Libro "La Forza della Preghiera": 1° Cap. (parte 3a)

Terza ed ultima parte del primo capitolo che include i paragrafi: La dimensione fisica - La dimensione psichica - La dimensione spirituale - Le sette chiavi -

La dimensione fisica
 

Portiamo l’attenzione inizialmente a quella che è la dimensione fisica. M,ai come in questi tempi la cultura del benessere fisico ed estetico ha la sua importanza. Infatti si dice che viviamo in una società con il culto dell’immagine. Proliferano palestre per l’esercizio muscolare, creme di bellezza, centri di estetica, interventi per adattare i tratti somatici secondo certi standard riconosciuti come modelli. Continuando su questa riflessione, pensiamo soltanto un attimo a tutta la ricerca scientifica per la cura delle malattie e per il miglioramento della salute oltre che finalizzata alla grande meta di allungare la vita media.

Quante pellicole sono state girate con supereroi supermuscolosi, quante storie d’amore hanno avuto per protagoniste super maggiorate.

La dimensione fisica, il nostro corpo, è l’interfaccia tra la nostra anima e il mondo materiale. Grazie al corpo sentiamo la nostra esistenza fluire istante dopo istante nella dimensione che definiamo”vita”. Per dimensione umana si intende, in questo contesto, l’essere in un corpo fisico guidato dalle facoltà intellettive consce ed inconsce in relazione con l’ambiente, con la società e con tutte le dinamiche che nel corso dei tempi si sono innescate. In definitiva, nella dimensione umana si “consuma” il tempo (la vita) nello spazio (luoghi).

Ma il corpo non è qualcosa oltre noi. Siamo noi, le cellule, le ossa, il sangue, i muscoli, gli organi, ecc., si rinnovano continuamente tanto che, in un ciclo di pochi anni, le cellule del nostro corpo sono tutte nuove, pur mantenendo la stessa posizione e tramandandosi con la loro “intelligenza” le informazioni necessarie perché il nostro viso, la nostra memoria, il nostro”soma”, non si perda in questo rinnovamento e in questa continua rinascita. Questo è il primo miracolo. Perché?

Siamo forse noi a dire a tutti gli organi, cellule, fibre, sostanze del nostro corpo cosa fare ogni istante, ogni giorno, ogni mese, sia quando siamo svegli che quando dormiamo?

Chi regola i nostri sogni? Chi dice al nostro sistema respiratorio la notte di svolgere tutto il lavoro? Quale processo usiamo per ricordare? E le emozioni, i sentimenti, i pensieri, li componiamo noi consapevolmente, direttamente?

Potremmo continuare su questo percorso per molto tempo ancora, ma la conclusione che ci interessa è: noi abbiamo un corpo ma non lo gestiamo tutto coscientemente. La medicina da secoli studia e continua a studiare, facendo sempre nuove scoperte, il funzionamento del nostro corpo. Ma se non siamo noi direttamente, come avvengono questi miracoli quotidiani?

 

La dimensione psichica
 

Probabilmente, seguendo il precedente discorso, ti potrebbe essere capitato di avere percepito il tuo corpo come un’entità estranea, distante, più distaccata. È normale e salutare. Hai preso consapevolezza per diversi istanti di avere un corpo, di essere anche corpo e, per contrasto, hai preso pure coscienza di avere una mente in questo corpo, ma non si tratta di avere un qualcosa dentro l’altro.

Vi è una parte del nostro corpo che chiamiamo cervello. Circa mille grammi di “materia”. Hai mai visto un cervello funzionante andare in giro senza il resto del corpo? Si? Cominciò a preoccuparmi!

Hai mai hai mai incontrato una persona che svolgesse le sue normali funzioni giornaliere e fosse sprovvista di cervello. Si? Parbleu! Lascia stare i film!

 

NOI SIAMO MENTE E CORPO MA

NON COME SOMMA DI DUE DISTINTI ELEMENTI

 

Il corpo “pensa” e come la mente vive organicamente, fisiologicamente. La mente svolge le sue funzioni complementariamente al proprio corpo, è parte integrante e viceversa. Questo passaggio è molto importante.

Studi scientifici molto approfonditi hanno dimostrato da tempo che gli stimoli dati al nostro corpo influenzano la mente e viceversa.

Un semplice esperimento che tutti possono fare è quello che riguarda il nostro stato emotivo. È un metodo che potete applicare ogniqualvolta vi sentile “giù”. In uno di quei giorni mettetevi davanti allo specchio. Prendete confidenza col vostro viso (lo conosciamo meno di quanto non lo conoscano i nostri amici). Dopo un minuto circa tirate gli estremi della bocca verso l’esterno, abbozzando un sorriso. Allargate ancora di più senza che ciò diventi uno sforzo, e rimanete così. Pensate ad una seppur piccola cosa piacevole e basta. Se rimanete qualche minuto in questo atteggiamento, anche senza stare davanti allo specchio, vi accorgerete che il vostro umore è cambiato in meglio. Cos’è successo? Quel gesto corporeo è associato, registrato, memorizzato come un gesto positivo, di conseguenza la vostra mente si predispone secondo quanto percepito.

Purtroppo, o fortunatamente secondo i casi, funziona anche al contrario. Se vediamo una scena vomitevole anche se di un film, e che quindi riconosciamo come falsa, ci accorgeremo come il nostro corpo cominci a dare segni di malessere fino al punto, in alcuni casi, di star male. Vi risulta?

 

Il potere della psiche è quindi notevole. Studi interdisciplinari hanno confermato quello che già si sperimentava spontaneamente, ovvero che il pensiero, quello che si produce nella nostra mente, modifica sostanzialmente e strutturalmente la dimensione umana. Il pensiero, in questo senso, può essere educato a realizzare un cambiamento di carattere, di sensazioni, di emozioni che influenzeranno direttamente ed indirettamente la nostra sfera sociale e la comunicazione verbale e non verbale. Quanti detti conosciamo del tipo: “dimmi come cammini e ti dirò chi sei”, oppure il celeberrimo “mente sana in corpo sano”. Dalla tua gestione corporale nello spazio, dal tuo modo di muoverti, quindi qualcosa di puramente fisico, possiamo interpretare il tuo pensiero, il tuo modo di essere.

 

Più avanti scopriremo alcuni meccanismi del funzionamento della nostra mente che cambieranno in meglio la nostra vita.

 


La dimensione spirituale
 

La terza dimensione è più importante delle altre per il semplice fatto che le include. Ecco perché nel grafico si trova all’apice del triangolo. La Parola ci dice:

 

…Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque … (Gen 1,2).

 

Questo sta ad indicare che lo Spirito di Dio include il mondo con tutte le creature. È lo Spirito che dà forma alle altre cose e non viceversa. Ora, l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio e grazie alla venuta di Gesù ogni persona può usufruire della potenza d’Amore del Padre. Tutti abbiamo la potenzialità di operare guarigioni e liberazioni fisiche, psichiche e spirituali, non perché siamo come Dio (c’è già stato chi ha avuto la presunzione di sostituirsi a Dio con i risultati che sappiamo!), ma per il semplice fatto che permettiamo alla sua forza di intervenire per mezzo nostro. Noi siamo strumenti della sua forza. È come se fossimo delle lampade che si accendono e fanno luce in quanto collegate ad una linea elettrica (la preghiera) che attinge energia ad una centrale (Dio).

Non è la lampadina di per sé che produce energia, ma ne è la manifestazione. Così la dimensione spirituale, includendo quella fisica e quella psichica, ci permette, secondo l’uso che ne facciamo, essendo esseri liberi, di realizzare nella nostra vita quello che ci spetta di diritto come figli di Dio: Amore, Gioia, Pace, Benessere per noi e gli altri. In questa dimensione non c’è posto per l’ipocrisia. O si vuole il bene e ci si educa veramente ad ottenerlo, oppure con la bocca diciamo “si” e con la testa “no”.

Un giorno un’aquila fece delle uova e mentre le prendeva per portarle in un altro nido, a causa di una tempesta, glene cadde uno.

Questo, rotolando lungo il fianco di un colle, andò a finire nei pressi di una fattoria. Di lì a poco passò un fanciullo che vedendo quell’uovo pensò fosse delle oche e lo portò loro perché fosse covato. Mamma oca, pur vedendone la diversità, non si preoccupò più di tanto e seguendo il suo istinto ebbe cura pure di lui. Quando arrivò il girono della schiusa vennero alla luce le ochette e l’aquilotto. Ma questo non sapeva di essere un aquilotto. Così crebbe come un’oca. Non imparò mai e volare perché credeva di non poterlo fare, e dire che rimaneva delle ore a guardare in alto quegli uccelli che volavano sulle vette delle montagne! Così visse una vita da oca pur essendo un aquila.

 

Molti esseri umani conducono una vita da “oche” solo perché non sanno di essere aquile.

 

Le sette chiavi
 

C’era una volta un uomo che dopo avere cercato per molto tempo e inutilmente la sorgente della felicità, della pace e dell’amore, decise di lasciar perdere tutto. Sconsolato si diresse fuori le mura della città. La giornata era meravigliosa, ma per lui non era così. La sua ricerca, ormai diventata motivo di vita, lo portava ad interessarsi di tutto quello che poteva indicargli la via della Pace, dell’Amore, della Felicità, ma sino ad allora, a parte qualche piccola scoperta ed esperienza, non era riuscito a vivere quella dimensione psicospirituale positiva così importante. Avviatosi sulla strada, la sua attenzione fu catalizzata da un gruppo di persone radunate intorno ad un uomo che in uno spiano parlava loro.

Allora egli decise di sentire cosa dicesse di così importante da coinvolgere in quell’atmosfera così particolare quel gruppo e quindi si avvicinò.

Appoggiatosi ad un albero, rimase subito affascinato dalle parole di quell’uomo che in quel luogo, immerso nella natura, stava spiegando come riuscire a realizzare nella propria vita ogni desiderio, sogno, progetto. Rimase subito colpito da quei discorsi, anche perché questa volta quello che sentiva era espresso con una inusuale semplicità e nello stesso tempo era rafforzato dalla logica delle affermazioni con cui quelle parole riuscivano a far “vibrare” il suo cuore.

Alla fine del discorso, dopo aver con il capo accennato ad un saluto pieno di riconoscimento, si allontanò dal gruppo incamminandosi verso la propria casa. Mille pensieri affollavano la sua mente; altrettante sensazioni risalivano dal suo cuore. Eppure era così semplice, logico continuava a pensare. Come sarebbe bello se tutti conoscessero queste Verità, il mondo sarebbe stupendo, tutti sorriderebbero perché avrebbero la pace nel cuore e regnerebbe solo l’Amore! Era così preso da quelle Verità, che ne parlava a tutti quelli che incontrava.

Poi, man mano che il tempo passava, cominciò ad interrogarsi se queste “perle” potessero essere date a tutti e se tutti potessero apprezzare tale dono. Passarono i giorni, i mesi ed egli infine decise che avrebbe custodito queste immense “Verità” nella stanza del tesoro di ogni uomo: il proprio cuore.

Per arrivare a questa stanza, durante il percorso egli costruì sette mura con sette porte con sette serrature una diversa dall’altra. Poi prese le sette chiavi e le pose nel Giardino della Conoscenza e dello Spirito. Chiunque così avesse voluto conoscere la Verità non aveva che da andare al giardino, prendere le chiavi e recarsi sul luogo della stanza, passando dalle sette porte e quindi utilizzando in una precisa sequenza le sette chiavi. L’uomo, prima di proseguire la sua ricerca, scrisse un manuale che spiegava l’itinerario da seguire e dove si trovavano le sette chiavi. Questo manuale è ora nelle tue mani e lo stai leggendo.

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