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IL SABBA - PRIMA PARTE

Prima parte di un alluccinante racconto, diviso in cinque parti, sullo svolgimento del Sabba - La Cerimonia di Satana!

Satana non odia soltanto la virtù degli uomini e l’amore di Dio, ma anche, e con lo stesso impegno, la noia e la solitudine. Egli ama riunirsi con i suoi discepoli in terribili feste clandestine, che attizzano lo spirito del male, come le cerimonie religiose ravvivano il desiderio del bene.
Queste assemblee notturne, orgie solenni, sono chiamate Sabba (dall’ebraico Shabbat, giorno sacro di riposo), perché si svolgono nella notte tra il venerdì ed il sabato. Stregoni, streghe ed altri amici dichiarati dal Principe delle Tenebre vi sono invitati. Ma chiunque intendesse rinnegare Dio e volesse farsi ribattezzare da Satana vi troverà, di diritto, accoglienza. È questa la festa del Diavolo e del Male: lì ognuno capirà naturalmente se c’è un posto che lo attende all’inferno. Ognuno saprà precisamente, anche senza aver siglato alcun patto infernale, se l’idea di abbandonarsi anima e corpo alla bestemmia e allo stupro sfrenato, gli procuri piacere o dolore.
Il Diavolo personalmente comunica gli inviti agli interessati, con alcuni giorni di anticipo. Ma più che di inviti si tratta di convocazioni, infatti il Sabba è per i suoi seguaci obbligatorio come la messa per i fedeli. Esimersene potrebbe avere conseguenze gravi perché l’assenza dispiace terribilmente al Maestro.
I veri stregoni e streghe hanno impresso sul corpo un marchio satanico indelebile, che li avverte della imminenza del Sabba tramite una penosa sensazione interna. Per quanto riguarda gli altri invitati si producono stranamente, nelle ore precedenti alla riunione, diverse specie di fenomeni premonitori, più o meno percettibili ai comuni mortali: colpi di gong provenienti da nessuna parte, apparizioni di animali nel cielo, visite a domicilio di rospi e di gatti neri puzzolenti, ventate di caldo in giorni freddissimi, venti gelidi in piena canicola, odori di zolfo, allucinazioni erotiche, ed altre bizzarre manifestazioni, a volte prodigiose, a volte ignobilmente assurde.
Poco prima dell’inizio, conviene consumare certe pozioni maleodoranti, preparate segretamente per la circostanza, da qualche stregone o strega di fama. Puntualmente ci si mette in marcia, ma è raccomandato di sonnecchiare prima, per qualche istante, come un buon cristiano che si prepari a dormire il sonno giusto.
La maggior parte dei partecipanti si reca al luogo del Sabba per via aerea. Per vincere, a colpo sicuro, la pesantezza del corpo, basta spalmarsi le orecchie, il fondo della schiena, il palmo delle mani, l’interno delle cosce e la pianta dei piedi, con un unguento fatto di ostie consacrate, macerate in un intruglio di polvere d’ossa di cristiano impiccato e di sangue di bambino non battezzato.
Le streghe cavalcano il loro manico di scopa, unto di grasso di bambino ed escono di casa dal caminetto. Delle candele accese piantate nella paglia della scopa, di cui non una fibra deve incrociarsi, mostrano il sentiero nella notte, come un fascio di stelle filanti, che convergono verso il luogo del Sabba.
Ma il Diavolo ha mandato a cercare tutta la sua gente da una squadra volante di servitori, trasformati in asini neri o in capri vestiti di abiti bianchi, e perfino in cani a due teste o in ragni di mare giganteschi.
Alcuni invitati, trasformati essi stessi in animali per tutto il tempo del viaggio, corrono sul suolo veloci come lepri, o volpi o lupi che nessun ostacolo riesce a fermare. Altri infine sono trascinati in un vortice di fumo di irresistibile potenza dentro il quale non hanno che da lasciarsi trasportare.
Nessun si meraviglia di percorrere lo spazio a delle velocità così elevate: delle distanze impressionanti sono coperte in poche decine di secondi. A dire il vero, i sospirati piaceri del Sabba non avrebbero niente di così infame e di così allettante, se Satana non potesse compiere, da parte sua, tali prodigi. Che cosa ci sarebbe di così strano nel fatto di volare in aria? Prima della loro caduta i demoni erano d’altronde degli angeli. Molti di essi hanno conservato le loro ali, forse orride, ma sempre efficaci.
Per volontà del Maestro, niente deve ostacolare il desiderio sincero di assistere al Sabba. Così le persone sposate, che vogliono andarci senza il partner, lasciano il posto nel letto coniugale a qualche diavolo o diavolessa, dispensati dal Maestro proprio per sostituire, durante la notte, l’assente consorte nel suo ruolo…
L’arrivo di tutti gli invitati dai quattro angoli del cielo, ad una velocità vertiginosa, è davvero impressionante. Il Sabba si svolge sempre in un luogo appartato, vasto, selvaggio, desolato: spiagge inaccessibili, foreste bruciate, vallate disseccate, lande sperdute, paludi malsane, altopiani arroccati dove nessun essere umano penserà mai di avventurarsi. A volte può capitare che venga scelta una zona di ruderi antichi o di costruzioni megalitiche, da cui ogni vita è scomparsa da tempi immemorabili, come sotto l’effetto di una terribile maledizione. In ogni caso dopo non vi crescerebbero più neppure le erbacce, tanta è la virulenza del nuovo maleficio portatovi dalle sarabande infernali di una notte intera.
Improvvisamente si trovano riunite, in una contrada tragicamente deserta sino a pochi istanti prima, parecchie centinaia di “cattive” persone: a volte si arriva a parecchie migliaia. Benché si venga da lontano, vi si può incontrare inaspettatamente qualche parente, amico o conoscente. Per questo motivo si vedono numeroso persone mascherate, travestite – il più delle volte inutilmente – per paura di essere identificate troppo presto. Alcune persone arrivano a piedi da una vicina borgata o dal convento della zona, seguendo sentieri fuori mano per evitare di camminare insieme ai vicini. Ma in capo a poche ore l’eccitazione raggiungerà un tale livello che la rinunzia dell’anonimato e la provocazione a viso aperto renderanno più piacevoli le oscenità!

Continua…

Gloria

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