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Le risposte di Mario Furlan

Altre due risposte a lettori da parte del nostro amico Mario Furlan _uacct = "UA-815612-1"; urchinTracker();

Pensare al lavoro mi agita, anche se i miei capi dicono che sono bravo. Ho paura di non essere all’altezza, di fare brutta figura, di finire licenziato. E tutto questo mi stressa tantissimo…

Federico, 37 anni
 

Caro Federico, sei un uomo insicuro: non hai fiducia in te stesso e nelle tue capacità. Così ti senti costantemente sotto esame e la cosa ti logora. Psicologicamente e, suppongo, anche fisicamente: sei tra quelli che rischiano la colite (se va bene), l’ulcera (se va male) e l’infarto (se va peggio).

Il paradosso è che sei bravo, probabilmente più di molti tuo colleghi; eppure ti innervosisci come se il tuo posto di lavoro fosse a rischio! Cerca di vedere le cose come sono davvero. Ogni sera, quando torni a casa, esamina il tuo comportamento. Nota e scrivi tutto quello che hai fatto di buono e i complimenti che hai ricevuto. Concentrati su questo, non sugli eventuali errori. E’ normale commetterli. Non è invece normale starci male oltre un certo limite. E l’errore più grande è tormentarsi come fai tu.

 

Ogni volta che sto oltre un certo periodo – diciamo un anno – in un posto di lavoro mi demotivo. Perdo entusiasmo, mi annoio. Allora cerco di cambiare. Ma anche il nuovo lavoro, che all’inizio mi appassionava, dopo un po’ mi deprime.

Giovanni, 30 anni
 

Il problema non è, ovviamente, il lavoro: sei tu. Non puoi continuare a cambiare lavoro. Non è detto che andrai avanti a trovarlo a tambur battente, questo turnover continuo ti impedisce di fare carriera; e, quel che è più importante, continuerai ad essere insoddisfatto. Interrogati invece su cosa ti piaceva, all’inizio, del lavoro che ora stai svolgendo. Prova a rivivere quelle sensazioni di entusiasmo. E trova nuovi approcci alle tue mansioni. Non puoi cambiare il tuo ruolo, ma puoi modificare il modo di lavorare. Ad esempio scoprendo nuovi modi, più efficienti, per fare la stessa cosa. Hai bisogno di stimoli: trovali, ci sono.