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Come mai le coppie si stancano?

E' naturale ma segue degli schemi ben precisi

Oggi voglio concentrarmi sul periodo che segue l’innamoramento, per scoprire gli aspetti positivi o negativi del vivere in coppia.
Esistono alcuni accorgimenti che possono dare una svolta alla relazione.
Possiamo imparare a usare coscientemente quegli atteggiamenti che avevamo adottato spontaneamente quando eravamo innamorati e rivivere i pensieri, i sentimenti e le sensazioni che ci hanno resi così felice.

Oggi, quando un uomo e una donna si sposano, possono aspettarsi di vivere insieme per circa 40-50 anni - se non si separano - e sono pochissime le “mappe” che aiutano a navigare nel mare dei sentimenti che cambiano. Diventa difficile per una coppia, nel corso di così tanti anni, conciliare l’irrinunciabile ricerca del benessere con la diversità dei linguaggi tra uomo e donna, una sessualità che cerca nuovi spunti e aspettative che spesso non trovano parole per esprimersi.

Perciò vorrei mano a mano fornire una guida per coltivare l’amore e la passione nel rapporto anche, e soprattutto, quando questi non si manifestano più così spontaneamente come all’inizio.

Dopo qualche anno, quante cose sono cambiate? Il grande amore si è ridimensionato, il fascino è svanito, la passione è diventata una routine che, anche se piacevole, non ha più quell’ardore dell’inizio. Come mai?
E’ fisiologico che l’amore si spenga oppure esistono dei comportamenti che adottiamo inconsapevolmente e che fanno declinare anche il sentimento più potente?

Sono dell’idea che alla radice di molti fallimenti sentimentali esista uno scambio d’informazioni molto importanti, ma incomplete. L’equivoco che si crea è generato da entrambi, ma ugualmente passa inosservato nella prima fase dell’amore per esplodere in quella successiva.

Per rendere più facile il concetto, userò una metafora.
Possiamo immaginare che tutti noi indossiamo una maglietta con una scritta che si riferisce a noi stessi: quasi un annuncio pubblicitario. Lo slogan potrebbe essere simile a questo “Ti prometto eterno amore e fedeltà”, oppure “Ti amo e quindi ti lascio libero di fare quello che vuoi”, “Con me passerai notti indimenticabili”. Naturalmente, l’elenco può essere molto più lungo.

Nell’altra mano, ma ben nascosto dietro la schiena, reggiamo invece un sacco che contiene gli elementi che formano il nostro lato oscuro, quello di cui ci vergognamo e che non desideriamo mostrare a nessuno.
Il sacco potrebbe contenere espressioni tipo: “Sono incapace di vivere, perciò ho sempre bisogno di avere al mio fianco qualcuno”, oppure “Sono debole, seguirò chiunque mi dia un po’ di attenzione”.
Quando incontriamo qualcuno che ci attrae, mettiamo in bella mostra il nostro annuncio pubblicitario mentre nascondiamo accuratamente il sacco che contiene le nostre debolezze.

In modo inconscio, contraddittorio e senza realizzare mai chiaramente questa esigenza, desideriamo intensamente che qualcuno finalmente vuoti quel sacco.
Da soli non siamo stati capaci di liberarci da questo peso e nemmeno i partner precedenti ci sono riusciti. Solo in alcuni fugaci momenti, cioè quando qualcuno ha toccato il nostro cuore, ci siamo sentiti sollevati e confortati, ma finora nessuno, è stato in grado di risolvere il problema.
Nonostante i tentativi falliti, ci ostiniamo a credere possibile che, prima o poi, qualcuno venga a liberarci. Senza dubbio possiamo aspettare e desiderare e sperare anche per lunghissimo tempo, ma nessuno potrà mai eliminare una parte della nostra anima, per quanto sgradevole sia.

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