
Pare che la pratica del tatuaggio nel Borneo fu introdotta dai Kayan,un popolo migratore che abitava le montagne della Birmania che si spinse fino alla Malesia e alle isole vicine. Per i Kayan il tatuaggio era rituale antico, inevitabile diffonderlo tra i popoli che incontravano nei loro spostamenti..
Il tatuaggio nel Borneo era praticato soprattutto nelle zone più interne ed inaccessibili, abitate perlopiù da tribù di tagliatori di teste temutissimi che, una volta appresa la tecnica, lo introdussero nella loro cultura e lo applicarono alla loro simbologia, che per certi versi resta tutt’ora un mistero. A differenza dei Kayan Birmani però, che lo usavano soprattutto come un abbellimento del corpo, per gli Iban assunse un significato diverso: era simbolo di virilità, di riconoscimento sociale e tribale, di eroismo e anche amuletico contro demoni e malattie..in un ambiente così difficile e ostile, abitato solo da tribù molto superstiziose forse mai si sarebbe potuto considerare come come strumento puramente decorativo.
Col passare del tempo anche in questa terra l’evoluzione, con l’arrivo dei missionari, cambiarono le cose..il tatuaggio Iban ebbe un declino; pochissimi a parte i più fortunati che scamparono ai massacri e l’opera dei più anziani che lo praticavano ai superstiti sono l’unica fonte di documentazione rimasta.
Comunque, nonostante tutto, gli Iban sono riusciti a conservare una tradizione che nel tempo ha perso, speriamo non del tutto, solo il suo vero significato originario, visto che ai nostri giorni gli Iban sono la popolazione più estesamente tatuata del Borneo. Forse col passare del tempo si é persi un pò del lato magico-religioso di questi tatuaggi, a favore però del lato puramente decorativo..ma la cosa importante é che gli Iban ci sono ancora, e continuano a tatuarsi..

Davide Piazza








