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I vincitori del Premio Scenario 2009

I Codice Ivan vicono il Premio Scenario e Marta Cuscunà il Premio Ustica

Pink, me and the Roses di Codice Ivan

Avevamo lasciato il Premio Scenario proprio lì, sulla soglia della finale, ebbene lo scorso 21 giugno a Santarcangelo, si è svolta la giornata conclusiva. Erano 18 i lavori che l’Associazione Scenario aveva portato all’ultima tappa del percorso, 279 invece erano le proposte arrivate dopo la pubblicazione del bando, a dimostrazione di una cera fertilità che il nuovo teatro italiano sta vivendo tra mille difficoltà. Il premio scenario si è ritagliato in questi anni proprio il suo spazio all’interno del nuovo teatro italiano scoprendo artisti, compagnie e linguaggi teatrali che poi si sono affermati nei festival di tutta Europa, ultimo esempio di questo ruolo da talent scout del premio è la compagnia Babilonia Teatri che ha girato per 2 anni con il suo Made in Italy e ora è presente in molti festival anche con le sue nuove creazioni.

Vincono i Codice Ivan con Pink, Me & The Roses, gruppo artistico di Bolzano, che tra l’altro il 27 luglio sarà al Festival Drodesera con il nuovo spettacolo Un secco nord, con la seguente motivazione:

Porsi una domanda sull’arte, mentre l’arte ci interroga sulla nostra irriducibile natura. Riflettere su cos’è che non procede mentre il decadimento non si ferma mai. Guardarsi sfiorire nel luogo della bellezza. E non sapere da dove cominciare.
I giovani di Codice Ivan sembrano accedere al teatro da ingressi decentrati e disorientanti che, assunti in piena consapevolezza, offrono un’angolazione speciale allo sguardo, una libertà che dischiude le valvole del processo creativo fino al suo grado di immediatezza. Così, la favola antica sull’ impossibile collaborazione fra la rana e lo scorpione apre la scena alle domande sul perché tutti i nostri tentativi di dialogo sembrino destinati all’insuccesso; e sul perché sia proprio il linguaggio a segnarne il fallimento. Ma forse c’è un fattore umano che può ribaltare le prospettive più scontate e tetragone. Bisogna riportare questo fattore sulla scena, magari a partire dallo spettatore. Così il palco svuotato, anziché mostrarsi come luogo di spopolamento, può farsi luogo dell’accoglienza.

Il Premio Ustica al Teatro Civile è andato a E’ bello vivere liberi Ispirato alla biografia di Ondina Peteani di Marta Cuscunà, ecco la motivazione della giuria:

È bello vivere liberi restituisce il sapore di una resistenza vissuta al di fuori di ogni celebrazione o
irrigidimento retorico. Resistenza personale, segnata dai tempi impetuosi di una giovinezza che è
sfida, scelta e messa in gioco personale. Resistenza politica, dove la protagonista, Ondina,
incontra la storia e la sua violenza. Resistenza poetica, all’orrore che avanza e annulla.
Resistenza adolescente, che incontra il sangue, lo subisce, lo piange, ma continua ad affermare
la necessità della felicità e dell’allegria anche nelle situazioni più estreme che Ondina vive.
Ondina, di cui Marta Cuscunà ha ricercato le tracce attraverso un lavoro accurato sulle fonti
storiche, dentro la memoria del proprio territorio e attraverso le parole di chi l’ha conosciuta.
Spettacolo felicemente atipico, coniuga un fresco ed efficace lavoro di narrazione, attento ai
piccoli gesti del quotidiano, a stupori di ragazza, con il mestiere del burattinaio, che riprende i
propri personaggi, ne soffia via la polvere e li riconsegna, felicemente reinventati, a una
comunicazione efficace, archetipica, popolare.
In questa ricerca anche l’orrore del lager può essere raccontato, senza che lo spettacolo perda lo
straordinario candore e la felicità nel racconto della storia che ancora siamo.

Segnalazioni e menzioni speciali inoltre sono andate a: Tempesta di Anagoor, A tua immagine di Davide Gorla, Enrico Ballardini, Giulia D’Imperio, Cosmopolis. Psicopatologie della vita metropolitana di Baloon Performing Club e Come bestie che cercano bestie di Imama.

Adesso non ci resta che attendere i vincitori con i loro progetti completi e augurargli un in bocca al lupo per il futuro.

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