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Iago: al Teatro Argot il concerto scenico di Roberto Latini

Recensione. E' di nuovo in scena a Roma una delle più importanti creazioni di Fortebraccio Teatro. Fino al 19 aprile potrete assistere a uno Shakespeare come non lo avete mai visto

Iago: le immagini dello spettacolo di Robero Latini

Assistendo ieri sera (14 aprile) a Iago di e con Roberto Latini nella piccola sala del Teatro Argot, ho meglio compreso anche altri particolari di Desdemona e Otello sono morti, ultimo lavoro di Fortebraccio Teatro. Questo Iago, creazione di un paio di anni fa, frutto del lavoro incrociato di Roberto Latini e Gianluca Misiti nasce, come l’ultimo progetto su Desdemona e Otello, all’interno di Radiovisioni. Entrambi gli spettacoli analizzano e scandagliano il mito da diversi punti di vista sviluppando, in forma differente, quello che è il principio tecnico base di Radiovisioni: l’amplificazione della voce.

La voce è d’altronde il principale mezzo di comunicazione utilizzato da Latini. Già nel prologo l’immagine è annullata, Iago-Latini spunta da dietro gli spettatori e quasi al buio, sfiorato solamente da un tenue controluce, inizia a spiegare il perché delle proprie azioni, tenta quasi di giustificare il proprio atto o comunque lo svela apertamente. Scopre il teatro dei propri intenti, mostra la sua indole attoriale sin dall’inizio, il pubblico non può far altro che pendere dalle sue labbra e probabilmente, per un momento solo, gli crede, nella musica di quella voce così ricca (ancora senza l’ausilio del microfono), per un attimo crede alla sua giustificazione: una vendetta per qualcosa che in realtà non è mai accaduto.

Lo Iago di Latini è un anche un artista incompreso, vuole prendersi una rivincita rispetto al mondo che per secoli lo ha visto, disegnato e recitato come un personaggio solamente malvagio. In questo suo ultimo spettacolo dimostrerà che non è così, che è lui il vero artefice della tragedia.

L’Otello di Shakespeare si trasforma in una sorta di “one man show”, è Latini-Jago a recitare le parti di tutti i personaggi del dramma e come una vera rock star ha due microfoni (uno per la voce distorta) e con il piede destro controlla i tasti degli effetti vocali. Così l’Otello di Shakespeare diventa una partitura musicale: Latini smembra il testo, ne ripete alcune battute più volte, fino all’ossessione, poi fa dei balzi verso il tragico finale (lo analizza più volte da diverse angolazioni) oppure torna in dietro e si sofferma su alcune scene, spunta fuori un Brabanzio demoniaco, Cassio e Roderigo con voci distorte da folletti ebeti che si producono in riuscite scene comiche. E’ il suo concerto scenico e Iago se lo gode, si appoggia alla “complice musica” di Misiti ed esprime tutto se stesso tramite la voce, ma il corpo non è di certo assente. In uno spazio scenico vuoto, dove non ci sono oggetti, con il solo aiuto delle luci disegnate da Max Mugnai, Iago è scenografia di se stesso, con il lungo trench in pelle che copre un vestito classico (giacca e pantaloni) e lacrime nere che gli sgorgano dagli occhi si appresta a danzare e cantare sulle note del suo ultimo spettacolo.

IAGO
concerto scenico con pretesto occasionalmente
shakespeariano per voce dissidente e musica complice
di roberto latini e gianluca misiti
con roberto latini
musiche originali gianluca misiti
luci e direzione tecnica max mugnai
organizzazione e cura federica furlanis
produzione libero fortebraccio teatro

Visto alla prima del 14 aprile
In scena fino al 19 aprile 2009
Teatro Argot
Roma

Prossime date per Iago:
9 maggio 2009, Gavorrano, Grosseto, Teatro delle Rocce

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

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