Questo sito contribuisce alla audience di

Guida alla scelta del proprio tatuaggio -Parte2-

Bentornati lettori di Supereva, rieccoci qui con la seconda parte di questo ‘special’ introduttivo dedicato al tatuaggio. In questa sezione tratteremo, come accennato nell’ articolo precedente, [...]

Bentornati lettori di Supereva, rieccoci qui con la seconda parte di questo ‘special’ introduttivo dedicato al tatuaggio. In questa sezione tratteremo, come accennato nell’ articolo precedente, specificatamente le varie zone del corpo ‘papabili’ per un tattoo.
Inutile dire che ci sono zone che provocano più dolore di altre, e al contrario zone meno sensibili; tuttavia come sempre vi rimando a decidere con un professionista la zona da utilizzare al fine di ottenere un risultato esteticamente soddisfacente che riesca a valorizzare il soggetto da voi scelto.

Sulla soglia del dolore poi si potrebbe aprire una piccola discussione, poiché molti ritengono che il dolore faccia parte del tatuaggio stesso e quindi come dire ‘è compreso’ nel procedimento, per coloro i quali invece ritengono di non poter tollerare tale procedura ci sono delle creme anestetizzanti e/o desensibilizzanti. Naturalmente bisogna trattare quest’argomento con assoluto equilibrio e senso di realtà poiché la soglia del dolore come tutti sappiamo è molto soggettiva e non si possono creare categorie generali o standard. L’unica nozione da avere in merito è molto semplice: zone con più fasce muscolari produrranno un dolore maggiore, pertanto avremo la pancia, l’interno coscia, la parte posteriore del braccio, e naturalmente i genitali,come zone dove il dolore può essere maggiormente percepito. Le altre zone del corpo producono un dolore sicuramente meno intenso.

Per quanto riguarda inoltre aree immediatamente adiacenti alle ossa, anche qui la situazione è molto ‘vaga’, in quanto potendo avere esperienza diretta io stesso, essendo tatuato in prossimità del gomito e sul polso non ho percepito affatto dolore ma piuttosto un senso di ‘fastidio’, altri soggetti tatuati sulle mani a cui ho rivolto tali domande mi hanno dato risposte simili, e altri tatuati sulla testa invece hanno sostenuto che sia stato molto doloroso per loro.

In ogni caso si potrebbe concludere che non essendo un bene necessario, il tatuaggio andrebbe ‘gustato’ appieno senza usufruire di anestetizzanti o similia a meno che non volgiate tatuarvi la schiena interamente in un’unica sessione( in questo caso magari potrebbe produrre un relativo sollievo).E probabilmente se posso permettermi di esprimere un giudizio assolutamente personale e non necessariamente condivisibile l’accettazione del dolore in un tatuaggio è l’indicatore di quanto lo si desideri, e funge da demarcatore tra passione e moda, dato che chi teme aghi(mini), sangue(poco), e dolore(relativo) può tranquillamente scegliere di non averne uno!

D.P.