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Un Gatto Straordinario (Terza ed ultima parte)

Ecco la terza ed ultima parte del breve racconto Un Gatto Straordinario a cura di Max Formisano... per raccontarci la PNL

Abbiamo provato a riflettere su quale può essere il grande segreto di Pucci?
Semplice: se nella vita vuoi crescere, devi metterti in gioco, davvero.
E non è da sottovalutare l’importanza del “davvero”. Perché loro conoscevano decine e decine di gatti che dicevano di mettersi in gioco, di voler imparare, di leggere molto, ma in sostanza i loro miglioramenti a volte erano scarsi, a volte lentissimi, a volte addirittura nulli. Questo perché , per permettere a se stessi di crescere, bisogna essere disposti a “imparare anche da un filo d’erba”, come diceva l’anziano e saggio gatto Miltone, noto perché non si spostava mai dalla sua sedia di paglia che gli faceva sia da cuccia che da posto in cui trascorrere la giornata.

D’altra parte, una volta Riccardo aveva letto qualcosa che non aveva più dimenticato, anche perché se l’era subito appuntata nel suo “quaderno di vita”, il quaderno che conteneva tutte le riflessioni più importanti, le idee e le decisioni della sua vita. (“Nella vita ci vuole sempre un punto di riferimento – amava ripetere Riccardo –il mio è il quaderno di vita”).
La frase che aveva letto era la seguente: “ Non puoi riempire di tè una tazza se questa già contiene qualcos’altro”.

L’illuminazione era stata immediata. Egli doveva prima svuotarsi di tutti i preconcetti, le presunzioni, le false credenze, per permettere a se stesso di crescere. In sostanza, capì che l’umiltà era una gran bella dote per un gatto alla continua ricerca di “qualcosa di più”. Anzi, era la qualità senza la quale anche gli insegnamenti migliori del mondo cadevano nel vuoto, proprio come quelle grosse auto degli uomini, rosse, basse e con un cavallo come simbolo, che quando hanno una ruota bucata rischiano di uscire fuori strada. Quindi la mancanza di umiltà – erano state le conclusioni di Riccardo ma anche di Giovanni – è addirittura pericolosa, perché se un gatto pensa di sapere tante cose e poi non ne applica nessuna, farà solo mostra della sua presunzione senza neanche rendersi conto di quanto accade realmente attorno a lui.

Queste erano le loro riflessioni finché un giorno decisero che il nuovo “filo d’erba” da cui imparare era proprio questo gatto straordinario di cui tutti parlavano, Pucci. Più che un filo d’erba, una foresta.
E iniziarono a studiarlo, giorno dopo giorno, crescendo insieme a lui.

Max Formisano