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Il modello ideale

Il modello ideale: una visione esistenziale e una tecnica della psicosintesi _uacct = "UA-815612-1"; urchinTracker();

Quella del modello ideale è una tecnica di modelling (modellamento della personalità) della psicosintesi, e tuttavia è anche più di questo, perché si tratta di una tecnica profondamente radicata nella concezione esistenziale proposta dalla psicosintesi. In un passo di un suo libro Assagioli, il fondatore della psicosintesi, dice addirittura che il modello ideale è lo scopo della psicosintesi.

Per avvicinarci a comprendere cosa s’intende per modello ideale può esserci d’aiuto ricorrere al mito. Nel mito di Er, narrato da Platone ne La Repubblica, si narra di un guerriero, Er, che, morto in battaglia e poi resuscitato, racconta agli uomini cosa succede nell’al di là. Li scopre che l’anima umana passa attraverso varie vite e che dopo la morte è chiamata a scegliere in quale vita reincarnarsi. In particolare l’anima di ciascuno, prima di rinascere, sceglie un’immagine o un disegno, un modello, o paradeigma, che rappresenta ciò che vivrà sulla terra, una sintesi della ragione del suo venire al mondo. Al momento della nascita tale immagine viene cancellata dalla memoria e tuttavia essa non va perduta del tutto. L’anima infatti riceve come compagno un demone, un doppio divino, che memore del compito e del destino scelto dall’anima, si farà portatore del suo progetto esistenziale. Il Daimon, questo il suo nome in greco, avrà il compito di sorvegliare il cammino di quell’essere umano e di guidarlo verso l’adempimento di quello che gli spetta, sarà il custode della sua scelta originaria e il depositario della sua vocazione. Ecco perché anticamente presso i greci la parola felicità si diceva eudaimonia, che può essere tradotta con l’espressione “un daimon contento”, vale a dire che la felicità, l’autorealizzazione passa per la realizzazione di ciò che ci chiede il nostro daimon.

Prendendo spunto da questo mito potremmo dire che il modello ideale ha a che vedere con il progetto esistenziale profondo di ciascuno, ma anche con le caratteristiche di personalità e i ruoli, che si eserciteranno nella vita, purchè si tratti di qualcosa di molto significativo per noi, qualcosa che attiene alla nostra autorealizzazione. Avrà a che vedere con uno scopo, un ideale che ci attrae, ci chiama e ci appassiona, ci tocca e ci muove profondamente sul piano del desiderio.

Quando si lavora sul modello ideale si tratta in altre parole di lavorare per diventare chi in essenza e in potenza già siamo. In altre parole il modello ideale rappresenta una guida per una trasformazione della personalità, nella direzione di diventare il veicolo ottimale per l’espressione degli scopi della nostra anima.

Per lavorare sul modello ideale occorre avere il più possibile una visione chiara di quel modello e poi, intraprendere il cammino necessario affinché ciò che è solo in potenza possa manifestarsi.

Si tratta quindi da un lato di stimolare un processo di scoperta della nostra visione e dall’altro di promuovere un lavoro plastico, creativo, per alimentare lo sviluppo di quei tratti della personalità, sottosviluppati o carenti, che, se sostenuti, potrebbero aiutarci a darle piena manifestazione.

La tecnica del modello ideale si fonda sul potere creativo dell’immaginazione e viene spesso praticata inconsciamente. Si basa su una legge psichica, che sostiene che ogni immagine ha in sé un elemento motore, che tende a tradursi in azione. Presuppone che un’idea, nutrita dall’attenzione e dalla forza del desiderio, diventi prima o poi manifesta.

Praticare la tecnica del modello ideale vuole dire allenarsi per sostituire modelli di sé, che ci fanno soffrire e che sono in contrasto con gli scopi dell’anima, con modelli più adeguati e più vicini a chi siamo. Perché funzioni, occorre che si mobiliti il nostro desiderio verso quel modello. Dobbiamo desiderare davvero di diventare in quel certo modo.

Operativamente si possono praticare esercizi di scoperta, che ci aiutino a chiarire e a formulare le caratteristiche del nostro modello ideale, da non confondere con un modello idealizzato, suggerito da condizionamenti di vario tipo, (familiari o culturali), ed esercizi di allenamento, attraverso tecniche corporee ed immaginative, che possono aiutarci, un passo alla volta, a renderlo manifesto, ovvero incarnato.

Chi sono i nostri modelli esterni?

Alcuni indizi sulle caratteristiche del nostro modello ideale possono essere rintracciate attraverso un’onesta riflessione sui modelli esterni dai quali ci sentiamo attratti. Vi propongo perciò il seguente esercizio di scoperta:

Fate una lista delle persone (del vostro passato e del presente) per le quali avete provato, o provate un forte senso di ammirazione e che sentite che in qualche modo vi hanno ispirato e indicate 3 qualità per ciascuna di loro.

Tra tutte le qualità che avete indicato prendete nota di:

quali qualità si ripetono
quali qualità riconoscete come anche vostre
quali sentite molto lontane da voi
quali ritenete che potrebbero esservi utili per migliorare la vostra vita di oggi

Alla prossima.

Gabriella Delmonte

Formatrice e Counsellor a indirizzo psicosintetico

gabriella.delmonte@libero.it