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Premio Riccione per il teatro 2009: vince "Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè

Il vincitore del premio biennale per la drammaturgia è un testo sulle BR, nell'articolo tutti gli altri premi di questa 50a edizione.

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Ieri sera (2 giugno),presso il Grand Hotel Des Bains, si è svolta la serata di premiazione della 50a edizione del Premio Riccione per il Teatro, vince Avevo un bel pallone rosso di Angela Demattè. L’uso del dialetto insieme all’italiano, lo scontro generazionale padre-figlia e la storia recente d’Italia come catalizzatore degli eventi, sono gli ingredienti che hanno portato il testo della Demattè a vincere.

leggiamo alcune battute del dramma e la motivazione della giuria:

La Giuria del Premio Riccione per il Teatro proclama vincitore di questa 50° edizione 2009:
Avevo un bel pallone rosso
di Angela Demattè

M: Comunque son contenta di vederti
P.: Anca mi. Valelo la pena Margherita?
M: E’ l’unica maniera per cui vale la pena spendere la vita
P: No dir stupidade Margherita!
M: Sì, lo so, non riesci a capire
P: No, no rieso a capir…Te me pari n’altra persona…Quando lezo sui giornali de le robe che fé…de quel che volé far…chi è che le pensa quele vòse azioni…Anca ti?
M: Sì, siamo tutti insieme a decidere
P: Ma dio santo Margherita! Da piccola me pareva de averte ensegnà la decenza, l’umiltà, e il timor di Dio!
M: Sì, perché fai parte di una tradizione che ti insegnava solo ad obbedire, a non farvi domande, a rimanere sottomessi a un potere…e vi inculcava un senso di colpa se facevate il contrario
P: No, no, cara, mi vegno da ‘na tradizion che ne ‘nsagnava che a g’aver rispetto e a comportarse ben se deventava pù omeni…e eren pù contenti, credeme, ne godeven de pù la vita…
M: Sì, ma non eravate liberi.

Attraverso il rapporto tra un padre e una figlia, Mara Cagol fondatrice delle BR, il testo riesce ad affrontare uno snodo cruciale della storia italiana, che ha aperto una ferita non ancora rimarginata nella nostra coscienza civile. Il conflitto generazionale più classico tra supposta saggezza della tradizione e furori giovanili trova una singolare consistenza teatrale nel sapiente uso della lingua, in una dinamica di tensione fra l’impianto dialettale, che permette la comunicazione familiare, e l’inadeguatezza di una lingua nazionale che la interrompe.
Nonostante l’esposizione acerba dell’iter cronologico della vicenda, sorprendono la straordinaria capacità di trasmettere emozioni profonde e insieme lo studio documentaristico che la giovane autrice ha condotto proponendo alla nostra distratta attenzione materiali parzialmente rimossi.

Ecco gli altri premi:

Il Premio Marisa Fabbri, destinato a indicare un’opera particolarmente impegnata nella ricerca di un linguaggio aperto e poetico, è stato attribuito a:

Variazioni sul modello di Kraepelin
di Davide Carnevali

Il Premio speciale della Giuria, intitolato a Paolo Bignami e Gianni Quondamatteo è stato assegnato a:

Il cuoco
di Davide Enia

Il Premio Pier Vittorio Tondelli per il testo di un giovane autore sotto i trent’anni viene attribuito a:

Sterili
di Maria Teresa Berardelli

Vai all’articolo con i nomi di tutti i finalisti

Leggi anche l’articolo di presentazione del Premio Riccione

Leggi anche la recensione tel testo vincitore nel 2007, Le conversazioni di Anna K.

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