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Romaeuropa Festival: quando l’avanguardia non è elitaria.

Non potevamo inaugurare questa guida in altri modi se non parlando del Romaeuropa Festival. Un evento che sin dal 1986 , per più di un mese, trasforma Roma in un eterogeneo crogiuolo di culture. Sin[...]

Locandina Romaeuropa 2008Non potevamo inaugurare questa guida in altri modi se non parlando del Romaeuropa Festival.
Un evento che sin dal 1986 , per più di un mese, trasforma Roma in un eterogeneo crogiuolo di culture.
Sin dalla sua prima edizione il Romaeuropa ha mantenuto questa sua importante peculiarità: portare nello stesso festival le
più disparate forme artistiche provenienti dall’Europa e dal mondo.

Ed ecco che anche il programma dell’edizione 2008 continua a percorrere questa strada. Nel tentativo di creare dibattiti,
tensioni e percorsi comuni troviamo nello stesso cartellone: danza contemporanea, teatro di ricerca, musica classica, arti
visive e djset. Ma il punto di forza di questo evento è la volontà di investire nella ricerca. Ovvero ospitare gli
interventi di artisti che cercano incessantemente di ricreare il proprio linguaggio, di contaminarlo con le grammatiche
provenienti da altri ambiti.

La freschezza dei linguaggi utilizzati nelle serate del Romaeuropa festival, la prossimità che hanno con i nuovi media
digitali hanno determinato la creazione di un pubblico molto giovane che da anni ormai segue l’evento.

Cosa abbiamo visto dell’ edizione 2008 fino ad oggi:

Cani di bancataQuesta ventitreesima edizione è partita proprio all’insegna del teatro. dal 23 settembre al 5 ottobre il pubblico Romano
ha avuto la possibilità di ritrovare “Cani di bancata”di Emma Dante. Lo spettacolo che esordì proprio nello stesso festival nel 2006, è un ritratto tanto parodistico quanto tragico di una cosca mafiosa, ma è anche un atto d’accusa nei confronti di una società, di un paese sordo.

Interessantissimo poi è stata la prima assoluta dei Santasangre. Il giovane gruppo romano, con “Seigradi”, porta avanti la peculiare sperimentazione sui linguaggi digitali applicati al teatro. Come sempre la ricerca è portata alle sue più estreme conseguenze con il risultato di far muovere sul palco una sola attrice vicino a degli ologrammi astratti. Il tutto per raccontare la possibile desertificazione del pianeta qualora la temperatura salisse di soli sei gradi.

Da oggi alla fine del festival (10 dicembre):

santasangre seigradiTra danza, musica classica ed elettronica e sperimentazioni di videoarte live, il programma del Romaeuropa Festival ci
riserva anche altri interessanti appuntamenti teatrali. Ne segnaliamo in particolare Tre: “Il riconoscimento di Sakuntala“,
poema narrante gli antefatti del “Mahabharata” che andrà in scena suddiviso in tre giornate, della compagnia del
Natana Kairali (il più importante gruppo di teatro sanscrito al mondo); da non perdere sarà anche “Lev” dei Mutaimago, attraverso un teatro sempre attento alle dinamiche visive e al movimento quest’altro esempio di una viva avanguardia romana ci racconta lo sguardo di Lev Zasetsky, paziente di Alexander Lurja, celebre neuropsichiatra russo.

L’ultimo appuntamento teatrale in programma sarà il 29 novembre con la prima assoluta di “One day. Finalmente vivere servirà a qualcosa.”, nuovo spettacolo-happening dell’Accademia degli Artefatti. E’ la stessa, ormai storica, compagnia ad affermare che “non è un evento, ma è uno spettacolo sull’evento. Dura 24 ore, non ha inizio e non ha fine. Il Rimando diretto è alla classicità della tragedia, dell’epopea, più che agli sviluppi della performance contemporanea. È una festa, un’occasione d’incontro tra spettacolo e pubblico”.

Altra intuizione fondamentale del festival è stata quella di inserire nel programma degli incontri di critica. Gli artisti
incontrano critici e studiosi all’ ex-opificio Telecom Italia. Segnaliamo per il teatro proprio l’incontro con l’Accademia
degli artefatti il 1 dicembre alle 17,00.

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