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Deus Ex Machina: al Kollatino Underground tra arte e tecnologia

Artisti con i propri linguaggi scenici si confrontano con le nuove tecnologie, tutti hanno risposto al bando pubblicato dallo spazio di via Sorel

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Non si tratta dell’ennesima rassegna teatrale di fine maggio, che poi fortunatamente quelle che abbiamo presentato qui, come Teatri di Vetro e Teatri del Tempo Presente, sono interessantissime, peccato per la coincidenza dei giorni che rende la scelta complicata, in questo caso si tratta di pura sperimentazione. Sono i quattro giorni di un evento di cui già vi avevo accennato: il Deus ex machina del Kollatino Underground. Quello che tra le altre cose è anche lo spazio in cui lavorano i Santasangre e nel quale sono nati, diventerà dal 26 al 29 maggio un luogo di incontro tra culture artistiche differenti, unico tema comune e dunque filo conduttore della manifestazione è proprio il rapporto tra i linguaggi scenici e le nuove tecnologie. Le compagnie sono tutte state selezionate attraverso un bando pubblico.

Dalle note che accompagnano l’evento (www.kollatinounderground.org):

Non solo una rassegna occasionale, ma una piattaforma di studio, visto che con D.x.M. il Kollatino Underground si propone come laboratorio permanente di monitoraggio per ricercatori, critici e sperimentatori del messaggio del corpo modificato nella comunicazione, mutato nella percezione sensoriale e ridefinito nella ricerca delle immagini. L’obiettivo è l’esplorazione dell’interazione uomo-macchina, costantemente ridefinito dalla scienza, e la condivisione di esperimenti, progetti e visioni che scaturiscono dalla sinergia delle diverse discipline artistiche applicate ai mezzi tecnologici.

Per chi non è mai andato al Kollatino non posso far altro che consigliare la partecipazione, specialmente in eventi come questo, perchè lo spazio di via Sorel, parafrasando Bene “acceca i sensi”, è già di per sé uno spazio performante. Ho ancora in mente un festival Ipercorpo di qualche anno fa, quando entrai per la prima volta al Kollatino e mi persi tra le decine di performance e microspettacoli che vi si nascondevano all’interno, in quell’occasione vidi per la prima volta uno spettacolo dei Mutaimago, (a+b)3, e tutto lo spazio, nei suoi intestini colorati, pulsava con lo stesso battito degli artisti.

Le quattro serate del Kollatino saranno interessanti anche per gli incontri che vi si terranno, come quello con i Santasangre e per la supervisione critica di Valentina Valentini, docente presso il Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo, Università La Sapienza di Roma.

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