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Rapporto tra corpo, mente ed energia

Una reale comprensione del concetto di energia, sia da un punto di vista teorico che pratico, non puo' prescindere dalla dimensione fisica e da quella mentale. I tre aspetti non possono essere trattati separatamente perché costituiscono un tutt'uno inscindibile simile a un ologramma, dove ogni parte contiene le altre, e il lavoro svolto su una qualunque influenza in maniera diretta anche le altre.

Nel Taiji Quan, per evidenziare il profondo legame tra le varie componenti, si dice che “la mente comanda, l’energia segue e il corpo esegue”. Questo antico detto, oltre ad avvalorare quanto appena espresso, definisce una sorta di gerarchia funzionale tra quelli che i maestri chiamano le “I Tre Poteri o Le Tre Armonie ” e cioè:

1° - Il potere del corpo (Li),

2° - Il potere dell’ energia (Qi),

3° - Il potere della mente (Yi).

* Yi - Potere della Mente

Lo “Yi” lo potremmo definire il “primus inter pares” e il ‘trait d’union’ tra Li (dimensione fisica) e Qi (dimensione energetica).

Esso può, simbolicamente e sinteticamente, essere inteso come la qualità di colui che perfettamente centrato nel proprio spirito controlla sia il proprio corpo che la propria mente.

In realtà é una idea molto più complessa che coinvolge la mente, nei suoi molteplici aspetti, il corpo, con le sue potenzialità e lo spirito o Shen.

Secondo la tradizione cinese Yi ( il pensiero ) nasce dall’energia spirituale o Shen, come tale rappresenta ‘il Pensiero o l’Immaginazione Creatrice’, che si manifesta attraverso l’organo Xin o cuore ( dove il carattere Xin indica non solo il cuore inteso come organo, ma anche il cuore come centro dell’attività mentale, quindi come sinonimo di mente ). Infatti l’antico ideogramma Yi era composto dal carattere cuore con sopra il carattere suono, che in senso lato può essere inteso come la “Voce o la Risonanza del Cuore ” ). Queste relazioni tra energia spirituale ( Shen ) e pensiero ( Yi ) e tra cuore ( Xin ) e pensiero, non sono in contraddizione ma chiariscono in maniera precisa il luogo fisico nell’essere umano in cui questa forza creatrice si manifesta. Non si dice forse: “ Ti parlo con il cuore in mano “, quando si vuole intendere che si è profondamente sinceri?

Yi lo possiamo sinteticamente esprimere con ” cuore-mente ‘ che implica, quindi, il concetto di “consapevolezza intuitiva”; dove le due parole “consapevolezza” ed “intuizione” sono intese nel loro significato più pieno ( cfr. il libro “Le Tre Vie del Tao” - pag. 46 e pag. 180 ) e cioè la capacità di “conoscere e di esserne coscienti” senza mediazioni “intellettuali” in maniera diretta ed immediata, come implica la parola intuizione che etimologicamente significa “essere in Dio” , dal greco en (in) e theòs (Dio) , che in senso lato é quella che i maestri chiamano “conoscenza del cuore”. Opportunamente sviluppata permette una presa di coscienza delle potenzialità del corpo e della mente. E’ lo stato in cui non c’é disarmonia tra pensiero ed azione, in cui la consapevolezza si fonde con l’azione, facendo si che i movimenti del corpo siano perfettamente allineati al flusso della nostra “intenzione cosciente”, é una specie di “estasi” non mistica, che rappresenta uno stato di fusione, di assorbimento totale in quello che si sta facendo, dimentichi di ogni cognizione spazio-temporale. Alcuni grandi campioni sportivi la chiamano la “Zona” e la definiscono come uno “stato” nel quale “l’eccellenza delle prestazioni” non richiede sforzo alcuno.

Corpo, mente ed energia si fondono in un più alto stadio dimensionale, che rappresenta la quintessenza delle potenzialità individuali: lo stadio Spirituale o Shen.

Il Taiji rappresenta un metodo scientifico ( nell’accezione più occidentale del termine) per sviluppare questo stato in maniera cosciente. Da notare, infine, come ” Yi ” significhi anche “anticipare” ( E’ naturale, per una scrittura composta da segni ideografici, avere molteplici significati per una sola parola ). Importante nel taiji quan il concetto della mente che ‘ anticipa’ , che ‘intuisce’ le intenzioni dell’avversario.

Nel Taiji Quan e nelle arti marziali in genere Yi é assolutamente basilare, perché i risultati che si otterranno dipendono essenzialmente da essa. Per questo é opportuno cercare, nei limiti imposti dalla parola scritta, di spiegarne i vari significati e specificare i molteplici contesti in cui viene usata. Secondo l’ambito in cui agisce, Yi assume sfumature a cui corrispondono significati con diverse valenze e diversi livelli di realizzazione. Per la lingua cinese é normale sintetizzare in un ideogramma concetti complessi che nelle lingue come quelle occidentali richiedono lunghe spiegazioni ed é per questo Yi può essere tradotta come idea, attenzione, intenzione e volontà cosciente (Yi Nian); consapevolezza, coscienza e intuizione (Yi Shi). Vediamo quindi di stabilire questa ‘gerarchia funzionale’ per una comprensione e un uso ottimale della stessa.

YI NIAN - attenzione, volontà cosciente, intenzione

L’attività della mente non si ferma mai, l’uomo normale é continuamente coinvolto in un dialogo interiore senza sosta, che impedisce la calma ed agita i pensieri come il vento le acque di un lago.

La quiete del pensiero cosciente, che presiede all’equilibrio di tutte le attività dell’organismo, é la condizione minima indispensabile che il praticante deve raggiungere per avviare il processo di pacificazione (Jing) della mente (Yi). Il suo strumento principale é l’attenzione, strettamente legata alla capacità di concentrazione, che a sua volta, altro non é che la focalizzazione volontaria dell’attenzione.

Pacificazione, attenzione, concentrazione e intenzione, sono strettamente correlate in una specie di “circolo virtuoso” che si autoalimenta.

Ci sono molti modi per entrare nel “flusso”, sicuramente la capacità di focalizzarsi esclusivamente ed intenzionalmente su quello che si sta facendo, in uno stato di profonda concentrazione ne rappresenta l’essenza.

L’Attenzione

“Attento come un gatto che punta un topo “ . Questa immagine, spesso abusata, sintetizza in maniera esemplare, nell’immaginario collettivo, l’archetipo della perfetta attenzione. Ma l’attenzione di cui parliamo é di ordine diverso ed é peculiare dell’essere umano. Essa é nello stesso tempo una delle capacità più elevate e meno sviluppate che possediamo: l’attenzione cosciente. Vediamo, quindi, di chiarire la differenza sostanziale che intercorre fra l’attenzione istintuale di un gatto affamato e l’attenzione cosciente dell’essere umano. Il gatto non ha possibilità di scelta, l’istinto della fame lo obbliga alla concentrazione totale di tutte le sue energie sul cibo-topo. Tutti gli animali hanno queste risposte coatte e reattive sotto l’impulso degli istinti fondamentali. Anche gli esseri umani sono soggetti a questi stessi istinti che condizionano il comportamento é impongono una attenzione intensa in determinate situazioni: pericoli di vita, forte eccitazione sessuale ecc. . Questo tipo di attenzione non cosciente, non é il risultato di una scelta, si produce automaticamente quando per un caso fortuito, le condizioni interne (istinti, bisogni, desideri) e quelle esterne coincidono.

La vera attenzione, al contrario, nasce dalla scelta consapevole di orientare e focalizzare l’intento o volontà della mente nella direzione scelta, indipendentemente da qualunque necessità o condizioni esterne.

Questa capacità di astrazione, tipicamente umana, che abbiamo chiamato attenzione cosciente opportunamente sviluppata é la condizione indispensabile per una reale crescita interiore. Solo grazie ad essa possiamo staccarci dalle situazioni contingenti e volgere all’interno il nostro sguardo per attivare le enormi potenzialità interiori.

Un attenzione forte é frutto di un intento inflessibile .

Chi, dopo anni di pratica, non ha raggiunto dei risultati apprezzabili lo deve, probabilmente, alla mancanza di attenzione e volontà, senza di esse non si sviluppa la percezione della propria energia interna (Qi). Molti sono i praticanti che, pur seguendo la disciplina con amore e diligenza, non avendo sviluppato lo Yi nei molteplici aspetti appena esaminati, non fanno progressi nella pratica, perché ingannati dalle loro stesse sensazioni non riescono a decodificare i messaggi del corpo.

Allenare la mente

Yi può essere allenata come si allena un arto, cominciando con piccoli esercizi di immaginazione creativa, fino ad arrivare alle sofisticate tecniche, messe a punto da generazioni di maestri nel corso dei secoli, quali l’imitazione degli animali e dei fenomeni naturali( il turbinare del vento, la potenza devastatrice del lampo, il fuoco, l’acqua) che creano una identificazione totale in grado di sviluppare straordinari poteri fisici e mentali. Un semplice esercizio che può essere fatto é congiungere pollice indice immaginandoli come un anello d’ acciaio, finché si riesce a tenere ferma quest’immagine nella mente, diventerà molto difficile per chiunque separarli. Altri esempi del potere eccezionale della mente sono gli atti compiuti sotto ipnosi, in situazioni estreme di pericolo, o ancora la tremenda forza dimostrata dalle persone colte da raptus isterici. Questo può succedere perché ci sono determinati ’stati indotti’, in cui la mente in situazioni non ordinarie quali malattie, stati allucinatori, pericoli, non più vincolata dai normali parametri “razionali’, agisce senza senso di limite liberando fonti inaspettate di energia. Questi ‘ stati indotti’ oltre che subiti, possono essere creati sotto la guida del pensiero cosciente (Yi). Inizialmente si usa la propria capacità immaginativa, poi, una vota appreso il meccanismo, tutto avviene naturalmente senza sforzo cosciente.

Flavio Daniele

marcellotaichi@supereva.it

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