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Tadeusz Kantor su Youtube

Aspettando qualche altra succulenta recensione (stasera vado al Rialtosantambrogio a vedere uno spettacolo molto promettente, Kafka, della compagnia Labit) vi propongo il video de La classe morta, storico[...]

Tadeusz Kantor-La classe morta

Aspettando qualche altra succulenta recensione (stasera vado al Rialtosantambrogio a vedere uno spettacolo molto promettente, Kafka, della compagnia Labit) vi propongo il video de La classe morta, storico spettacolo di Tadeusz Kantor.

Non ho la pretesa in questo spazio di descrivere l’arte o la vita di Tadeusz Kantor, è solo un input che voglio dare a coloro che amano il teatro e non hanno mai avuto l’opportunità di conoscere questo autore.
Parliamo di un uomo che “silenziosamente”, quasi di nascosto ha rivoluzionato il teatro del secondo novecento, contagiando la ricerca scenica odierna forse in maniera più profonda rispetto ad altri grandi che più di lui hanno avuto fortuna con i loro “metodi”

Tadeusz Kantor, ha un percorso artistico molto particolare: è stato prima scenografo, pittore e artista visivo che regista teatrale. Dagli happenings la sua concezione di teatro ha trattenuto la costruzione dello spettacolo su azioni indeterminate, l’idea di opera teatrale come atto artistico totale.

Kantor non lascia una scuola, non lascia un metodo di studio per attori o registi. i suoi spettacoli sono morti con lui nel 1990. La sua compagnica, Cricot 2, per un po’ ha provato a portarli ancora in giro, ma si sono svuotati subito, mancava troppo quella presenza fisica del loro creatore. Kantor era sempre in scena con i propri attori, in silenzio li dirigeva.

Gli spezzoni che vediamo in questo video appartengono proprio a quello spettacolo che gli diede la fama e la possibilità di uscire definitivamente dalla sua Polonia approdando ai maggiori festival performativi mondiali: La classe morta.

Umarła klasa, questo il titolo in polacco, debuttò a Cracovia nel 1975. Kantor nella sua memoria riesce a scovare ricordi di quando era studente, ma li corrompe volutamente secondo la sua teoria del teatro della morte. Sono ricordi sporchi e così quelli che erano ragazzini ora sono solo dei vecchi che al ritmo di un triste valzer danzano con i bambini che una volta furono.

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

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