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Libro "La Forza della Preghiera": 2° Cap.

Secondo capitolo, in un'unica parte, del libro "La Forza della Preghiera"

·      CAPITOLO II

LA PRIMA CHIAVE - IL DESIDERIO
 

La prima porta che hai dinanzi è una porta di colore rosso. Un rosso intenso che riflette la luce che si riverbera su di te trasmettendoti una sensazione di rilassamento fisico e di energia.

“Realizza” mentalmente la prima chiave ed apri la porta. La prima cosa che vedi sono delle scritte:

 

…Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore … (Sal 37,4).

 

…Il desiderio dei giusti invece è soddisfatto… (Pr 10,24).

 

Desiderio e volontà
 

Un primo errore che si compie quando si chiede qualcosa è quello di usare la propria forza di volontà. Questo è un atteggiamento sbagliato, in quanto richiede molta energia psichica e tutto quanto è fatto con la forza non funziona nelle “cose” dello Spirito. Oltre questo, la nostra mente segue quello che crediamo e non quello che vogliamo o ci imponiamo di creder: in definitiva prevarrà quello che desideriamo. Possiamo cercare di ingannare gli altri, ma non noi stessi. È stato detto che per abbattere un grande muro, occorre una grande forza o una sottile vibrazione.

La dinamica importantissima che governa i nostri processi psichici è quella che tutto ciò che pensiamo e immaginiamo e che intimamente rimeniamo vero prende il sopravvento su quello che vogliamo fare, cioè sugli atti di volontà. Quando noi vogliamo fare assolutamente qualcosa per raggiungere un obiettivo, qualunque esso sia, ma nello stesso tempo ci immaginiamo che il risultato sarà di segno contrario, stai certo che si verificherà quello che abbiamo immaginato e non quello che avremmo voluto che accadesse. Una dimostrazione?

Se vi dicessi di camminare su una tavola lunga quattro metri e larga cinquanta centimetri posta sul pavimento, avreste difficoltà? Ma se vi dicessi di passare sulla stessa tavola posta fra i tetti di due edifici a più di cinquanta metri dal suolo, avreste la stessa sicurezza? La difficoltà sarebbe proporzionale al timore (quello che pensiamo ed immaginiamo accadrebbe nel caso in cui cadessimo) che provereste al momento della prova. Oppure un altro esempio è quello di chiedervi: “non pensate ad un topo nero”. Che cosa avete visualizzato nella vostra mente? Sì, lo so, un topo nero.

 

Cosa desiderare
 

Il desiderio è quindi la prima chiave. Esso è il motivo di base della nostra richiesta.

Può riguardare una guarigione fisica, mentale, spirituale, oppure il benessere economico, un successo nelle relazioni sociali o negli affari e così via. Non c’è un limite all’espressione del proprio desiderio, ma se non rientra nell’economia della nostra personale storia e crescila molto difficilmente supererà l’esame dei sensi di colpa.

 

Simbolico
 

Le parole che noi pronunciamo sono uno dei processi che utilizziamo per la comunicazione, nell’intenzione di trasmettere e di condividere con un altro essere il nostro pensiero. Il pensiero trae spunto da immagini che abbiamo immagazzinato nella nostra mente, quindi il linguaggio più profondo è per immagini. Sapere questo ci è di molto aiuto, perché nel momento in cui andiamo ad esprimere una richiesta è importante non fermarsi alle parole, ma raffigurarsi mentalmente un’immagine quanto più dettagliata possibile di quello che desideriamo ricevere.

 

Storie vere
 

Un giovane desiderava avere successo nel lavoro e si rappresentava mentalmente di salire su un palco, tenere un discorso e ricevere degli applausi, il tutto davanti alle telecamere; c’erano luci, colori, suoni, dettagli, immagini e tutto il resto. Questo si realizzò dopo circa un mese, esattamente come se lo era immaginato. Quello che aveva realizzato nel suo Spirito aveva preso forma nella realtà.

Infatti ciò che desideriamo veramente e celo rappresentiamo nello Spirito, tende a realizzarsi.

 

Definizione dettagliata
 

Molte volte si cade nell’errore di non essere precisi e dettagliati nelle proprie richieste. La potenza della Preghiera attinge da tutto il creato che è infinitamente vario, specifico, dove nulla è lasciato al caso e tutto reagisce a precise leggi di armonia ed equilibrio. Da un seme di grano non spunterà mai un girasole, così come per richieste vaghe non arriveranno risposte specifiche. Quante volte si è affermato il Signore sa di cosa ho bisogno. Questo non lo mette in dubbio nessuno. Il problema non è il Signore, ma siamo noi. Se noi chiediamo specificatamente e riceviamo di conseguenza, non facciamo altro che accettare le leggi di armonia ed ordine di cui abbiamo appena accennato. Avremo così una concezione dello Spirito molto più concreta e reale ed affineremo una sensibilità per le cose tale da far diventare ordinario lo straordinario. In sintesi è un’educazione alla relazione di reciproco amore tra noi e Lui. Siate quindi specifici e verificate.

 

Emozione
 

Porre l’attenzione all’emozione in riferimento alle nostre richieste o desideri è importante. Vi può essere un’emozione gioiosa, oppure di compassione o di intensa partecipazione e così via. Più la richiesta, scaturita da un desiderio, viene coinvolta dall’emozione, più si avvicinerà la risposta alla nostra preghiera. Passi in cui Gesù provò compassione, cioè “passione-con”, sono significativi per indicare come il nostro Spirito reagisca meglio se coinvolto in strati dell’essere più profondi.

Se quando si pone una richiesta, pur pensando che sia desiderabile, non siamo coinvolti emozionalmente, vuol dire che la nostra preghiera è come la rugiada del mattino che si disperde ai primi raggi solari. L’emozione è quindi il “termometro” che ci dà la misura di quanto realmente teniamo a quello che chiediamo.

 

Equilibrio mente-cuore
 

È fuor di dubbio che esiste una preghiera efficace ed una inefficace.

Come in precedenza detto, è una cosa che abbiamo tutti sperimentato quando, avendo espresso una richiesta, una supplica, una grazia, abbiamo atteso inutilmente che qualcosa succedesse. La preghiera non è arrivata a destinazione?

Abbiamo sbagliato nel formulare la richiesta? Abbiamo osato troppo o abbiamo dimenticato qualche elemento essenziale nel nostro comunicare con Lui,  oppure non siamo semplicemente degni a causa dei nostri peccati?

Poco di tutto ciò. Pur essendoci delle influenze, sono così piccole che lo stesso fatto di chiedere, cioè di riporre la nostra fiducia e speranza in Lui, annulla le contraddizioni. Anche così si fa crescere il piccolo seme di fede capace di spostare le montagne. Cos’è allora che ci può permettere di rendere efficace la nostra preghiera?

La risposta sta nella seguente Verità:

 

QUANDO PREGATE FATE IN MODO CHE LA MENTE ED IL CUORE SI ACCORDINO TRA LORO.

 

L’attenzione va riposta nello Spirito che è in noi e quando preghiamo nello Spirito si realizza la preghiera del Cuore.

È la sintesi fra l’aspetto cognitivo, razionale, psichico, culturale, e il CUORE, luogo di incontro con Dio, dimensione in cui risiedono le emozioni, i sentimenti puri, dove si conserva la scintilla dell’amore di Dio donatoci all’atto della nostra creazione e che ci accompagnerà sempre, anche senza il corpo fisico.

 

Ogni persona è unica e questo lo sappiamo tutti. Non esistono due uomini identici neanche tra i gemelli monozigoti, cioè quelli nati da uno stesso ovulo. E qui sta un altro passaggio importante: l’equilibrio tra mente e corpo va calibrato da persona a persona e quindi un modello non può funzionare con tutti alla stessa maniera.

Come fare allora a “calibrare” ogni preghiera? Seguendo il proprio ritmo interiore, lasciando che tutto l’essere entri in sintonia con i propri pensieri. Nell’essere va incluso anche l’ambiente in cui ci troviamo. Quando si è raggiunto il punto di consapevole unione (come un incontro con lo Spirito), impregniamo la richiesta, il desiderio (mente), di una dimensione di consapevole AMORE e di luce che inonda tutto quanto, internamente d esternamente.

Un’indicazione importante la riscontriamo nella Filocalia (amore per la bellezza), quella che i padri del deserto considerano la preghiera del cuore, la preghiera di Gesù, quando cioè lo Spirito scende nel cuore e vi risiede.

 

La stanza rossa
 

Adesso, prima di passare al primo esercizio pratico, riportiamo la nostra attenzione al luogo che virtualmente hai trovato aprendo la porta di colore rosso. Abbiamo appreso alcune dinamiche riguardanti il desiderio, base delle nostre richieste. La stanza, come la porta, è di colore rosso. L’elemento dominante è un grande cuore che si trova al centro della stanza. Quello è il tuo cuore. È la proiezione ingrandita della sede dei tuoi desideri. Con molta serenità guarda dentro questo cuore e lascia affiorare i tuoi desideri.

Rispettali, non pensare a cosa è giusto o ingiusto. Lascia solo che vengano fuori. Ora, tra tutti, prendine uno, il più importante. È una persona, una situazione che vorresti si realizzasse, o altro. L’ hai preso? Allora andiamo avanti.

 

Pratica
 

Ora recati in un luogo tranquillo, dove potrai essere sicuro di non essere disturbato per i prossimi dieci minuti e segui le indicazioni di seguito elencate.

 

·        Mettili nella posizione più comoda per te. Slaccia la cintura, la cravatta, le scarpe e non accavallare le gambe o incrociare le braccia.

·        Fai un respiro profondo… un altro… un altro ancora.

·        Lascia che le palpebre si abbassino e concentra la tua attenzione su un punto al centro della tua fronte.

·        Fai scivolare ogni tensione dalla sommità della testa sino alla punta dei piedi come se percepissi delle onde cicliche.

·        Ripeti mentalmente la parola “Alleluia, Alleluia, Alleluia”: questa parola significa “lodate il Signore”.

·        Sentili in pace con il tuo corpo, con la tua mente, con il tuo cuore.

·        Riporta alla mente un ricordo piacevole: un luogo, una persona, oppure una specifica situazione. Subito dopo visualizza nella tua mente il desiderio che hai preso dal cuore. Devi semplicemente assorbirne la carica, la positività, il benessere che ne deriva. Rimani così qualche minuto.

·        Conta mentalmente da 50 a 1 affermando che, quando arriverai a 1, starai bene e sarai in pace con te stesso e con gli altri.

·        Al numero 1 afferma: “Io sto bene, sono in pace con me stesso e con gli altri”.

·        Rimani così per qualche minuto, lasciando che la sensazione di pace e benessere si irradi in tutto il tuo essere.

·        Ora conta da 1 a 5 convincendoti che al 5 sarai in perfetta forma e pieno di energia.

·        Al 3 ribadisci la precedente affermazione

·        Al 5 afferma: “Io sto bene e sono pieno di energia”.

APPUNTI ED ESPERIENZE PERSONALI SUL CAPILOLO

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