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Mangiami l'anima e poi sputala: Fibre Parallele colpisce anche a Teatri di Vetro

La recensione dello spettacolo che ha consacrato la compagnia pugliese. Sono tornati a Roma dopo che debuttarono al Rialto e replicarono al Colosseo, spettacolo ironico, corrosivo e pieno di energia

Mangiami L'anima e poi sputala - Fibre Parallele Si potrebbe affermare che Mangiami l’anima e poi sputala sia uno dei più riusciti spettacoli delle ultime due stagioni e non sarei sicuramente il solo a crederlo. D’altronde il romanzo di Giovanna Furio è diventato un vestito perfetto per i corpi teatrali delle Fibre. Naturalmente il testo è stato “trattato” per diventare lo spettacolo visto ieri sera (23 maggio) a Teatri di Vetro: l’ambientazione non è la Milano underground del libro, ma il sud della Puglia dove, in alcuni casi, vita e fede percorrono la stessa strada.

Licia Lanera è una devota, integralista nell’osservanza delle regole, prigioniera nel bozzolo di una cultura cattolica (entra in scena con una catena alla caviglia) che la rende schiava invece di darle felicità, la preghiera e la chiesa sono le uniche cose che ha. Gesù il suo unico amore. Ma se Gesù scendesse dalla croce per trasformare quell’amore spirituale in un amore carnale senza chiedere i sacrifici a cui la donna è abituata, anzi insegnandole a venerarlo anche abbracciando la propria vita, essendo prima felice con se stessa, cosa succederebbe?

Questo accade nello spettacolo delle Fibre Parallele, ma qui il Cristo (Riccardo Spagnulo) che finalmente risponde alle preghiere della devota è rumeno e la prima cosa che chiede, una volta liberatosi della croce, non è l’acqua, ma una sigaretta. Sin dall’inizio i due giovani artisti cuciono una drammaturgia che ribalta i dogmi e anche attraverso il riso ci sbatte in faccia la miseria e l’amore presenti nella vita della donna.

Il ribaltamento, o meglio la negazione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, avviene paradossalmente proprio grazie alle parole di Gesù, il quale non capisce perché la donna non abbia un lavoro e si faccia mantenere dalla chiesa, ed è sempre lui a spiegarle che l’amore non può rimanere solo spirituale. Probabilmente la devota non può capire, rimane nel suo bozzolo, l’amore tra i due è impossibile, non c’è salvazione, la donna, un po’ come l’Italia di oggi (impaurita a mostrare il suo volto laico) è costretta a nascondersi e a rintanarsi nelle sue preghiere.

Ma la bellezza del lavoro delle Fibre non sta solo nella scelta del dissacrante racconto della Furio come materiale di base, la fruibilità dello spettacolo è data da un insieme di caratteristiche: la recitazione dei due attori, Licia Lanera soprattutto è riuscita a trovare un ritmo e una musicalità vera, poetica in ogni frase, i suoi tempi sono perfetti nei momenti comici come in quelli tragici; la scenografia essenziale (una croce in legno, un tavolino, e una poltrona ), ma con la forte presenza dell’iconografia cattolica, dalla graticcia scendono immagini del Cristo e della Madonna, il kitsch di quel cuore illuminato di rosso dietro la croce; e per ultima caratteristica, la più importante, la regia intesa come scrittura scenica, come montaggio e accostamento delle scene tra loro, come unione dei diversi materiali.
Quest’ultimo punto, naturalmente, è quello determinante, grazie al quale si crea anche quella sospensione dell’aspettativa presente in maniera diversa pure nell’ultimo Furie de Sanghe. E’ una costruzione scenica che non ha paura di osare, che mescola le musiche dei cantautori italiani, con la dance (utilizzata nella geniale scena in cui Cristo insegna aerobica alla protagonista), poi i sermoni di Radio Maria, e infine la fisicità dei due attori, mai nascosta, anzi esposta e sublimata in un’estetica capace sempre di sorprendere e colpire il pubblico.

Fibre parallele (Bari)
Mangiami l’anima e poi sputala
Ispirato dal romanzo omonimo di Giovanna Furio
Di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo
Assistente alla regia Maria Elena Germinario
Luci Carlo Quartararo
Scene Gianluigi Carbonara
Oggetti di scena Nunzia Guacci
Collaborazione tecnica Frank Lamacchia
Grafica Alessandra di Ridolfo
Si ringrazia per la collaborazione Fabrica#Famae e lo Spazio O.F.F. di Trani
Selezione Premio Scenario 2007

visto il 23 maggio 2009
Teatro Palladium - rassegna Teatri di Vetro
Roma

Andrea Pocosgnich
andrpcs@gmail.com

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