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Il nucleo: l'essenza più profonda

Ritornare al proprio nucleo è l’obiettivo di tutte le religioni, delle pratiche meditative e il fine di ogni ricerca spirituale. Quando siamo in coppia, il maggiore desiderio di entrambi è entrare in contatto da nucleo a nucleo.

Il livello psichico più profondo viene chiamato nucleo.
Rappresenta l’essenza, l’anima profonda, il vero Sé. Ritornare al proprio nucleo è l’obiettivo di tutte le religioni, delle pratiche meditative e il fine di ogni ricerca spirituale. Quando siamo in coppia, il maggiore desiderio di entrambi è entrare in contatto da nucleo a nucleo. Si tratta di un momento unico, dove comunicare a parole non è più necessario perché ci intendiamo con il semplice sguardo, sentendoci profondamente in armonia con il partner, con noi stessi e con l’universo.

Durante l’innamoramento veniamo, senza volerlo, trascinati nel nostro nucleo. Siamo sempre in sintonia, perché il nostro nucleo conosce soltanto intesa e intimità. Tutta la comunicazione è sorretta dall’amore, senza bisogno di parole. L’uomo e la donna si sentono completi, vitali, uniti non soltanto fisicamente. Questo stato energetico persiste anche quando non siamo insieme, i nuclei vibrano contemporaneamente ed emaniamo un campo magnetico che permette all’io di espandersi liberamente. Rendendoci più aperti, disponibili e comprensivi nei confronti degli altri.

Accanto a questi aspetti positivi, però, cammina di pari passo la scarsa o nulla attenzione che poniamo a quelle parti di noi che collimano perfettamente con i vuoti dell’altro, entrando nel tranello delle proiezioni incrociate. La grande energia svegliata in questo periodo ridesta i bisogni insoddisfatti nel terzo livello psichico.
I nostri desideri, sono purtroppo inesauribili e nemmeno il partner più attento potrà mai soddisfarli completamente. Spesso totalmente ignari di questo meccanismo mentale, colpevolizziamo il partner perché non ci ama quanto vorremmo, non ci accetta, non si prende abbastanza cura di noi e così via.
Le aspettative che abbiamo proiettato sul partner passano da assolutamente positive a totalmente negative. Siccome non possiamo sopportare che tanto dolore sia causato proprio dalla persona che amiamo, ricopriamo lo strato ferito con le difese e viviamo il rapporto al livello psichico del carattere.
A questo punto tutto è tornato “normale”, non ci sono più gli entusiasmi della prima fase, ma neanche le depressioni o gli scoppi d’ira della seconda: il nostro rapporto è diventato piatto. Può darsi che ci sentiamo l’uno invaso e l’altro abbandonato oppure che si agisca entrambi nelle sei manifestazioni del ‘come se’. In ogni caso, a questo punto l’intimità iniziale è sparita. Può ricomparire per qualche istante o rimanere soltanto un ricordo. Se siamo buoni agent , rivestiremo il vuoto che sentiamo nel rapporto con molta gentilezza. Potremo iniziare a occuparci molto del partner pensando che abbia dei problemi e che possiamo aiutarlo a risolverli. Forse chiameremo questo comportamento amore, ma all’interno della relazione il fuoco è ormai al minimo.
Come coppia siamo in trappola. Prossimamente vedremo com’è possibile liberarla.

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