Questo sito contribuisce alla audience di

La Casa di Adamo in Paradiso: seconda parte

Seconda parte dell'articolo riguardante l' armonia e struttura dei campi di coscienza nella visione della Mistica Marziale, a cura di Bruno Di Loreto Würms

Dalla musica delle sfere al campo morfico

 

Sgombriamo subito il campo dai dubbi che possono riguardare il legame, sia esso segreto o manifesto, fra la Mistica Marziale e l’Arte della Musica. Preme chiarire l’intima connessione o, in molti casi, l’identità fra la dimensione sonora in senso lato e la fenomenologia delle Arti del Gesto, segnatamente le Arti Marziali, in quanto afferenti alla stessa realtà vibratoria.

Enunciamo un teorema la cui dimostrazione sarà il filo conduttore dell’intero scritto.

 

La musica delle Sfere nasce dai Corpi Gloriosi.

Un corpo, sui piani sottili, è una realtà vibratoria. Possiede, quindi, una duplice natura: sonora e luminosa. Gloria è l’attributo che descrive l’emanazione vibratoria di un corpo perfetto, dunque sferico. Tale emanazione ha il potere di riallineare la sfera del sentire nell’anima, armonizzando Spirito e Corpo all’interno dell’habitat costituito dal campo morfico. Fondamentalmente la struttura del campo unifica processi e fenomeni sui diversi piani di realtà armonizzandone i ritmi. Nel gesto osserviamo la contemporanea presenza di due piani di realtà, definiti l’uno da una scansione temporale, come nella musica, e l’altro da una scansione spaziale, come nelle Arti figurative. La gestualità concretizza, quindi, la vibrazione sonora, originata dalla luce e la pone in essere su un livello di realtà più denso. Il gesto è perciò la manifestazione spazio-temporale del ritmo. Assumere le poetica (Marziale) del gesto è armonizzare i ritmi vitali realizzando, grazie al campo morfico, una identità di risonanza, vale a dire un accorpamento, fra fenomeni in apparenza lontani su piani distinti dell’essere. Fondere organicamente in un unico “Corpo Mistico” differenti sfere vibratorie della coscienza obbedisce alla legge che vuole che in natura il simile sia unito con il simile. Questo è l’evento denominato “Gloria”.

 

L’Arte Marziale è originariamente l’arte di strutturare convergenze armoniche che riconducano dal Kaos a Cosmos utilizzando in modo elettivo il gesto, quindi il ritmo, come strumento di trasformazione. Infine, Arte Marziale e Musica condividono la medesima natura vibrazionale poiché sintonizzano il sentire dell’uomo sulla musica delle sfere, emanazione originaria del Corpi Gloriosi.

 

L’Arte Marziale si occupa essenzialmente di armonizzare il movimento. Inevitabilmente questo porta ad occuparsi dell’origine del movimento: il sentimento. Emotivo deriva da motivo, ciò che fa muovere. Ma ciò che fa muovere, si pensi alla danza, è anche la musica che è percepita attraverso l’orecchio, organo dell’udito. Nella Medicina Cinese L’orecchio è figlio del rene, signore della memoria. Infatti, nulla come la musica ha il potere di evocare ricordi ed immagini legati al vissuto emozionale. Dunque, le Arti del Gesto, come l’Arte Marziale, suscitano e regolano i processi energetici che sono alla base delle dinamiche emozionali. A loro volta i vissuti emotivi (moti dell’anima) determinano atti, gesti e scelte nella vita dell’individuo che necessitano di essere armonizzati da una ritmica che ne consenta la piena espressione. Gli elementi di questa ritmica sono: l’educazione al gesto, come nell’Arte Marziale e l’educazione al sentire, come nella Musica, intesi come una sorta di grammatica comunicativa fondamentale e memoria ancestrale della nostra identità.

 

In questa sede possiamo dare solo alcuni spunti, ma l’argomento è ponderoso e meriterà in futuro una trattazione adeguata.

 

Riassumendo: un corpo umano che si muova seguendo una ritmica ed uno schema motorio coordinato e preciso emette sul piano sottile onde energetiche che si espandono all’intorno creando una risonanza vibratoria che interagisce con la struttura energetica e con la coscienza degli altri individui.

 

Questo per riferirci ad un esempio importante è, in essenza, il valore gestuale della ritualità. Viste da questa prospettiva le Arti Marziali equivalgono ad una accordatura del sistema energetico dell’uomo sulle frequenze fondamentali del mondo naturale, per ristabilire quell’equilibrio dinamico necessario alla coscienza in evoluzione. Abbiamo sufficienti argomenti per enunciare un ultimo lemma: poiché in principio era il Verbo ed il mondo è stato creato da vibrazioni ed emanazioni sonore, se ne deduce che l’Arte Marziale, arte fra le arti, che regola la sincronizzazione vibratoria dei fenomeni e degli esseri, è alla base del processo di ritorno all’Uno giacché dà luogo a premesse fisiche, energetiche e coscienziali per l’armonizzazione definitiva (pace universale) di tutti i viventi.

Bruno Di Loreto Würms

(Fine seconda parte)