
Un organizzazione degna di un mondiale, un allestimento accattivante,
8000 spettatori registrati nella sola giornata di sabato.
Questi gli elementi emersi nel corso dei Campionati Europei di
Taekwondo assegnati, per questa edizione, all’Italia.
Il teatro degli scontri è stato il Palalottomatica di Roma,
gioiello architettonico opera di Luigi Nervi.
Le prime giornate hanno visto l’eliminazione della maggior parte degli atleti
azzurri: tranne Mauro Sarmiento (bronzo nella -84kg), tutti i
nostri atleti sono stati sconfitti al primo turno: Davide
D’Orazi (-58kg), Davide Nicoletta (-62kg),
Roberta Ramazzotto (-47kg), la campionessa in carica
Federica Mastroantoni (-51kg).
Le cose sono migliorate sabato: Leonardo Basile, Claudio Nolano,
Eleonora Platania e Cristiana Corsi hanno il migliorato il medagliere
italiano impartendo lezioni di determinazione e soprattutto volontà (senza nulla
togliere agli altri della nazionale complici, molti, di trovarsi a disputare un
campionato europeo senza avere troppa esperienza in campo internazionale).
Claudio Nolano (-72kg) nei primi due incontri mette in evidenza il suo stato
di grazia, soprattutto dal punto di vista tattico: cambi di guardia e dwitchagi
in volo sono stati alla base dei suoi incontri. Del resto non molte erano le
alternative dato che la WTF ha pensato di sperimentare le
corazze elettroniche Adidas proprio durante questa
manifestazione, alla quale molte rappresentative si sono presentate un po’
impreparate. I sensori montati al loro interno generano l’input per
l’assegnazione del punto solo nel momento in cui la forza del calcio sprigiona
una forza (espressa in kilojoule) superiore al valore di
soglia, impostato a seconda delle categorie di peso. Sicuramente questa
evoluzione segnerà la fine delle contestazioni arbitrali, ma necessita ancora di
alcune revisioni inerenti le tarature. Più avanti vedremo insieme perchè.
Tornando al taekwondo combattuto: Claudio Nolano perde la semifinale contro
l’austriaco Manuel Merk che più di lui aveva intuito quello che
sarebbe stato il miglior sistema per far punto: il pugno in
chiusura. Nel combattimento mandato in diretta su Rai3 il nostro atleta
ha dato tutto se stesso, ma il nervosismo causato dall’assegnazione di punti
inesistenti (ginocchiate e stincate) ha avuto la meglio. Nonostante il
risultato, Nolano dimostra che anche una volta superati i trent’anni si può
essere molto competitivi.
Dicevamo che le corazze elettroniche saranno fonte di polemiche, e mi
riferisco al caso di Eleonora Platania. L’ex karateka del gruppo
sportivo dei Carabinieri dimostra di essere la meglio inserita in
quella che potrebbe essere la nuova logica del taekwondo. Vince i quarti di
finale per 7-2 grazie a 7 pugni, qualcuno in attacco, qualcuno in chiusura,
subendo gli unici due punti mediante un calcio al viso. Perde la semifinale
contro la croata Ivana Vujcic (fortissima) ma senza demeritare
e portando un bronzo alla nostra nazionale.
Il Palalottomatica più volte esplodeva in un’immensa ola, e questo
succedeva quando combatteva lui: Leonardo Basile. Categoria +84kg, ovvero quella
più competitiva (con lui c’erano due atleti che rispondevano al nome di
Pascal Gentil e Alexandros Nikolaidis). Vince alla grande
l’incontro d’esordio con l’ucraino Oleksandr Cherkun, convince
nei quarti contro il serbo Babic. Nelle semifinale incontra un
vecchio “amico”: Alexandros Nikolaidis, greco, vice-campione olimpico, un atleta
eccezionale che sarà però ricordato solo per il mondollyochagi subito dal
coreano Moon dae Sung ad Atene 2004. Nikolaidis non sarà presente alle Olimpiadi
cinesi perchè eliminato proprio da Basile.
L’incontro passerà alla storia: Basile sarà sconfitto per 4-2, ma il
palazzetto è esploso in un applauso senza eguali, consacrando il giovane
napoletano come uno tra gli atleti più amati.
La giornata di sabato ha segnato il ritorno sul quadrato di Cristiana Corsi
(-59kg). Batte senza problemi la tedesca Weingart e accede ai
quarti, dove incontra l’ucraina Yulianna Kharchenko. Cristiana
è sotto di due punti, ma 10 secondi dalla fine segna una tripletta fatta di due
pugni e un bandaell. Perderà la semifinale ma conquisterà un altro bronzo.
E’ stato l’europeo dei ritorni: parlo quindi di Cristiana, ma anche di
Carlo Molfetta (-78kg), l’eroe di quella zona compresa tra
l’alta murgia e il salento che trova come scuola di provenienza la Tana del
M°Baglivo. Carlo ha dimostrato di essersi ripreso al meglio. Come sempre sfodera
il suo ampio bagaglio tecnico fatto di calci al volto con partenze da fermo e
tecniche in volo. Perde la semifinale al Golden Point. Peccato davvero.
Dalla stessa scuola proviene un altro elemento fondamentale del team azzurro:
Daniela Castrignanò. Non centra la qualficazione olimpica e si
presenta a Roma con voglia di rivincita. Batte la greca
Kouvari, in semifinale trova la serba Muncan
battendola. In finale perde. Un’altra occasione mancata.
In ultima analisi (ma non per importanza) gli atlei debuttanti:
Margherita Zocco (-63kg) che alla sua prima convocazione in
nazionale si piazza terza, Francesco Zocco (-67kg) che vince il
primo incontro e viene eliminato al secondo turno, Isabella Colucci,
Serena Capriglione e Raffaello Sergio. Tutti atleti dalle grandi
potenzialità. Hanno dato il massimo, ma senza ottenere risultato a causa delle
convocazioni “d’urgenza” che non hanno permesso loro di prepararsi al meglio. Di
certo però c’è solo una cosa: di loro sentiremo parlare.
Concludo con una piccola nota: è stato l’europeo della Turchia, che con tre
ori e tre argenti si pone in testa al medagliere, ma è stato anche l’europeo di
tante nuove stelle che hanno cominciato a brillare.
E’ dura non rimanere stupiti quando si assiste ad un combattimento del
tedesco Tuncat, icona di ciò che l’atleta di taekwondo dovrebbe essere: tecnica,
tattica e…tanto divertimento!

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