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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Guida alla scelta del proprio tatuaggio  -Parte2-</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tatuaggi/interventi/2009/07/guida-alla-scelta-del-proprio-tatuaggio-parte2</link>
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	<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 16:44:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Davide Piazza</dc:creator>
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    <category>storia_del_tatuaggio</category><category>il_tatuaggio_contemporaneo</category><category>creme anestetizzanti</category><category>dolore parte del tatuaggio</category><category>special tatuaggio</category><category>zone del corpo tattoo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/tatuaggi/torairezumi_01.jpg" class="left" border="0" width="180" height="250" alt="" />Bentornati lettori di Supereva, rieccoci qui con la seconda parte di questo  ‘special’ introduttivo dedicato al tatuaggio. In questa sezione tratteremo, come accennato nell’ articolo precedente,  specificatamente le varie zone del corpo ‘papabili’ per un tattoo.<br />
Inutile dire che ci sono zone che provocano più dolore di altre, e al contrario zone meno sensibili; tuttavia come sempre vi rimando a decidere con un professionista la zona da utilizzare al fine di ottenere un risultato esteticamente soddisfacente che riesca a valorizzare il soggetto da voi scelto.</p>
<p>Sulla soglia del dolore poi si potrebbe aprire una piccola discussione, poiché molti ritengono che il dolore faccia parte del tatuaggio stesso e quindi come dire ‘è compreso’ nel procedimento, per coloro i quali invece ritengono di non poter tollerare tale procedura ci sono delle creme anestetizzanti e/o desensibilizzanti.  Naturalmente bisogna trattare quest’argomento con assoluto equilibrio e senso di realtà poiché la soglia del dolore come tutti sappiamo è molto soggettiva e non si possono creare categorie generali o standard. L’unica nozione da avere in merito è molto semplice: zone con più fasce muscolari produrranno un dolore maggiore, pertanto avremo la pancia, l’interno coscia, la parte posteriore del braccio, e naturalmente i genitali,come zone dove il dolore può essere maggiormente percepito. Le altre zone del corpo producono un dolore sicuramente meno intenso. </p>
<p>Per quanto riguarda inoltre aree immediatamente adiacenti alle ossa, anche qui la situazione è molto ‘vaga’, in quanto potendo avere esperienza diretta io stesso, essendo tatuato in prossimità del gomito e sul polso non ho percepito affatto dolore ma piuttosto un senso di ‘fastidio’, altri soggetti tatuati sulle mani a cui ho rivolto tali domande mi hanno dato risposte simili, e altri tatuati sulla testa invece hanno  sostenuto che sia stato molto doloroso per loro.</p>
<p>In ogni caso si potrebbe concludere che non essendo un bene necessario, il tatuaggio andrebbe ‘gustato’ appieno senza usufruire di anestetizzanti o similia a meno che non volgiate tatuarvi la schiena interamente in un’unica sessione( in questo caso magari potrebbe produrre un relativo sollievo).E probabilmente se posso permettermi di esprimere un giudizio assolutamente personale e non necessariamente condivisibile l’accettazione del dolore in un tatuaggio è l’indicatore di quanto lo si desideri, e funge da demarcatore tra passione e moda, dato che chi teme aghi(mini), sangue(poco), e dolore(relativo) può tranquillamente scegliere di non averne uno!    </p>
<p>D.P.</p>
 
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	<title>Guida alla scelta del proprio tatuaggio  -Parte1-</title>
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	<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 07:51:08 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Davide Piazza</dc:creator>
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    <category>tattoo_classic</category><category>tribali_polinesiani</category><category>tribali_iban</category><category>tattoo_fantasy</category><category>storia_del_tatuaggio</category><category>cura dei tatuaggi</category><category>rimozione tatuaggi</category><category>scelta disegno tatuaggio</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/tatuaggi/tattoo3.jpg" class="left" border="0" width="239" height="360" alt="" />Scelta del disegno:</p>
<p>Il tatuaggio nella sua forma più ‘standardizzata’ e largamente diffusa è la tecnica che permette di riportare direttamente sulla pelle un soggetto disegnato precostituito quale decorazione permanente tramite il riempimento di piccole ferite con dell’inchiostro.</p>
<p>Non prendete questa definizione come oro colato naturalmente, dato che a questa vanno aggiunte numerose variabili dipendenti dallo stile del tatuatore e dalle decisioni personali del tatuato, rispettivamente  si potrebbe concordare la decisione di tatuare in assenza di un disegno guida di base e ‘improvvisare’ un soggetto, o stancarsi del proprio tatuaggio ed eliminarlo chirurgicamente( con un ulteriore sforzo sia fisico che economico).                     </p>
<p>Quindi l’ingrediente necessario sufficiente per ottenere un buon tatuaggio è : desiderarlo!<br />
Ora fatte le dovute premesse possiamo passare al nucleo centrale del nostro tatuaggio: il soggetto.<br />
Il soggetto dev’essere scelto con cura, per esempio potreste scegliere un simbolo affine ad un lato della vostra personalità, ch metta in risalto una sfumatura del vostro carattere, o semplicemente qualcosa che rappresenti per voi ‘un chiodo fisso’. </p>
<p>Inutile specificare che il limite della scelta è posto dalla vostra fantasia, dalla vostra determinazione e dal vostro buonsenso che si spera non manchi mai!<br />
Dedicatevi ad un soggetto che nel corso degli anni non diventi per voi motivo di disagio o imbarazzo, l’importante è ricordare che con i tatuaggi bisogna ragionare a ‘lungo termine’ ; pertanto qui entra in gioco anche la questione su quale punto del corpo scegliere, ma vedremo più avanti.</p>
<p>E soprattutto cercate di non farvi influenzare da ‘modelli’ che siano in qualche modo costruiti per riflettere atteggiamenti ‘trasgressivi’ o cavolate del genere, in quanto il tatuaggio lo avrete sulla vostra di pelle! Quindi alcohol, droghe, e trend non hanno nulla a che fare con tutto questo!<br />
E ultimo punto ma non meno importante informatevi(!) sull’artista che eseguirà il lavoro, sui possibili gradi di reazioni allergiche alle quali potreste andare incontro, riguardo i materiali degli aghi, i vari inchiostri e via discorrendo.   </p>
<p>D.P.</p>
 
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Il tatuaggio nella sua forma più ‘standardizzata’ e largamente diffusa è la tecnica che permette di riportare direttamente sulla pelle un soggetto disegnato precostituito quale[...]</description>
	
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	<item>
	<title>La nuova Guida Tattoo di SuperEva: due chiacchiere</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tatuaggi/interventi/2009/06/la-nuova-guida-tattoo-di-supereva-due-chiacchiere</link>
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	<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 07:50:47 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Davide Piazza</dc:creator>
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    <category>tattoo_classic</category><category>tribali_maori</category><category>tattoo_japanese_style</category><category>storia_del_tatuaggio</category><category>fantasy</category><category>japanese style</category><category>tattoo classic</category><category>tattoo maori</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/tatuaggi/Tatto1_01.jpg" class="left" border="0" width="109" height="180" alt="" />Un saluto a tutti voi lettori delle Guide di Supereva, se siete qui è perché vi piacciono i tatuaggi, i piercing e  tutto quello che ha a che fare con la decorazione più o meno permanente del corpo. </p>
<p>Credo che come nuovo inizio sia doveroso tracciare quelle che sono delle ‘linee generali’ per chi volesse approcciare il mondo dei tatuaggi o per chi semplicemente avesse voglia di saperne di più; specificando che i consigli e le informazioni qui riportate sono di carattere unicamente informativo e non hanno di certo la pretesa di avere una qualsiasi valenza di carattere medico. </p>
<p>Premetto sin d’ora che forte desiderio e assoluta determinazione sono le chiavi per ottenere un tatuaggio che anche a distanza di tempo sappia dirci e darci qualcosa!<br />
Buona lettura!<br />
D.P.</p>
 
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	<item>
	<title>Paese che vai..usanze che provi!</title>
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	<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>tribali_iban</category><category>Tatuaggi Iban Dolore Prova Giovani Società Membri Artista Fiume</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Partire per un viaggio verso l&#8217;ignoto, acquisire conoscenza e sapienza dal mondo che ci circonda..a chi non piacerebbe farlo? Questa era l&#8217;essenza del bijalai, il viaggio che i giovani Iban dovevano compiere per essere considerati a tutti gli effetti membri della società adulta della loro tribù.</p>
<p>Un viaggio dove minacce reali e pericoli &#8220;mistici&#8221; si trovavano dietro ogni albero o palude..e dove, come prova della propria impresa ci si faceva tatuare..e il tatuaggio tradizionale Iban era una delle prove più difficili da affrontare, perché era sicuramente la più dolorosa tra tutte. Ma lo era davvero?</p>
<p>Il tatuatore e artista Jeroen Franken, specializzato in tatuaggi etnici, nel libro &#8220;Pantang Iban&#8221; racconta il suo viaggio nei dintorni delle attuali città di Siru e Kuching, lungo il corso del fiume Sekerang, dove vivono ancora i discendenti dei &#8220;brutali&#8221; Iban, e descrive così la sua personalissima esperienza con il loro tatuaggio tradizionale, che in quei luoghi viene ancora praticato con i &#8220;vecchi metodi&#8221;:</p>
<p>&#8220;Il martellamento comincia e io mi sento accartocciare tutto dentro: il dolore colpisce ogni volta che il martello batte sul bastoncino appuntito. Ogni dieci o quindici secondi l&#8217;artista immerge gli aghi nel pigmento, concedendomi un breve respiro: il dolore cresce. Dopo circa un&#8217;ora un secondo artista si inginocchia accanto a me, afferra un paio di attrezzi e comincia a martellare con lo stesso ritmo sull&#8217;altra spalla: non riesco a percepire dov&#8217;è il dolore, respirare diviene una cosa quasi impossibile; stanno tatuandomi la schiena, proprio sotto la scapola, il martellamento si riperquote sulle mie costole, facendo sussultare e tremare il mio cuore a ogni colpo&#8221;.</p>
<p>Ho avuto il piacere di conoscere Jeroen all&#8217;ultima Tattoo convention tenutasi a Londra di recente, soprattutto ho avuto modo di vedere coi miei occhi il frutto di tanta sofferenza..un tatuaggio stupendo!!</p>
<p>E pensare che da noi ci sono giovani che hanno ancora paura di qualche ago che sputazza un pò di colore..</p>
 
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	<item>
	<title>Parlare é bello..</title>
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	<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>il_tatuaggio_contemporaneo</category><category>Luna Tatuaggi Distanze Artista Dialogo Opinioni</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Che distanza c&#8217;é tra la terra e la luna? Bella domanda, soprattutto..cosa c&#8217;entra coi tatuaggi? Assolutamente nulla..chiaro (é una domanda che mi ponevo spesso da bimbo) eppure anche quella distanza che sembrava immensa é crollata..diventando grande però mi sono accorto che però esistono distanze molto più incolmabili per certi versi..quelle tra le persone.</p>
<p>Parlando di tatuaggi ora mi chiedo: può crollare la distanza tra tatuatore e cliente? </p>
<p>Quando si entra in un Tattoo studio la prima cosa che sovente si fa é dare un&#8217;occhiata all&#8217;operato dell&#8217;artista, un occhio di riguardo anche per il mantenimento delle norme igieniche, una rapida sbirciata ai vari disegni proposti, e fino a qui tutto normale..e il rapporto personale con il tatuatore? </p>
<p>Questo é un punto fondamentale, dato che chi ci terrà sotto gli aghi sarà colui che in qualche modo cercherà di appagare un nostro desiderio..allora perché non parlargli? Siamo da lui proprio perché condividiamo una stessa passione: dialogando, conoscendo e scambiandoci opinioni alimentiamo un flusso idee che diventa sempre più grande; questo é fondamentale non solo per l&#8217;arte in se stessa, ma anche per un buon rapporto tra tatuatore e cliente..per annullare quella distanza appunto.</p>
<p>Entrare in un Tattoo studio significa essere parte integrante dello stesso, e ispirare coi propri tatuaggi, quelli che si indossano sulla propria pelle,o volere fare il primo se si pensa che il &#8220;gran giorno&#8221; sia arrivato, vuol dire stimolare l&#8217;immaginazione e la fantasia creativa di tutti gli altri, perché tutti abbiamo la possibilità di infondere nella fantasia degli altri il nostro spirito..é così che si abbattono &#8220;certe distanze&#8221;..in fondo siamo tutti artisti. Sarà come esplorare mille pianeti in luogo solo, dato che le diverse influenze etniche,sociali e stilistiche sono tante, ma tutte passano attraverso questa nostra passione per l&#8217;arte del tatuaggio.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20071110000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20071110000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20071110000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20071110000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftatuaggi%2Finterventi%2F2007%2F11%2F312906.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>Chi ha la bacchetta magica?</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tatuaggi/interventi/2007/10/311386.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>tattoo_japanese_style</category><category>Bellezza Maestro Aghi Bacchette Pollice Leva Metodo Tradizione</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il tatuaggio Giapponese nel tempo non solo é riuscito a mantenere intatta la sua <STRONG>bellezza</STRONG>, ma anche la sua antica tradizione anche nell&#8217;<STRONG>esecuzione</STRONG>.</p>
<p>La tecnica manuale, chiamata<EM><STRONG> Irezumi</STRONG></EM>, é rimasta praticamente la stessa che i maestri tatuatori usavano nei secoli scorsi, tramandandola nel tempo dal <STRONG>maestro</STRONG> ai suoi discepoli. Consiste in una tecnica molto particolare: degli aghi <STRONG>metallici,</STRONG> molto sottili, vengono raggruppati tra loro in modo da formare<STRONG> file</STRONG> parallele o gruppi circolari, dopodiché vengono fissati su delle <STRONG>bacchette</STRONG> di legno rigido. </p>
<p>La pelle viene tesa il più possibile, così che non possa <STRONG>cedere</STRONG> alle ripetute pressioni degli degli aghi, e il tatuatore, usando il<STRONG> pollice</STRONG> della sua mano, che resta sempre immobile sulla pelle, usa la bacchetta facendo <EM>&#8220;leva</EM>&#8221; sul pollice, cercando sempre dei solidi punti d&#8217;appoggio per fare pressione con gli aghi.</p>
<p>I <STRONG>pigmenti coloranti</STRONG>, sempre preparati al momento del loro utilizzo, vengono mescolati con cura fino ad ottenere la <STRONG>giusta consistenza</STRONG>, e con un pennello che viene impugnato nella mano che tende la pelle, il tatuatore intinge il colore da<STRONG> immettere</STRONG> nella pelle, così che il pennello funga da <EM>serbatoio</EM> quando il colore sugli aghi si stia esaurendo. Nonostante il <STRONG>metodo Occidentale</STRONG> si sia fatto apprezzare anche dai maestri Giapponesi, alcune cose <STRONG>non sono</STRONG> affatto cambiate: infatti, molti di loro hanno adottato le <EM>macchinette elettriche</EM>, ma solo per tracciare le linee del contorno del disegno, poiché risultano più <STRONG>veloci</STRONG> e<STRONG> precise</STRONG> nell&#8217;esecuzione delle stesse, ma per tutto il resto, colorazione, sfumature e quant&#8217;altro, la <STRONG>tradizione</STRONG> ha avuto la meglio sulla tecnologia, perché viene eseguita ancora con la tecnica tradizionale..</p>
<p>E i risultati <STRONG>si vedono</STRONG> da soli, a opera ultimata..e chissà se a opera conclusa non si vada anche a fare una cena, mangiando con le <STRONG>bacchette</STRONG>, ovvio..</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20071026000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20071026000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20071026000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20071026000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Ftatuaggi%2Finterventi%2F2007%2F10%2F311386.shtml"/></p>
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La tecnica manuale, chiamata Irezumi, é[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Una brutta ferita</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tatuaggi/interventi/2007/10/310012.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>tattoo_japanese_style</category><category>Città Arte Clienti Pollice Polso Pegno Affetto Fede Cicatrice</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Intorno al 1700, quando nel Giappone cominciarono a sorgere le principali città, alcuni quartieri furono il centro di una delle più raffinate e spettacolari <STRONG>evoluzioni </STRONG>dell&#8217;arte del tatuaggio.Questi quartieri che presto furono chiamati <EM>proibiti</EM>, erano frequentati da gente di ogni ceto sociale e i <STRONG>maestri tatuatori</STRONG> che ci lavoravano spesso avevano a che fare con le<STRONG> prostitute</STRONG> che lavoravano anch&#8217;esse in quei quartieri, e con i loro <STRONG>clienti </STRONG>che a volte diventavano i loro <EM>amanti</EM>: una volta diventati amanti usavano tatuarsi un pegno d&#8217;amore chiamato <STRONG><EM>Irebokuro</EM></STRONG>.</p>
<p>Questo pegno consisteva nell&#8217;incidersi un punto tra la <STRONG>base del pollice e il polso</STRONG>, in modo che quando i due innamorati si tenevano per mano la punta di ciascun pollice andava a<STRONG> toccare</STRONG> il punto tatuato dell&#8217;altra mano. Anche questo pegno si evolse col passare del tempo, da due semplici punti si passò alle iniziali della persona amata, brevi<STRONG> frasi</STRONG> d&#8217;amore tatuate sulle mani, sulle braccia e sulla schiena; il tatuaggio quindi <STRONG>diventò</STRONG> un mezzo per esprimere <STRONG>sentimenti</STRONG> e sofferenza, amore e <STRONG>affetto</STRONG>, come a simboleggiare<STRONG> lealtà</STRONG> e<STRONG> fede</STRONG> nei rapporti tra uomo e donna nei quartieri del piacere.</p>
<p>Ma a volte l&#8217;amore tra i due finiva e le prostitute, <STRONG>purtroppo</STRONG>, tornavano a lavorare nei quartieri proibiti e per &#8220;<EM>cancellare</EM>&#8221; il loro pegno d&#8217;amore ricorrevano a svariati metodi. Il più diffuso era l&#8217;effettuare delle bruciature con la <STRONG><EM>moxa</EM></STRONG>, un&#8217;erba che, bruciando molto lentamente, provocava un<STRONG>&#8216;ustione </STRONG>che portava via il disegno, lasciando una <STRONG>cicatrice</STRONG>. Il tatuaggio é stato usato anche come marchio di infamia e di punizione per le prostitute (<STRONG>Irezumi</STRONG>) ma forse nessuna di loro sceglieva quella vita, fatta di umiliazioni e delusioni che laciavano molto di più di una semplice cicatrice, ma <STRONG>ferite profonde</STRONG>..</p>
 
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	<description>Intorno al 1700, quando nel Giappone cominciarono a sorgere le principali città, alcuni quartieri furono il centro di una delle più raffinate e spettacolari evoluzioni dell&amp;#8217;arte del[...]</description>
	
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	<title>Altro che pesce..</title>
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	<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>tattoo_japanese_style</category><category>Forme Cinese Cancelli Paradiso Drago Maggio Giappone Carpa Manga</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel tatuaggio tradizionale Giapponese, ricco di iconografie ispirate alla mitologia popolare, la carpa, chiamata <EM><STRONG>Koi</STRONG></EM>, é uno dei soggetti che per via delle sue evoluzioni, le sue <STRONG>forme dinamiche</STRONG> e il suo significato ne fanno uno dei motivi <STRONG>più tatuati</STRONG>.</p>
<p>Simbolo di grande<STRONG> tenacia</STRONG> e <STRONG>volontà</STRONG>, spesso viene rappresentata in vortici d&#8217;acqua come se dovesse compiere un grande sforzo per nuotare &#8220;<EM>controcorrente</EM>&#8220;. Secondo una leggenda, probabilmente ereditata dalla cultura <STRONG>Cinese</STRONG>, la carpa Koi risale con grande fatica ed eroicamente le rapide del fiume e le sue cascate, per arrivare ai <STRONG>cancelli del paradiso</STRONG> ed essere trasformata in <EM>drago</EM>: dopo la sua <STRONG>metamorfosi</STRONG> vivrà in eterna felicità. Simbolo anche di maschilità, é usata tuttora come emblema della <EM>festa dei ragazzi</EM> che in Giappone ricorre il<STRONG> 5</STRONG> maggio.</p>
<p>In alcune stampe dell&#8217;epoca <STRONG><EM>Ukiyo-e</EM></STRONG> (e in alcuni tatuaggi) viene rappresentata col leggendario <STRONG>Kintarò</STRONG> (un personaggio della mitologia nipponica, stile Manga tanto per capirci!) ma secondo alcuni esperti e <STRONG>conoscitori</STRONG> della tradizione popolare, l&#8217;abbinamento di questi due soggetti é frutto della fantasia dell&#8217;artista <STRONG>Kuniyoshi</STRONG>, pittore dell&#8217;epoca che ha voluto unire due leggende in un unico disegno, poiché la carpa Koi <STRONG>non compare</STRONG> nella leggenda di Kintarò.</p>
<p>Sempre secondo la tradizione popolare, l&#8217;mmagine di due carpe insieme sono simbolo di <STRONG>unione felice</STRONG> e lunga vita e, come se questo non bastasse, la parola Koi, tradotta per noi occidentali significa <EM>amore</EM>..</p>
 
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	<title>Vacci tu in galera!</title>
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	<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>storia_del_tatuaggio</category><category>Teschi Pistole Forte Dubbio Detenuti Teorie Rivolta Uguali Legge</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>In passato, é innegabile che il tatuaggio abbia goduto di una certa <STRONG>dubbia </STRONG>moralità, soprattutto in certe frange della popolazione. <STRONG><EM>Cesare Lombroso</EM></STRONG>, celebre antropologo e <STRONG>criminologo</STRONG> italiano vissuto tra l&#8217;800 e il &#8216;900, fu colui che con i suoi studi e le sue teorie mise in forte risalto e in <STRONG>stretto collegamento</STRONG> tra loro tatuaggi e <EM><STRONG>delinquenza</STRONG></EM>, specialmente tra le classi sociali più<STRONG> emarginate</STRONG> dell&#8217;epoca.</p>
<p>Studiò a lungo i<STRONG> detenuti</STRONG> rinchiusi nelle carceri, e individuò nei loro tatuaggi una <STRONG>forte carica simbolica</STRONG>, accentuata ancor di più dalle frasi che spesso accompagnavano quei disegni. Immagini come <STRONG>pugnali incrociati</STRONG>, <STRONG>teschi</STRONG>, <STRONG>pistole</STRONG>, con frasi tipo &#8220;<EM>Giuro di vendicarmi</EM>&#8220;, &#8220;<EM>Figlio della disgrazia</EM>&#8220;, &#8220;<EM>Morte ai traditori</EM>&#8221; ecc. mostravano, secondo Lombroso, personalità capaci di atti<STRONG> violenti</STRONG>, <STRONG>estremi</STRONG> (in certi casi <STRONG>brutali</STRONG>), come se qualcuno che avesse commesso un atto criminale o <STRONG>potenzialmente capace</STRONG> di commetterlo, fosse &#8220;<EM>legittimato</EM>&#8221; a farlo sapere a tutti attraverso il <STRONG>tatuaggio</STRONG>, che veniva volutamente lasciato ben in vista, libero da indumenti.</p>
<p>Un vero e proprio &#8220;<EM>linguaggio</EM>&#8221; che, a modo tutto suo, non dettato da regole precise, ma da <STRONG>avvenimenti quotidiani</STRONG> che ne motivavano il suo utilizzo come mezzo per far sapere a tutti la propria <EM>pericolosità sociale</EM>, il proprio disprezzo <EM>per la legge</EM>, la propria <EM>brutalità</EM>: un marchio legato ad un certo &#8220;<EM>fatalismo</EM>&#8221; o &#8220;<EM>fanatismo</EM>&#8221; criminale insomma. Le<STRONG> teorie</STRONG> del Lombroso associavano dunque il tatuaggio all&#8217;<STRONG>asocialità</STRONG>, alla <STRONG>rivolta sociale</STRONG>, alla disperazione e, in rari casi, anche al <STRONG>sentimentalismo</STRONG>; teorie <STRONG>molto interessanti</STRONG> e ricche di ottimi spunti, ma per fortuna<STRONG> superate</STRONG> nella gran parte dei casi: impensabile paragonare la <STRONG>grande massa</STRONG> di persone tatuate al giorno d&#8217;oggi, di <STRONG>ogni </STRONG>ceto sociale, ad un popolo di &#8220;<EM>delinquenti</EM>&#8220;..attribuirgli ancora questi concetti é una <STRONG>cosa assurda</STRONG>: le persone senza tatuaggi sono persone <STRONG>uguali </STRONG>a quelle tatuate, e non avere tatuaggi <STRONG>non é</STRONG> sinonimo di essere una<STRONG> brava</STRONG> <STRONG>persona</STRONG> anzi, in <EM><STRONG>TV</STRONG></EM> e sui giornali appaiono <STRONG>sempre più spesso</STRONG> persone che non hanno tatuaggi, ma in <STRONG><EM>galera</EM></STRONG> ci vanno lo stesso. Chissà se ne faranno mai uno, <STRONG>una volta dentro</STRONG>..</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Dalla Cina con..cautela!</title>
	<link>http://guide.supereva.it/tatuaggi/interventi/2007/09/307371.shtml</link>
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	<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>1850</dc:creator>
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    <category>il_tatuaggio_contemporaneo</category><category>Lingue Orientali Cinese Giapponese Bellezza Scala Ideogrammi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso si viene a contatto con delle culture lontane, diverse dalla nostra per usi, costumi, tradizioni e..<STRONG>lingua</STRONG>. Negli ultimi anni anche nel mondo del tatuaggio le diverse culture, in special modo quelle Orientali, hanno affascinato delle persone al punto di scegliere di farsi tatuare nomi e frasi in lingue che per noi Occidentali sono perlopiù sconosciute, forse per la <STRONG>bellezza estetica</STRONG> delle stesse, o forse per far sì che tali scritte siano così &#8220;<STRONG>personali</STRONG>&#8221; che solo i possessori di tali tatuaggi ne sappiano l&#8217;esatto significato.</p>
<p>Qualche tempo fa, parlando di questo con una ragazza che per anni <STRONG>ha creduto</STRONG> di essersi fatta tatuare l&#8217;iniziale del suo nome, una T, e dopo aver conosciuto una donna Cinese che gli ha fatto notare che <STRONG>putroppo</STRONG> l&#8217;esatta traduzione dell&#8217;ideogramma era &#8220;<STRONG>scala</STRONG>&#8220;..bé che dire..era un pò delusa, ammettendo comunque che fosse stata lei a sbagliarsi portando al tatuatore una <STRONG>traduzione errata</STRONG> ( per fortuna del tatuatore!..).  Che dire a proposito, forse la cosa migliore da fare sarebbe effettuare una ricerca più approfondita di ciò che ci si vuole fare &#8220;<STRONG><EM>scrivere</EM></STRONG>&#8221; sulla pelle, e non dare per buona la prima cosa che si trova, ci sono parecchi siti web dove vengono effettuate traduzioni di diverse lingue orientali, vale la pena spendere qualche soldo per non spendere qualche &#8220;lacrima&#8221; in futuro..</p>
 
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