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Sonia Brunelli, Dewey Dell, Francesca Grilli: la Fies Factory al Palladium

Recensione della prima serata. Il teatro dell' Università Roma Tre apre le porte ai nuovi linguaggi performativi

Barok - Sonia Brunelli E’ arrivata a Roma la Fies Factory One, progetto di residenza artistica che coinvolge giovani artisti e gruppi performativi: Sonia Brunelli, Dewey Dell, Francesca Grilli, Pathosformel e Teatro Sotterraneo. I 5 soggetti saranno prodotti fino al 2010 dalla Factory grazie alla quale potranno sperimentare i propri linguaggi in totale libertà.

Quello che si è visto nella serata di ieri (18 aprile) e si vedrà nel secondo appuntamento di oggi è qualcosa di molto lontano dalla pratica teatrale romana e non poteva trovare miglior palco che quello del Palladium, unico artefice istituzionale di una programmazione che non bada al compiacimento del pubblico, ma quasi alla sua educazione artistica. Con l’arrivo di Fies Factory lo spazio gestito da Romaeuropa e dall’Università Roma tre continua a raccogliere tra i più interessanti fermenti delle arti performative (e non solo) per poi portarli in teatro seminando nell’humus della cultura scenica romana codici (innovativi e internazionali) che difficilmente trovano posto nei palcoscenici importanti (Romaeuropa Festival a parte), ma possono solo affidarsi a piccoli e preziosissimi spazi o rassegne come il Rialto e il Bestiario Festival, per citarne solo alcuni.

La serata di ieri è stata inaugurata da Sonia Brunelli con il suo Barok. Una performance di circa 30 minuti che nasce dall’interazione tra corpo, musica e luce. La Brunelli entrando nella scena vuota si posiziona di profilo di fronte a un fondale illuminato da una luce blu, la tutina nera e la luce frontale disegnano una figura bidimensionale, un tappeto sonoro fatto di inquieti rumori inizia a far muovere il suo corpo. Il viso è nascosto, poi si rivolge al pubblico, ma è come se non esistesse è come se fosse stato cancellato, è solo una macchia arancione. Nella mezz’ora della performance quel corpo, ormai reso inumano, cercherà di fuggire da qualcosa, forse dalla musica stessa, o meglio dagli assordanti rumori, ci sono delle sequenze che si ripetono, poi di tanto in tanto il viso in tutta la sua inquietudine si rivolge nuovamente al pubblico. La creazione nasce dall’incontro-scontro tra la coreografia di Sonia Brunelli e la partitura sonora di Leila Gharib.

à ella vide - Dewey dell Apparentemente più interessante della performance della Brunelli è il lavoro di Dewey Dell che rimane in un territorio, se non di comprensione, di fruibilità più immediata per il pubblico.
Deweyy Dell è la compagnia fondata nel 2007 da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Demetrio Castellucci ed Eugenio Resta. Con à ella vide prima opera del gruppo, anch’essa della durata di mezz’ora, nata da un’idea e coreografia di Teodora Castellucci, vengono pienamente mantenuti gli intenti programmatici della formazione emiliana:

La volontà che la giovane formazione persegue è essenzialmente quella di portare la visione all’origine. Tutto è pensato per gli occhi. Non esiste alcun rapporto teorico nascosto. Tutto è detto tramite ciò che si vede.

Sin dal primo momento in cui Teodora e Agata Castellucci entrano in scena si comprende che il principale canale di comunicazione utilizzato da Dewey Dell è quello visivo (determinato però anche dalla compresenza funzionale e generatrice della musica), le due performer vestono dei costumi che nel silenzio potrebbero essere loro stessi un atto artistico, una indossa un vestito quasi da cappuccetto rosso, con tanto di gonna rossa, l’altra le si oppone in bianco (sembra una di quelle delicate danzatrici da carillon), entrambe hanno dei copricapi che le identificano come animali: un gallo rosso e uno scorpione bianco. à ella vide - Dewey dell Per i materiali usati proprio nei copricapi e il senso di vuoto e aggressività che comunicano, i due personaggi ricordano qualcosa delle creature artificiali di Matthew Barney. Le due entità si oppongono anche nel linguaggio fisico, la prima in rosso aggredisce la musica hardcore, esprime la propria irruenza, usa il corpo in tutta la sua interezza, compreso il viso. La seconda, in bianco, si definisce invece nell’immobilità spezzata da rapide contrazioni.
La contrapposizione evocata dai due personaggi, la fascinazione dei costumi, il sapiente uso delle luci e le coreografie, che nei momenti di stallo creano interessanti quadri, da ricordare è il momento in cui le due artiste si bloccano al limite del proscenio mostrandosi al pubblico quasi fossero due creature sovrannaturali, questi elementi gestiti in modo da creare un linguaggio innovativo e autonomo riescono a catturare lo spettatore e a interessarlo nonostante si muovano su territori non prettamente teatrali.

Gordon - Francsca Grilli La serata di ieri si è conclusa con un video di 7 minuti di Francesca Grilli, Gordon. Interessante esempio di videoarte che dialoga con l’esperienza personale, il vissuto familiare diventa trampolino per una rappresentazione estetica più ampia che ragiona sul concetto di eredità. Per questo Francesca Grilli ha chiesto a suo nonno, “Giordano Bruno di 87 anni di giocare a bocce […], ma cambiando le regole, tenendo segreto il vincitore e mascherando il colore del gioco, usando una quantità infinita do bocce e possibilità” (Francesca Grilli)
L’incontro tra gli innovativi e alcune volte indecifrabili linguaggi degli artisti Fies Factory, seguiti da Cinzia Maroni e Virgina Sommadossi per la promozione e comunicazione, e il pubblico Romano si concluderà stasera (19 aprile) con le incursioni di Pathosformel e Teatro Sotterraneo per poi riprendere a fine maggio al Teatro Valle nell’ambito della ressegna in cui vedremo i vincitori del bando Eti Nuove Creatività.

visto il 18 aprile 2009
Teatro Palladium
Roma

Prossime date a Roma:

28 maggio Teatro Valle
Sonia Brunelli - Barok
24 maggio Teatro Valle
Dewey Dell - Kin Keen King
24 maggio Teatro Valle
Francesca Grilli - La Terza Conversazione

Leggi anche la recensione della seconda serata

Leggi anche l’articolo sul progetto di residenza Fies Factory

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

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