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Chi ha la bacchetta magica?

Chi ha la bacchetta magica?

Il tatuaggio Giapponese nel tempo non solo é riuscito a mantenere intatta la sua bellezza, ma anche la sua antica tradizione anche nell’esecuzione.

La tecnica manuale, chiamata Irezumi, é rimasta praticamente la stessa che i maestri tatuatori usavano nei secoli scorsi, tramandandola nel tempo dal maestro ai suoi discepoli. Consiste in una tecnica molto particolare: degli aghi metallici, molto sottili, vengono raggruppati tra loro in modo da formare file parallele o gruppi circolari, dopodiché vengono fissati su delle bacchette di legno rigido.

La pelle viene tesa il più possibile, così che non possa cedere alle ripetute pressioni degli degli aghi, e il tatuatore, usando il pollice della sua mano, che resta sempre immobile sulla pelle, usa la bacchetta facendo “leva” sul pollice, cercando sempre dei solidi punti d’appoggio per fare pressione con gli aghi.

I pigmenti coloranti, sempre preparati al momento del loro utilizzo, vengono mescolati con cura fino ad ottenere la giusta consistenza, e con un pennello che viene impugnato nella mano che tende la pelle, il tatuatore intinge il colore da immettere nella pelle, così che il pennello funga da serbatoio quando il colore sugli aghi si stia esaurendo. Nonostante il metodo Occidentale si sia fatto apprezzare anche dai maestri Giapponesi, alcune cose non sono affatto cambiate: infatti, molti di loro hanno adottato le macchinette elettriche, ma solo per tracciare le linee del contorno del disegno, poiché risultano più veloci e precise nell’esecuzione delle stesse, ma per tutto il resto, colorazione, sfumature e quant’altro, la tradizione ha avuto la meglio sulla tecnologia, perché viene eseguita ancora con la tecnica tradizionale..

E i risultati si vedono da soli, a opera ultimata..e chissà se a opera conclusa non si vada anche a fare una cena, mangiando con le bacchette, ovvio..