Questo sito contribuisce alla audience di

MEDITAZIONE PER TUTTI I GIORNI

Molte persone credono che meditare sia alquanto complicato, invece meditare è molto semplice e le regole da seguire sono poche.

Talvolta verso la fine dei corsi di tantra, quando i primi pensano già a preparare i bagagli, sentiamo le persone dire: “è stato bello e intenso, ho compreso molte cose, mi sento vitale, sensibile e cosciente, ma quando tornerò a casa, come posso portare questo stato nella mia vita quotidiana?”.

E’ una domanda senza risposta, perché la domanda è sbagliata, è ingenua. E come dire dopo un bel atto sessuale: “come posso avere orgasmi durante tutto il giorno?”

Non puoi portare lo stesso stato che hai sperimentato durante una bella meditazione, dove eri dedicato soltanto a te stesso, in altre situazioni dove sei attivo e rivolto verso l’esterno, del tipo: una riunione di lavoro litigiosa, la spesa nel supermercato …Puoi portare la centratura acquisita durante la meditazione, in questi momenti quotidiani, però lo stato cambia. Puoi portare l’essenza della meditazione, cioè l’apertura a tutto ciò che passa nella tua mente e nel tuo corpo, nelle azioni quotidiane, ma non proverai le stesse sensazioni.

E poi: la meditazione non fa parte del quotidiano? Cosa ti fa pensare che sia straordinaria, al di fuori del quotidiano? Quando inizi a meditare con una certa regolarità, questa entra a far parte della vita come camminare, lavorare, mangiare.

Purtroppo alcune tradizioni spirituali vedono la pratica spirituale, la meditazione, come un’esperienza diversa dalla vita ordinaria. Implicitamente fanno credere che le cosiddette attività sacre facciano parte di un universo soggettivo parallelo a quello di tutte le altre attività della vita. In questo modo le stesse scuole che promettono la liberazione, creano un’ulteriore dualità nei loro adepti: la scissione tra lo spirituale e l’ordinario. Anziché fornirgli dei metodi per unire le parti del sé separato in un sé unito, perpetuano la scissione nel nome dell’insegnamento spirituale.

Meditazione non serve per crearti un immagine più spirituale di te stesso, un’idea più evoluta, ma per eliminare le idee che hai su te stesso. Perciò lo sviluppo non si misura nelle profonde meditazioni, dove con una certa concentrazione e una pratica assidua ci si può arrivare nel giro di qualche settimana, ma nel qui e ora della vita ordinaria. Se hai molte esperienze di picco nelle quali ti senti al settimo cielo, ma mentre ti allacci le scarpe, ti senti come al solito (o peggio ancora: non ti senti), stai coltivando un idea dell’ego.

La vera arte del tantra non consiste nell’arrivare all’estasi (circa la metà dei nostri allievi ci arrivano già nel training di base) o di raggiungere delle vette sempre più alte, ma di rendere la propria vita più interessante.

Meditazione è semplice. Quando hai gli occhi chiusi e con la coscienza accarezzi il tuo respiro, le cose da seguire sono poche. Quando poi arrivi allo stato dove tutto è uno, è ancora più semplice. Da qui può nascere il desiderio di avere tutto semplice e per sempre. Però si tratta di lasciare andare anche l’attaccamento allo stato di unità che ci piace così tanto, per portare l’esperienza del tutto è uno anche nello stato ordinario di coscienza, dove le cose non sono più semplici ma complesse e determinate dalle relazioni con altre persone.

Meditazione non è, come veniva una volta fraintesa, un metodo per fuggire dai problemi della tua vita. Meditazione, al contrario, è un modo per vedere i problemi con maggior precisione, per guardare oltre l’apparenza, per riconoscere i tuoi schemi abitudinari che ti riportano sempre allo stesso punto.

Quando un pensiero fisso ti assilla durante la meditazione, è un buon indicatore per vedere dove è intrappolata l’energia. Impara ad accompagnare i tuoi problemi, a tenerli vicino a te. Se una domanda, una scelta difficile, un qualsiasi dilemma ti insegue per molto tempo, vuol dire che è importante per te. Non cacciarlo via, ma nemmeno tienilo troppo stretto: permettigli semplicemente di seguirti. Se gli permetti di seguirti, ti accompagnerà in ogni gesto.

Non tutti i problemi richiedono un rituale specifico per essere risolti, ci sono problemi che richiedono soltanto di rimanere presenti a essi e di poter stare con noi per un certo periodo e poi trovano sollievo nei movimenti della vita. Non si tratta né di eliminare i problemi al più presto, né di cadere nella favola di “Una volta che avrò risolto questo, allora la vera vita inizierà”; entrambe sono strategie per evitare l’energia che pulsa sotto ciò che tu chiami “il mio problema”: la vita.

Ogni momento potrebbe essere buono per sprigionare la tua creatività, per portare una nuova luce sul tuo tema, per trovare una soluzione alla quale non avresti mai pensato. Questa è l’arte, che viene chiamata la via di mezzo: fare i gesti quotidiani e le tue faccende all’esterno, mantenere il tuo centro nella percezione costante del respiro, ed essere cosciente del tuo cane che ti segue pazientemente per giorni, mesi, anni. In questo continuo contatto con te stesso e con ciò che ti circonda si crea un modo estremamente sensuale di essere e di vivere intensamente.

Ultimi interventi

Vedi tutti