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La più piccola distanza: Pathosformel al Valle tra astrattismo e sensibilità umana

La recensione dell'ultimo studio dei Pathosformel in scena a Roma, per una sera, in occasione dei Teatri del Tempo Presente. Nell'articolo anche immagini e video dello spettacolo prodotto dalla Fies Factory, residenza vincitrice del Bando Nuova Creatività Eti

La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera)

C’è sempre qualcosa di inafferrabile nell’arte dei Pathosformel, stavo per dire “nel teatro”, ma forse questo termine gli va un po’ stretto. Forse il teatro come la maggior parte degli spettatori è abituato a intenderlo può sembrare qualcosa di lontano rispetto ai lavori del gruppo veneziano. Eppure se intendiamo il teatro come una trasmissione di emozioni attraverso un linguaggio scenico costituito da più elementi artistici, in questo caso, uno spettacolo come La più piccola distanza rientra pienamente in quell’universo contemporaneo composto da una moltitudine di esperienze teatrali.

Mentre una generazione di nuovi artisti italiani cerca di resuscitare il verbo (e in molti ci riescono), i Pathosformel, con La più piccola distanza, in scena ieri al Teatro Valle (nella rassegna I teatri del Tempo Presente), abbandonano anche il corpo dell’attore, la rarefazione e il minimalismo vanno ben oltre anche al precedente lavoro, La timidezza delle ossa, dove c’era ancora la presenza fenomenica del performer, nonostante fosse solo lo scheletro a premere sul telo vi era comunque una testimonianza del gesto umano. Quest’ultimo studio bandisce l’essere umano dallo spazio scenico e lo sostituisce con dei quadrati che scorrono su una griglia di corde poste parallelamente allo spettatore.
Naturalmente l’artefice non sparisce, anzi rimane nascosto come l’antico manovratore di marionette, i due Pathosformel, sono dietro la scena a tirare con fatica le corde che permettono di far scorrere i quadrati. Sono otto spazi verticali paralleli, come dei binari. I quadrati rossi (figure pure) sono come decine di persone che, ogni giorno in una grande città, camminano, corrono, si fermano, rallentano e poi ripartono, ma possono sviluppare i propri movimenti solo orizzontalmente sui binari. Ogni quadrato può percorrere solo la sua strada, almeno così crediamo all’inizio, ma come succede proprio all’uomo nel caos cittadino, ogni tanto capita, di poter incrociare la strada e gli occhi di qualcun altro dando vita a un incontro (anche sentimentale, anche solo per un attimo), oppure a uno scontro. Sospinti dalla musica suonata dal vivo che rispetto ai rumori elettronici di La timidezza delle ossa, ha una componente melodica, anche perché deve in qualche modo riempire il vuoto della scena, questi quadrati si umanizzano e trasmettono alcune emozioni pure, lo spettatore può con la propria immaginazione proseguire o meno in questa azione di significanza.

C’è una componente poi di grande interesse in questo teatro astratto dei Pathosformel (che tra l’altro hanno vinto il premio Ubu per il 2008): nonostante lo studio sui linguaggi vada sempre di più in una direzione che tende ad asciugare le componenti narrative, performative, e in questo ultimo caso anche visive (arrivando quasi a teatralizzare il suprematismo di Malevich), la riduzione del linguaggio a uno stato “concettuale” non avviene attraverso l’uso delle nuove tecnologie, anzi c’è una condizione specifica più vicina alle antiche macchinerie teatrali, fatte di corde, rocchetti e sudore umano.

La più piccola distanza
Con: Daniel Blanga Gubbay, Paola Villani
Con la collaborazione di: Danilo Morbidoni
Produzione: Pathosformel/ fies factory one
Coproduzione: centrale FIES
Con il sostegno di: Santarcangelo Festival 2008. / 38 edizione L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

visto il 18 maggio 2009
Rassegna: Teatri del Tempo Presente
Teatro Valle
Roma

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

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La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera) La più piccola distanza: le foto dello spettacolo e delle prove (Festival di Drodesera)

Ecco anche un trailer video dello spettacolo:

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