Questo sito contribuisce alla audience di

Eleonora Danco al Teatro Ambra Jovinelli con Scroscio e Nessuno ci guarda

A carponi, dentro un barattolo di crema gigante, gira freneticamente ripetendo “trentotto anni, trentotto anni, trentotto anni …”, musica da discoteca, poi si alza e da quel momento è un fiume[...]

Eleonora Danco - Scroscio - Nessuno ci guarda - Teatro Ambra Jovinelli

A carponi, dentro un barattolo di crema gigante, gira freneticamente ripetendo “trentotto anni, trentotto anni, trentotto anni …”, musica da discoteca, poi si alza e da quel momento è un fiume di parole ininterrotto. Eleonora Danco non si ferma neanche per cercare le parole nel pensiero, sono direttamente i pensieri a uscirle dalla bocca senza filtro. Anche lo spettatore meno abituato impiega solo qualche minuto per decodificare i codici della performance, poi viene risucchiato nel vortice.

La Danco fino al 22 febbraio, all’ Ambra Jovinelli di Roma, presenta due lavori, Scroscio e Nessuno ci guarda, i due monologhi sono separati da qualche attimo di buio ma palesemente legati dal doppio filo narrativo della solitudine. In Scroscio troviamo una donna chiusa all’interno della suo gigantesco barattolo di crema, spalmandosi faccia, corpo e vestiti combatte la propria lotta per la vita. Vorrebbe stare al mondo come fanno gli altri, quelli “normali”, omologati, quelli che hanno un lavoro stabile, una famiglia, quelli che non litigano con i genitori, quelli che hanno l’auto di lusso, la moglie a Londra e l’abitudine all’adulterio, quelli con gli amici attori e la cocaina a portata di mano. La donna nel barattolo di crema ruba i soldi ai genitori, agli uomini che distruggono i suoi sentimenti desiderando solo il suo corpo e si picchia con la sorella. Un ritratto spietato di degradazione (ispirato a Taxi driver), ma senza giudizi, senza dita puntate, senza messaggi di eroismo o pietismo. I valori della famiglia non esistono, i dialoghi con i genitori entrano violentemente nella narrazione, la Danco non cambia tono, continua con la sua recitazione solo apparentemente superficiale e grezza, ma con un ritmo forsennato e quando parla con le parole dei suoi familiari è come se fosse sempre lei a parlarsi di fronte a uno specchio deformato.

Anche nella seconda performance, Nessuno ci guarda, Eleonora Danco non si ferma un attimo, scappa dalle luci, rimane volutamente in ombra, il corpo si sposta molte volte con la stessa velocità delle parole. Il testo è un groviglio di ricordi, prende spunto da Otto e mezzo di Fellini e diventa poi tutto un emergere poetico di immagini. L’infanzia e l’adolescenza prendono il posto della maturità ed ecco apparire una bambina che implora la madre di farla entrare in acqua perché lei è lì che si squaglia al sole, ma prima bisogna digerire altrimenti si rischia di fare la fine di quel ragazzo di Frosinone che “ha mangiato le fettuccine sulla spiaggia, è entrato in acqua ed è morto”, poi la sessualità, “mamma pechè mia sorella è diventata signorina prima di me anche se è un anno più piccola ?” e infine una sconcertante attrazione per il padre.

Due spettacoli per una sola artista capace con una cifra stilistica decisamente autonoma di creare un teatro di poesia e di carne, un teatro che brancola tra la sofferenza e l’ironia.

Scroscio
Nessuno ci guarda
di Eleonora Danco
in scena fino al 22 febbraio
Teatro Ambra Jovinelli
Roma

Eleonora Danco sarà in scena
dal 3 all’ 8 marzo al Teatro Gobetti di Torino con Nessuno ci guarda e Sabbia

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

Eleonora Danco - Scroscio e Nessuno ci guarda - le foto dello spettacolo Eleonora Danco - Scroscio e Nessuno ci guarda - le foto dello spettacolo Eleonora Danco - Scroscio e Nessuno ci guarda - le foto dello spettacolo

Le categorie della guida