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Pechino 2008 - il punto sulla gara

Considerazioni sul torneo di taekwondo conclusosi ieri

Pechino - si è concluso ieri il torneo olimpico di taekwondo. Uno dei tornei che ricorderemo a lungo, sia per la presenza di atleti di altissimo livello, sia per la follia del cubano Matos, ma soprattutto (e lo scrivo con un briciolo di commozione) per la medaglia d’argento conquistata da Mauro Sarmiento nella categoria -80kg.

Si perchè se il taekwondo è uno sport ricco di colpi di scena…beh Pechino 2008 potrà a lungo essere ricordata come la massima esponenza di questa teoria. Si inizia con la -58kg, categoria nella quale ci si aspettava l’exploit del tedesco Tuncat e che invece non è riuscito a conquistare il podio. A medaglia ci vanno Perez (mex, oro) Mercedes (dom, arg) e a pari merito Chu Mu Yen (tpi) e Nikpai (afg).

E’ stata l’Olimpiade nella quale i fratelli Lopez sono “rimasti di bronzo” piazzandosi tutti e tre sul gradino più basso del podio. Steven, il pluricampione mondiale, perde i quarti per mano del nostro Mauro al golden kick. A fine incontro presenterà ricorso…bocciato. Diana riesce a spuntarla contro Veronica Calabrese. Anche lei trionfa al golden point.

Tanti i miti caduti: dal turco Tazegul, che ha fatto vedere cose incredibili (calci in volo tecnicamente perfetti) ma forse poco efficaci contro il suo avversario coreano (giovanissimo, non eccelso tecnicamente, ma di grande maturità tattico-psicologica). Ennesima sconfitta anche per il greco Alexandros Nikolaidis, sempre in finale. Un vero peccato.

Ma passiamo a parlare di colui che per molto tempo sarà l’ambasciatore del nostro sport nel Mondo. E’ alto 1,96m ed è di Casoria (Na). Si chiama Mauro Sarmiento.

Faccia pulita, umiltà da vendere e tanto entusiasmo. Supera le eliminatorie e ai quarti incontra l’onnipotente Steven Lopez: quattro volte Campione del Mondo e due volte oro alle Olimpiadi. Insomma, un atleta che non perde da anni. E invece il napoletano gli rifila il golden kick sullo scadere del 4° round consegnando ai ripescaggi le possibilità di Lopez di andare a medaglia.

Alle semifinali incontra Aaron Cook, già da Sarmiento battuto nel corso delle Qualificazioni di Manchester. L’incontro è serrato, nessuno si vuole sbilanciare nè scoprire, ma anche qui, a pochi secondi dalla fine, Mauro piazza il bandaell chagi che vale l’argento certo.

Finale. L’avversario è l’iraniano Hadi Saei, costato caro a Carlo Molfetta nell’Olimpiade greca, quando combatteva nella -68kg. Mauro c’è. Due calci al volto e un vantaggio di tre lunghezze quando siamo alla seconda ripresa, ma poi…forse l’inesperienza, la stanchezza o l’emozione, lo fanno cedere alla tattica dell’iraniano, che vince 6 - 4 ma che a fine incontro solleva il braccio dell’italiano consacrandolo campione e protagonista indiscusso della manifestazione.

Protagonista, ma in negativo, è il cubano Matos. Atleta di ottimo livello (ha eliminato Leonardo Basile), nel corso dei ripescaggi, preso da non si sa quale lapsus, pensa bene di tirare un dollyo chagi all’arbitro.

Poco dopo, nel corso di un programma su rai2, si è fatto notare come la protesta sia stata iniziata dal coach. Certo, se questi sono gli insegnanti…figuriamoci gli atleti! Una bruttissima pagina di storia del taekwondo, terminata con l’inevitabile squalifica a vita per atleta (32 anni) e coach.