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Mario Furlan risponde

Il nostro amico e prestigioso collaboratore Mario Furlan, risponde a due domande di lettori

D: Sono il classico precario: una volta laureato non ho fatto altro che stage, co.co.co, co.co.pro e contratti a progetto. Gli anni passano e non riesco a costruirmi un futuro…

Enzo, 27 anni

R: Da una parte ci sono abusi da parte dei datori di lavoro, dall’altra una legislazione rigida che rende più facile divorziare dalla moglie che licenziare il dipendente: per questo molti ci pensano mille volte prima di assumere. Andiamo comunque verso un futuro di flessibilità, che è l’altra faccia della precarietà: il lavoro a vita è un retaggio del passato. Sii capace di rischiare, di reinventarti. La flessibilità professionale deve stimolare la flessibilità mentale. E devi diventare talmente bravo e affidabile da diventare indispensabile. Nessun datore di lavoro vuole privarsi di collaboratori validi e affidabili: sono una merce rara!

D: In ufficio sono tutti stronzi, dal capo ai colleghi: pronti a fregarti e a parlare male di te.

Umberto, 40 anni

R: Sono proprio tutti stronzi? O non sarà che il tuo caratterino non ti fa andare d’accordo con gli altri? Diffido di chi dà la colpa sempre agli altri, di chi si sente l’unico giusto in mezzo a gente sbagliata. Fatti l’autocritica, cerca di vedere dove sbagli: hai un atteggiamento chiuso? Sei aggressivo, o sulla difensiva? Gli altri sono il nostro specchio: alla nostra azione segue una reazione uguale e contraria. Come in fisica. Se tu sei gentile, gli altri saranno gentili; se sei antipatico ti troverai circondato da antipatia.

Mario Furlan