
Kin Keen King - Dewey Dell
foto di D. Castellucci
Parliamo nuovamente dell’Eti (leggi l’intervento a proposito del progetto Space), ma questa volta per l’iniziativa Teatri del tempo presente, dieci progetti per la nuova creatività, una rasssegna che si svolgerà dal 15 maggio a Roma tra il Teatro Valle e Palazzo Altemps. I protagonisti saranno quei gruppi e artisti vincitori del bando Nuova Creatività di cui abbiamo parlato più volte. L’ Eti ha sostenuto in questi 12 mesi 10 progetti di gruppi e artisti under 35 accompagnati nel lavoro da strutture già consolidate. E’ in questo contesto dunque che troviamo ad esempio compagnie storiche come la Socìetas Raffaello Sanzio che sponsorizza Giovanni Scardamaglia, Filippo Tappi, Antonio Rinaldi, Anna Biagetti, Adele Cacciagrano, oppure la Fondazione Romaeuropa con il progetto Seigradi dei Santasangre, Drodesera con gli artisti della Fies Factory One, il Teatro Kismet con Fibre Parallele, solo per citarne alcuni.
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Dal comunicato stampa le parole del direttore generale dell’Eti, Ninni Cutaia
Cosa vuol dire affrontare oggi la questione del lavoro creativo delle giovani generazioni teatrali. Per un’istituzione come l’ETI, in profonda trasformazione, in questo caso, vuol dire aprire una prospettiva di impegno e sostegno concreto.
Sin dal suo avvio questo progetto è stato pensato e strutturato come un intervento di sistema. Fuori da ogni logica dirigistica, è stata chiesta alle strutture teatrali una corresponsabilizzazione sul nucleo artistico da individuare e sostenere, nella convinzione che una moderna collaborazione tra un’istituzione nazionale e soggetti che operano nel territorio possa generare frutti positivi con ragionevoli possibilità di futuro.
Si tratta di un progetto la cui metodologia potrà essere mutata per far strada a modi sempre più adeguati di promuovere la creatività dei giovani artisti. Non esiste un solo modo, ma un’istituzione deve sforzarsi di conseguire obiettivi e strategie adeguate al tema.
Per evitare che nel campo del Teatro vi sia un invecchiamento e una fossilizzazione della proposta, per evitare che si produca una pratica e un’immagine di un Paese che guarda indietro e non al presente e al suo futuro.
Il progetto non adotta una poetica e meno che mai vuole perlustrare un genere. Piuttosto emerge dalle tante fisionomie dei nuclei artistici una confortante pluralità di modi espressivi, dove sembra determinante la “cosa” che si vuole dire, comunicare, partecipare. Ecco, questa composizione così diversificata è una ricchezza che va promossa.
I primi risultati di questo processo di accompagnamento alle nuove creatività saranno presentati durante il mese di maggio a Roma, al Teatro Valle e nel vicino Palazzo Altemps: un momento di verifica e di incontro ma anche una opportunità, per i giovani artisti, di visibilità e di confronto diretto con il pubblico e gli operatori.
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Andrea Pocosgnich






















