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Un inventario delle proprie subpersonalità!

Avete mai provato a fare un inventario delle vostre subpersonalita’? Secondo l’ottica psicosintetica, quella di avere un identità stabile, definita e unitaria è una delle più pericolose, seppure accreditate illusione umane, dettata dal fatto, costantemente sotto i nostri sensi di avere un corpo solo, e quasi sempre, un solo nome che ci accompagna lungo tutta la vita. _uacct = "UA-815612-1"; urchinTracker();

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Ad un esame più attento
però, è piuttosto facile prendere coscienza delle modalità diverse con cui ci
accostiamo a situazioni e persone differenti. Il noi che si rapporta al nostro/a
fidanzato/a è talvolta parecchio diverso da quello che si esprime in palestra,
con i genitori, con un datore di lavoro, con una collega, ecc… Si potrebbe
essere tentati di dire che semplicemente situazioni diverse richiedono
comportamenti diversi, ma è davvero questo quello che succede? Siamo davvero
noi
che decidiamo come essere in una data situazione, con una data
persona?

Avete mai provato
imbarazzo, o provereste imbarazzo all’idea di dover essere presente
contemporaneamente al vostro datore di lavoro, a vostra madre, al vostro
partner, a un amico/a con cui condividete un interesse specifico e a tutte le
altre persone significative della vostra vita, tutti insieme appassionatamente?
Non è inusuale provare imbarazzo all’idea di trovarsi in una situazione del
genere, perché si tratta di una situazione che ci pone di fronte alla necessità
di prendere atto che non uno, ma molti abitano in noi, magari senza sapere a chi
dare diritto di espressione.

In
psicosintesi si dice che l’animo sia molteplice: non abbiamo una personalità, ma
piuttosto diverse subpersonalità, ciascuna con i suoi scopi, bisogni,
credenze, caratteristiche emotive e persino atteggiamenti, posture fisiche,
vocalità tipiche. Qualcosa di più profondo quindi di semplici maschere sociali,
da indossare a nostro piacimento.

Il più delle volte
subiamo
le nostre sub-personalità, perché non le conosciamo e spesso non
abbiamo ricevuto un’educazione che ci ha insegnato ad acquisire stabilità nel
nostro centro interiore. Accade perciò che i nostri modi di essere e di
esprimerci, più che il frutto di una risposta creativa alla situazione
del momento, siano attivati e pre-determinati dalle caratteristiche della
situazione esteriore, che ci si presenta. Pensate ad esempio all’enorme potere
che ha la situazione di trovarsi nel traffico alla guida di un automobile di
trasformare moltissime persone in individui particolarmente reattivi e
litigiosi, dal linguaggio colorito e dall’emotività a fior di pelle…

Le
sub-personalità, senza che ce ne accorgiamo, possono usurpare il posto
dell’anima, rendendoci schiavi delle situazioni e del giudizio degli altri.
Quando succede, ne deriva malessere, dolore, apatia, scarsa voglia di vivere, o
più semplicemente la fastidiosa sensazione di essere “sballottati” dalla vita e
di dipendere troppo strettamente dalla eventi esterni.

Ma
le nostre subpersonalità possono anche diventarci amiche, possono
diventare gli alleati, non gli usurpatori del diritto dell’ anima di
manifestarsi momento per momento. Possono diventare l’espressione diretta e
concreta della nostra capacità di esprimere vari toni e colori.

Come l’attore sceglie di
recitare vari ruoli senza perdere di vista la propria identità di attore, così
possiamo imparare a recitare i vari copioni, che ci sono proposti dalla vita,
senza tradire o smarrire l’impulso creativo del nostro volto originale, che sta
sempre oltre qualunque maschera, in uno spazio sottile, di pura presenza e
silenzio, culla per ogni atto autenticamente nuovo, fresco, imprevedibile.

In
psicosintesi non ci si propone di distruggere le sub-personalità, ma si lavora
con loro, interrogandole e dialogando con loro, con il fine ultimo di imparare
ad agirne le qualità quando serve e se serve e non in modo inconscio e
irriflesso.

Il
primo passo per arrivare a questo è imparare a riconoscere le proprie
sub-personalità. Ognuna di esse ci parla di limiti e di talenti specifici. Può
essere utile dare loro un nome e cominciare a vedere in quali situazioni, o
davanti a quali persone, tendono a presentarsi e ad agire, indipendentemente
dalla nostra volontà: sub-personalità del ribelle, subpersonalità del timido,
sub-personalità del comico, sub-personalità del/della sicuro/a di sé,
sub-personalità del/della bravo/a ragazzo/a, subpersonalità dell’amante ideale,
subpersonalità del seduttore/seduttrice, subpersonalità del giudice,
subpersonalità dell’eterno/a adolescente, subpersonalità dell’esperto/a,
subpersonalità della vittima, subpersonalità dell’ottimista/pessimista,
sub-personalità….l’elenco può e deve essere personale.

E voi?
Avete mai provato a fare un inventario delle vostre sub-personalità?


Gabriella Delmonte

Formatrice e Counsellor psicosintetico

gabriella.delmonte@libero.

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