Questo sito contribuisce alla audience di

Dalla viva voce dei personaggi

Il dialogo deve essere un discorso vivace, curato, che sembri autentico e il cui unico scopo è far muovere i personaggi e la vicenda. Per farlo efficacemente dovete sviscerare il centro emotivo di ciascuna scena.

Il dialogo deve essere un discorso vivace, curato, che sembri autentico e il cui unico scopo è far muovere i personaggi e la vicenda. Per farlo efficacemente dovete sviscerare il centro emotivo di ciascuna scena.

Il dialogo è prima di tutto un elemento perfettamente integrato nella narrazione, non un’aggiunta compiuta a posteriori e dal sapore un po’ artificioso. Il suo primo requisito è che esso riporti sulla pagina la voce dei personaggi.

Ora possiamo provare a dare una serie di risposte più complete alla domanda di partenza: a cosa serve il dialogo?

A esprimere in modo diretto e immediato stati d’animo e atteggiamenti che richiederebbero lunghi passaggi narrativi, con il rischio di rallentare l’azione e annoiare i lettori.

A dare informazioni sui personaggi che, se fornite direttamente dal narratore, priverebbero di qualsiasi naturalezza lo sviluppo della vicenda.

A dare informazioni sulla storia. Il narratore dovrebbe limitarsi a sviluppare la trama sforzandosi di far sentire il meno possibile la propria presenza. Un tipico esempio è il giallo, dove le rivelazioni più incisive per la trama scaturiscono sempre dalla bocca dei personaggi.

A dare informazioni sull’ambiente. È vero che l’autore può descrivere lo sfondo di una storia attraverso la voce alla quale scegliere di affidare la narrazione, ma l’atmosfera, il clima della vicenda scaturiscono molto meglio dai personaggi che vi sono calati in prima persona.

Link correlati