archetipi guerrieri.

I corpi gloriosi, similmente ai pulsar e ai quasar, individuati dagli astrofisici nel cosmo, sono essenzialmente entità sorgente, supercoscienze situate in un diverso spazio-tempo di natura qualitativa; un piano vibratorio di esistenza legato alla sfera del sacro, svincolato dai rigidi confini delle coordinate usuali. Da tali Corpi Gloriosi discendono per successive emanazioni i mondi possibili ed, infine, i mondi reali, banco di prova della nostra memoria e della nostra virtù, nonché materializzazione grossolana del primitivo stato unitario ed increato dell’Essere. Qui la coscienza diviene fatto e la luce materia, per completare la discesa dello Spirito nei mondi della forma.

Aver negato questa discendenza ha creato l’esilio e la crocifissione nella materia, divenuta per questo oscura e “sorda”. Stiamo contemplando - è chiaro - l’origine del concetto di habitat ed il senso etimologico del termine dimorare. Ne parla Gesù nella parabola del Figliol prodigo; prima ancora i miti dell’Età dell’Oro e del Giardino dell’Eden disegnano una mitologia fondata sul senso di appartenenza ad un luogo e ad un tempo metastorici, ma assolutamente reali e tangibili su altri piani di realtà.

Dunque possiamo affermare che l’armonia dell’habitat è uno stato vibratorio e luminoso dell’Essere, situato al di fuori degli usuali confini della percezione, oltre i limiti ordinari di spazio e tempo. Ha origine da entità supercoscienti, denominabili Corpi Gloriosi, e si pone al tempo stesso come inizio e fine, alpha e omega, dell’evoluzione planetaria dell’essere umano.

Bruno Di Loreto Würms

(Fine prima parte)

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