Cari amici è per me un grande onore poter iniziare una rubrica sul Public Speaking!
Parlare in pubblico, condurre un festival, gestire una conferenza o animare un training significa comunicare, comunicare e comunicare! Fantastico, non credete?
L’entusiasmo che alberga dentro ogni comunicatore merita di essere espresso in modo memorabile. Il vostro pubblico deve assaporare ogni parola, ogni emozione, ogni sentimento che nasconderete dentro il vostro messaggio. Voglio che siate indimenticabili e per questo cercherò di affrontare con voi le molte tematiche legate a questa meravigliosa arte del comunicare.
Se comunichiamo uno a uno, tutto sembra normale, l’emozione non ci rapisce mentre se ci tocca un bel discorso davanti ad una platea, anche se piccola ecco che subito l’ansia da prestazione ci assale, il timore antico del giudizio ci prevarica e le gambe, ahimè, incominciano a tremare e con esse pure la voce. La saliva si azzera, lo sguardo si appanna e l’espressione da totano del mar Caspio ha il sopravvento. Magnifico! Avete lasciato il segno sì, ma in fronte al pubblico stramazzato!
“Ma perché io? Non faccio mica l’attore ” si sente ogni tanto dire da qualche collega inviato, suo malgrado, a intervenire davanti a un pubblico.
Ebbene, eccoci a parlare di come lasciare il segno nel cuore, e non sulla fronte, del nostro uditorio.
Quante volte vi siete trovati nella situazione di dover parlare davanti a qualcuno e desiderare immensamente di fare una bella figura? Sia che di lavoro si tratti, una riunione, una presentazione commerciale, che semplicemente una chiacchierata tra amici e a voi spetta il sermone di fine serata. Un matrimonio? E già, non vogliamo fare l’atteso discorsetto? E che dire del compleanno o alla riunione di condominio. Sì, tutte situazioni in cui dobbiamo comunicare e, certamente, vorremmo farlo al meglio “ma tutti quegli sguardi possibile che non si volti mai nessuno??”. Sì, sono tutti, ma proprio tutti lì a guardare voi, a scrutare ogni dettaglio della vostra espressione, dei vostri gesti, del vostro abito (avete chiuso la cerniera? Le calze sono ok?). Sì, il pubblico è lì proprio per voi, per capire subito se meritate di essere ascoltati oppure, come spesso accade, se è tutta una grande sola ed il tempo andrà perduto.
A voi, dunque, il piacere di stupire!
Come? Questo lo sveleremo pian piano nel corso delle prossime “puntate”.
Alla prossima!
Fabrizio Pirovano
Trainer e direttore di Studio Pirovano Consulting srl

Maurizio Fiammetta








