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Warum Warum: Peter Brook al Teatro Palladium, dal 16 al 18 gennaio

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Warum Warum - Peter Brook

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In questo caso si direbbe che il giocatore cala subito l’asso. E’ quello che in effetti fa la direzione artistica del Teatro Palladium aprendo il cartellone 2009 con un pezzo da novanta: Peter Brook. Un nome di richiamo, ma la maggior parte delle volte anche di contenuto, difficilmente il regista inglese delude le aspettative. In questa occasione Brook può rappresentare un ottimo traino per tutta la stagione del Palladium.

L’ultima ricerca del creatore di celebri spettacoli come Marat/Sade e Mahābhārata (solo per citare quelli più storici), è un monologo interpretato e tradotto in tedesco da Miriam Goldschmidt, attrice che lavora con Brook dagli anni 70, con le musiche suonate dal vivo, dallo stesso autore, Francesco Agnello .
Attraverso le parole di personaggi storici e leggendari come Kostantin Stanislavskij, Vsevolod Mejerchol’d, Antonin Artaud, Gordon Craig e William Shakespeare, Brook compone uno spettacolo fatto di frammenti e domande (warum in Tedesco, perchè), domande sul teatro e la vita. La versatilità (è passata anche per la danza) e bravura della Goldschmidt danno voce (in lingua originale) e corpo a questi quesiti.

Lo spettacolo è stato presentato in prima nazionale al Teatro Era in occasione del Festival di Pontedera. Riporto parte della recensione scritta da Magda Poli per il Corriere della Sera in quell’occasione:

Uno spettacolo che non ha «messaggi» ma si compone di attimi accostati tra loro con la casualità della vita. Uno spettacolo di dubbi che spengono ogni certezza e fanno scaturire un pensiero. Il pensiero come forza della natura umana e come tale mai finito come il gioco perenne delle onde marine. Miriam Goldschmidt è duttile, ironica, buffa, nel giocare con un copione fatto del nulla con cui è fatto il teatro. Il telaio di una porta montata su ruote, una sedia, un guizzo di immaginazione e si materializzano Shyloch del Mercante di Venezia o il conte di Gloucester di Re Lear, o l’ attore che deve ridere o piangere e si rende conto che tecnicamente parlando riso e pianto scaturiscono dal medesimo trucco: premere un dito sul plesso solare e inspirare

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dal 16 al 18 gennaio 2009
Teatro Palladium
Roma

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