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Le particolarità della lingua italiana

Il dialogo simula per iscritto una conversazione a viva voce dei personaggi. Per renderla interessante e corretta, occorre eliminare tutte le imperfezioni della lingua parlata.

Ma nello stesso tempo occorre mantenere un senso di veridicità, di realismo, inserendo qualche termine o modo di dire preso dalla vita quotidiana. Alcuni problemi molto particolari del dialogo ci riguardano da vicino, perché al contrario di altre lingue più diffuse, prima fra tutte l’inglese, l’italiano pone non pochi problemi. Infatti in ogni regione e in ogni centro abitato esiste un linguaggio ben diverso anche oggi che la televisione e gli altri mezzi di comunicazione hanno un po’ uniformato il nostro modo di esprimerci. Come si può risolvere la questione in narrativa? È possibile riprodurre un dialogo realistico fra personaggi italiani conciliando quelle che sono le esigenze del linguaggio parlato con le regole di una scrittura corretta?

Un esempio può esserci dato da Pier Paolo Pasolini in un suo celebre romanzo, “Ragazzi di vita”. L’autore limita i suoi interventi al minimo, soltanto per dare la parola ai personaggi. Ma mentre si capisce che questi parlano in dialetto, la trascrizione dei termini non è letterale, si avvicina molto di più all’italiano. Quest’ultimo emerge chiaramente nello stile dell’autore, semplice e grammaticalmente corretto. Il romanesco vero e proprio viene lasciato all’immaginazione dei lettori.

“Uno dei miracoli della narrativa: un discorso artificiale che sembri reale come la trascrizione dei nastri registrati del viaggio sul campo di un antropologo”. È l’autorevole opinione sul dialogo di James Mc Kinley, scrittore americano e insegnante di scrittura creativa: ebbene, l’esempio di Pasolini è la perfetta realizzazione di questa autenticità che non diventa talmente eccessiva da annoiare i lettori.