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L’Arte di Creare in Psicosintesi

INTRODUZIONE AGLI STADI DELL’ATTO DI VOLONTA’ _uacct = "UA-815612-1"; urchinTracker();

Settembre, e in parte anche ottobre, è per molti un tempo di riavvio dell’attività dopo la pausa estiva. Anche chi è rimasto in città, chi ha ripreso il lavoro da tempo, chi non lavora affatto, chi magari si prepara ad andare in vacanza ora, può sentire che, almeno qui a Milano, l’aria è gravida dell’atmosfera del riavvio di un nuovo anno di attività. Potremmo dire che anche l’inconscio collettivo in questo periodo è sensibile a questo tema. Può essere un tempo di nostalgia per l’estate che finisce e un tempo in cui la visione può essere più chiara. Distanziarsi dalla routine, non solo dà la possibilità di ricaricarsi energeticamente, ma può aver creato la possibilità di un’osservazione più distaccata della nostra vita quotidiana, può avere messo più facilmente a nudo ciò che desideriamo, ciò che ci appassiona, ciò che ci manca, ciò che proprio non riusciamo a digerire. Riprendere dopo una pausa consente in definitiva di avere una visione più limpida e oggettiva della quotidianità della nostra vita: cosa ci fa stare bene e cosa ci fa stare male. Cosa abbiamo bisogno di aggiungere e magari di levare.

Per questo l’autunno è anche un tempo di progetti e di buoni propositi per il tempo che verrà. E’ un tempo di semina psichica ed energetica, oltre che agricola.

Il mio intervento di oggi, è il primo di una serie, che riguarda l’agire, il creare, il portare in manifestazione un’idea, un’intenzione, un progetto, secondo l’ottica psicosintetica. Attiene al potere di realizzazione. Può trattarsi di un progetto che implica alcune azioni esteriori molto precise e definite, piccole o grandi, come imparare a cucinare, cambiare abitazione, iscriversi ad un corso, smettere di fumare, ecc…. Oppure può trattarsi di un progetto, che attiene più la sfera dell’interiorità, come ad esempio il proposito di sviluppare maggiormente alcuni aspetti o qualità del nostro carattere. In realtà, come avremo modo di vedere in seguito, la realizzazione di un progetto include sempre una sinergia di forze, interiori ed esteriori, consce e inconsce.

Ma come si arriva alla realizzazione di un progetto? E’ esperienza comune quella di essersi dati un proposito e poi, per mille motivi non essere riusciti a portare la nostra idea fino alla realizzazione, ma è esperienza altrettanto comune quella di avere avuto successo, almeno una volta, in qualcosa. Altre volte ci siamo trovati alla meta senza sapere come ci siamo arrivati e perciò senza essere riusciti a fare tesoro di quell’esperienza per altre situazioni e obiettivi, magari più complessi.

In psicosintesi si propone una mappa, quale guida all’azione intenzionale, che identifica alcune fasi o stadi, di quello che è chiamato atto di volontà:

SCOPO
DELIBERAZIONE
DECISIONE
AFFERMAZIONE
PIANIFICAZIONE
DIREZIONE DELL’ESECUZIONE

Ad un primo sguardo più che una mappa, può sembrare solo un elenco di parole, più o meno ovvie. Oppure può sembrare, presa nel suo insieme e nella sequenzialità delle fasi, una mappa rigida, o eccessivamente razionalistica. In realtà, si tratta di una mappa, che ha lo scopo di guidare, alimentare, sostenere il processo creativo lungo tutto il suo percorso.

La saggezza popolare non sottovaluta le difficoltà di portare in manifestazione un progetto, un’ intenzione, tant’è che si dice che «tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare».

E c’è davvero di mezzo il mare. Purchè sia chiaro che per mare s’intende la forza dell’inconscio, che può essere a volte burrascoso, a volte calmo, ora sembrarci nemico, ora amico, ma che comunque ci offre la possibilità di essere navigato e ci chiama all’avventura.

La proposta è perciò quella di fornire una mappa che ci consenta di verificare quali passaggi, nel viaggio dal sogno alla sua realizzazione, rappresentano i nostri punti forza e quali risultano per noi più ardui, affinché la nostra nave, consapevole di essere per mare, possa procedere lungo la rotta che si è data, guidata dalla maestria e dall’umiltà di un capitano saggio, che senza sottovalutare la potenza del mare, sa farselo amico e perciò comprende quando accelerare, quando rallentare, quando virare in una direzione o in un’altra, quando chiedere consiglio alla torre di controllo, quando issare o ammainare le vele, quando operare piccoli o grandi aggiustamenti del timone, che consentano di affrontare gli ostacoli, o di evitarli, con un’ attenzione vigile sul presente e lo sguardo puntato lontano sulla propria destinazione.

Nei prossimi interventi prenderò in considerazione ciascuno degli stadi dell’atto di volontà per meglio chiarirne il senso e offrire degli stimoli di lavoro su di sé