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Le risposte di Mario Furlan

Ecco due risposte di Mario Furlan su due situazione molto comuni... specilamente quando il caldo aumenta :-)

Io e mio fratello lavoriamo nell’azienda di famiglia e ultimamente litighiamo in continuazione. Lui, che ha 5 anni meno di me, mi accusa di essere troppo esigente e di fare il capo. Mi provoca in continuazione, io non riesco a lasciar perdere e reagisco alzando la voce. Così attiro l’attenzione dei dipendenti. Faccio una figuraccia. E mi va per traverso la giornata. E i nostri genitori se ne lavano le mani: dicono che sono cose nostre… Gianmarco, 28 anni

Probabilmente tuo fratello si sente schiacciato dalla tua figura di primogenito. In azienda hai un ruolo più elevato del suo, il che gli procura un complesso di inferiorità. Che potrebbe essersi trascinato dietro da molti anni: capita, quando il fratello minore aspira allo status del più grande senza riuscirci. Alzare la voce alle sue provocazioni fa il suo gioco: lui vuole farti perdere la pazienza. E soprattutto metterti in imbarazzo. Meglio non reagire e affrontarlo a quattr’occhi, lontano da occhi e orecchie indiscrete. E metterlo di fronte alla situazione. Fagli capire che gli vuoi bene. Che ci tieni a lui. Chiedigli scusa per le volte in cui, anche involontariamente, si è sentito offeso. E offrigli di fare la pace. Comportati da genitore amorevole e autorevole. Perché mi sa che i vostri genitori non sono stati sempre all’altezza del loro compito. Lui, il fratello più vulnerabile, ne ha sofferto. Come ha sofferto nel non poter essere come te. E ora la sofferenza lo rende aggressivo. Curando il suo dolore verrà meno la motivazione a provocarti.

Mi sono presentato al lavoro in t-shirt, mi hanno rimproverato: è poco professionale. Ma siamo ormai in estate, e non sono a contatto con i clienti! Giorgio, 30 anni

Ogni azienda ha le sue regole non scritte: trasgredirle comporta sanzioni. A volte non esplicitate. Come una mancata promozione. Se ti interessa fare carriera in quella società, e se conti di restarci a lungo, è meglio che ti adegui al suo codice estetico. Altrimenti cercati un lavoro in un’azienda più tollerante.

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