Un Gatto Straordinario…per raccontare la PNL (prima parte)

Era il gatto più conosciuto del quartiere. Anzi, per dire la verità, la sua fama lo aveva reso famoso in tutti i sobborghi dell’intera nazione di Miciomiao. Tant’è che più volte gli studiosi –[...]

Era il gatto più conosciuto del quartiere. Anzi, per dire la verità, la sua fama lo aveva reso famoso in tutti i sobborghi dell’intera nazione di Miciomiao.
Tant’è che più volte gli studiosi – riconoscibili perché erano gli unici gatti con gli occhiali - avevano cercato di capire i segreti del successo del gatto Pucci, facendogli tante domande, o facendosi raccontare tutta la sua storia. Tutte le informazioni ottenute, però, non erano servite a niente per capire cosa ci fosse dietro i risultati ottenuti da quello straordinario micio.

> Straordinario per mille motivi: più volte, per esempio, era riuscito a convincere dei gatti a non sbranare i topolini che avevano già tra i denti, e a lasciarli andare. Lui diceva sempre che “ ogni essere doveva essere rispettato e compreso.”. E sebbene questa tesi fosse sostenuta anche da altri autorevoli esperti, lui era l’unico che fosse mai riuscito a convincere qualche gatto a compiere il nobile gesto.

> Inoltre aveva anche convinto anche alcuni mici in crisi depressiva a non farla finita con la propria vita, perché, diceva Pucci, “c’è sempre un ottimo motivo per tirar fuori la forza interiore. Bisogna solo scoprirlo”.

> Pucci era anche conosciuto perché riusciva a risolvere controversie tra più gatti o , addirittura, tra animali diversi, il che era ritenuto difficilissimo anche perché ogni animale parlava una lingua diversa da un altro, e nessuno conosceva più di una lingua: la propria. A questo proposito, il suo insegnamento era il seguente: “Bisogna sforzarsi di capire quello che l’altro vuole dire, invece di continuare a miagolare il proprio linguaggio”.

> Un’altra eccezionale dote di questo micio era che risultava molto simpatico a qualunque animale. Più che simpatia, riusciva a creare empatia. Questo perché per lui era fondamentale “mettersi nei panni dell’animale che hai di fronte per capirlo e rispettarlo meglio”.

Qualcuno era convinto che il suo segreto fosse una grande personalità e un grande carisma. Altri pensavano che conoscesse i segreti dell’ipnosi gattaia. Altri ancora credevano che tutto ciò che si raccontava su di lui fossero sciocchezze o episodi gonfiati. Altri preferivano crederlo, per non essere costretti a paragonarsi a lui e doversi quindi mettere in gioco.
Sta di fatto che nessuno sapeva davvero come stessero le cose.
Finché qualcuno molto ma molto curioso decise di appurare e di imparare da Pucci come diventare un animale migliore. Cosa successe di particolare?
Curiosoni….proviamo a riflettere…

Alla prossima
Max formisano

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